Visita dal produttore AmoreTerra

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Una gita in campagna con noi: è ciò che hai sempre sognato?
Domenica 23 giugno ti offriamo la possibilità di trascorrere una giornata dal nostro agricoltore di fiducia AmoreTerra nel modenese, dove vengono coltivati cereali e legumi biologici.
Qui viene prodotta la farina Luce con ben 9 varietà di grani antichi, tutti biologici: un inno alla biodiversità che si traduce in una ricchezza di aromi e sapori unica

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Dopo una passeggiata nei bellissimi campi di grano dorati pronti per la mietitura, visiteremo i mulini a pietra dove vengono prodotte le farine e pranzeremo con i prodotti dell’azienda.

Ecco il menu:

  • Tagliere di salumi aziendali dell’Appennino
  • Pane di farina Luce
  • Pane di farina Luce e canapa
  • Tarallini Luce integrali
  • Insalata di pasta Senatore Cappelli con verdure di stagione
  • Insalata di farro monococco decorticato
  • Biscottini Luce e caffè

Dopo pranzo, faremo una visita guidata nell’acetaia aziendale, dove viene prodotto l’aceto balsamico. Una bellissima occasione adatta a grandi e piccoli per trascorrere una giornata all’aperto con il nostro produttore e scoprire i sapori autentici della tradizione.

Come partecipare? Acquista su cortilia.it il kit per 1 , per 2 o per 4 persone, e riceverai insieme alla spesa i biglietti da portare con te il giorno dell’evento. Per i bambini sotto i 10 anni l’ingresso è gratuito!

Ti aspettiamo domenica 23 giugno dalle 9:30 tra le colline modenesi insieme a Michele di AmoreTerra!

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Appuntamento Summer Skin Care

La stagione più bella dell’anno sta arrivando ☀
Scopri con noi tutti i segreti per un’abbronzatura perfetta!

cover-solari.jpgTi aspettiamo a Un Posto a Milano per provare i solari BIO di Officina Naturae, prodotti con materie prime italiane, senza profumi né filtri solari chimici inquinanti. Insieme scopriremo i segreti per una corretta protezione e un’abbronzatura bella e duratura 👙

Potrai assaggiare anche i succhi pressati a freddo di Depuravita, fatti con frutta fresca ricca di betacarotene: perfetti per preparare la pelle anche dall’interno!

Ti aspettiamo
🗓️ Giovedì 6 giugno
⏰ dalle 17:00 alle 19:00
📍Un posto a Milano – Via Privata Cuccagna, 2, Milano
L’evento è gratuito ma è obbligatoria la prenotazione. Clicca qui e prenota subito il tuo posto!

Che cosa rende un crudo un Prosciutto di Parma DOP?

Il prosciutto crudo è una delle eccellenze gastronomiche del nostro Paese, è uno dei prodotti più esportati ma anche più consumati sul territorio nazionale. Lo ritroviamo in molte regioni come prodotto tipico, e tra le tante varietà è impossibile non menzionare il Prosciutto Crudo di Parma.

Per farvi scoprire come viene prodotto questo gioiello gastronomico, siamo andati a trovare Michele dell’azienda Devodier Prosciutti a Lesignano de’ Bagni, alle porte di Parma.

La famiglia Devodier, ci racconta Michele, è tra i pionieri nella produzione di crudo di Parma, infatti l’azienda è impegnata nel settore della carne in quanto allevatori già dal 1700, e il nonno di Michele è stato perfino tra i fondatori del Consorzio del Prosciutto di Parma.

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Il segreto principale per fare un ottimo Prosciutto di Parma è, ovviamente, la qualità della carne. Infatti la capacità di selezionare materie prime di qualità è importante tanto quanto la loro lavorazione. La famiglia Devodier collabora da decenni con fidati allevatori emiliani, piemontesi e lombardi che gli assicurano standard qualitativi altissimi. Non tutte le cosce però diventano un Parma. Infatti oltre alla selezione dei capi, avviene una seconda selezione qualitativa direttamente nel laboratorio, durante la quale vengono scartate cosce fresche con troppe venature, ossa troppo esposte, forme irregolari che non permettono di essere rifilate a “taglio Parma”.

Finalmente ha inizio il processo di produzione del prosciutto. Come prima cosa le cosce vengono sottoposte al processo di salatura con solo sale marino italiano; per essere un Parma, infatti, non sono ammessi l’impiego di nitriti e nitrati né di altri ingredienti. Una volta salate, le cosce vengono lasciate riposare all’interno di grosse celle frigorifere per circa una settimana, per subire poi una seconda salatura e riposare quindi a temperatura e umidità controllata. Solo dopo aver assorbito tutto il sale della seconda salatura (solitamente sono necessari una quarantina di giorni) saranno pronte per la vera e propria stagionatura.

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A questo punto i quasi-prosciutti vengono spostati dalle celle del laboratorio nella cantina dello stabilimento, luogo in cui avviene l’ultima fase del processo.

Entrando nella cantina si sprigiona un profumo intenso e caratteristico, davvero inconfondibile. Percorrendo i corridoi della cantina abbiamo avuto modo di vedere e seguire le diverse fasi di stagionatura delle cosce. Qua vengono affinati prosciutti di Parma, Spalla cruda, Culatello e Culatta, tutte lavorazioni tradizionali della zona.

