Corso sul tartufo: incontro con il produttore e mani in pasta!

Venerdì 09/11 Cortilia ha fatto un regalo ad alcuni dei nostri clienti più affezionati: un corso sul tartufo con lezione di cucina a tema. Erano con noi Ilaria e Alessandro, giovane coppia che con grande passione gestisce l’azienda familiare Bramante Tartufi, nelle Marche. Eva, la maestra in cucina, ha realizzato con noi un menù con il tartufo come elemento centrale. Un menù completo, dall’antipasto al dolce – avete sentito bene, c’era un panettone al tartufo, irresistibile. Con Ilaria e Alessandro abbiamo approfondito la cultura e la modalità di produzione del tartufo, per scoprire alcune interessanti notizie oltre che imparare qualche trucchetto!

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Cinque cose che non sapevi sul tartufo:

1) Ci sono almeno sei varietà commestibili commercializzate di tartufo, ognuna ha una diversa stagionalità e un diverso livello di pregio, ma sono tutte deliziose.

Tartufo nero pregiato (15 novembre -15 marzo)
Tartufo nero estivo (1 maggio – 31 agosto)
Tartufo nero invernale(1 gennaio – 15 marzo)
Tartufo uncinato (1 ottobre – 31 dicembre)
Tartufo bianchetto (15 gennaio – 30 aprile)
Tartufo bianco (15 settembre – 31 gennaio)

2) Non è una buona idea conservare il tartufo fresco nel riso, come molti fanno. Il riso infatti assorbendo l’umidità, lo disidrata troppo, essendo il tartufo composto all’80% da acqua. Il riso inoltre ne assorbe anche gli aromi, togliendo potenza. Ilaria ci consiglia di conservarlo avvolto nello scottex all’interno di un contenitore ermetico. Se metti anche un po’ di burro nel contenitore, questo assorbirà velocemente l’aroma, e avrai così ottenuto senza fatica un burro aromatizzato.

3) Il tartufo fresco si conserva per pochi giorni. Il tartufo bianco, conservato come raccomandato al punto 2, dura tre o quattro giorni, mentre il nero può arrivare a durare due settimane. Ti consigliamo quindi di consumarlo il prima possibile. Se non hai intenzione di consumarlo subito è preferibile comprarlo in forma di conserva o di crema, una soluzione pratica che ne mantiene intatte le qualità per un lungo tempo.

4) Il tartufo non è solamente un prodotto che cresce spontaneamente in natura: alcune varietà, tartufo nero pregiato, tartufo estivo e bianchetto si prestano bene anche ad essere coltivate, dando ottimi risultati. Il tartufo bianco invece non si presta ad essere coltivato e rimane anche per questo la varietà più cara e pregiata.

5)I tartufi non sono solo ad Alba! Nonostante quello di Alba sia il più rinomato, si trovano produzioni in diverse regioni d’Italia come le Marche, la Toscana, l’Emilia Romagna. Ogni regione ha le sue peculiarità.


Il menù che abbiamo realizzato al corso di cucina consisteva in piatti di veloce realizzazione, non troppo cari, e buonissimi. Ti consigliamo di provarne qualcuno a casa!

  • Crostino al burro con uovo in camicia e crema di tartufo estivo
  • Battuta di fassona con olio al tartufo su insalatina
  • Tagliolini all’uovo con pesto di mandorle e tartufo
  • I classici tagliolini burro e tartufo

Il tutto era accompagnato da Franciacorta, le cui bollicine delicate coronano alla perfezione gli aromi intensi e penetranti del tartufo. Ora non ti rimane che mettersi ai fornelli ed invitare gli ospiti!

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