IMG_7442Il prosciutto così inizia la sua stagionatura fino a quando, intorno al settimo mese, subisce una importantissima fase del processo, la quale sarà essenziale per l’ottenimento di un prodotto finale di qualità; questa è la cosiddetta sugnatura. Durante questa fase la parte esposta della coscia viene ricoperta dalla sugna (elemento composto da grasso suino, farina di riso, sale e pepe) così da proteggere la carne dall’ossidazione e permetterle l’assorbimento degli aromi di cui la cantina è intrisa.

Mentre i prosciutti continuano il loro affinamento, vengono controllati meticolosamente uno ad uno. La pratica impiegata si chiama puntatura, è un’analisi qualitativa del prosciutto e viene effettuata almeno una volta su ogni coscia destinata a diventare un Parma. Vengono quindi effettuate cinque puntature in cinque zone diverse del muscolo con un osso ricavato dalla tibia di cavallo, considerato perfetto per questi controlli poiché non essendo poroso non trattiene gli odori. Dalla puntatura si riescono a capire tante informazioni del prosciutto: la sua qualità, l’andamento della sua stagionatura e come è meglio portarla avanti.

I locali nei quali avviene la stagionatura sono antiche cantine in legno degli anni Cinquanta, vantano di una storia unica che ha permesso l’immagazzinamento di infinite sfumature di profumi, tutti inconfondibilmente assorbiti dalle cosce. I prosciutti qui stagionano dai 20 ai 36 mesi, mentre per spalla cruda, culatello e culatta si parte dai 12 mesi.

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Conclusa la stagionatura, quando il prosciutto crudo è promosso a Parma, viene marchiato a fuoco con l’inconfondibile corona a cinque punte e quindi preparato per proseguire nelle sue diverse destinazioni. Se venduta intera, la coscia subisce solitamente una seconda sugnatura prima di lasciare la cantina, diversamente viene disossata e trasportata allo stabilimento di Pilastro di Langhirano, poco distante dalle cantine di stagionatura. Quest’ultimo, sempre di proprietà della famiglia Devodier, è il luogo in cui il prosciutto viene affettato e confezionato in vaschette, proprio come lo trovate su Cortilia sotto il marchio Tradizioni Italiane!

Una volta entrato nella linea di affettamento, appunto, il prosciutto viene rifilato manualmente in modo da dargli una forma più regolare possibile e viene quindi sistemato in una macchina che effettua un taglio sul salume in modo preciso e lento. Queste caratteristiche sono in realtà molto importanti per la qualità del prodotto finale; la coscia viene quindi lentamente affettata e posata a mano nelle singole vaschette, che una volta pesate e controllate, vengono sigillate in atmosfera modificata e preparate per le varie spedizioni dopo accurati controlli visivi da parte degli operatori.

Per mantenere artigianale questo processo che necessita di impianti più strutturati, Michele ci spiega come sia importante mantenere le fasi più delicate nelle fidate mani dei collaboratori dello stabilimento, che sono il vero valore aggiunto dal punto di vista qualitativo.

Una realtà seria è una realtà come quella della famiglia Devodier, azienda che ha fatto la storia nella produzione di prodotti tipici emiliani, sapendo crescere con il crescere della domanda del mercato, con l’evoluzione della tecnologia, rimanendo allo stesso tempo artigianale per realizzare un prosciutto di Parma dalla rinomata e riconosciuta qualità, proprio come sessanta anni fa.

Del resto a noi di Cortilia è bastato un assaggio dei loro prodotti per restare inebriati di tutti gli aromi del territorio in cui si trova l’azienda. Provare per credere!

Tutto quello che c’è da sapere sull’avocado

L’avocado è un frutto (appartenente alla famiglia delle Laureaceae) di consistenza molto cremosa e poco saporito, per questo l’ideale è abbinarlo ad altri alimenti dal sapore più deciso come il lime o il peperoncino. In Colombia ad esempio, l’avocado si consuma abbinato ai più disparati alimenti, dalla carne, all’insalata, passando per il riso fino al sandwich e tanto altro: si dice che per le strade, ogni 100 persone se ne trovano 5 che vendono avocado.

avocado

È tra i frutti più ricchi di fibre e contiene anche molto potassio e vitamina C, E e K, oltre ad avere il doppio di grassi monoinsaturi (buoni) rispetto al salmone. Il piatto più famoso a base di avocado è senza dubbio la salsa messicana guacamole.

QUALCHE CURIOSITA’

  • Il Messico è il principale produttore ed esportatore di avocado del mondo
  • Un albero di avocado può produrre fino a 500 frutti l’anno
  • Le foglie di avocado sono spesso utilizzate nei piatti messicani per il loro sapore simile a quello dell’anice
  • Gli avocado maturi devono piegarsi leggermente quando vengono premuti

RICETTA
La nostra ricetta preferita a base di avocado è il classico toast, un piatto semplicissimo, nutriente e versatile, per cui ci si può sbizzarrire dando sfogo alla fantasia e creatività.

toast di avocado

Ecco la nostra versione:

INGREDIENTI

  • 4 fette di pane in cassetta tipo svedese
  • 1 avocado maturo
  • mezzo limone
  • semi di sesamo tostato
  • erba cipollina o altra erba aromatica a piacere
  • q.b sale
  • q.b pepe

PREPARAZIONE
Tagliate il pane a fette da circa mezzo cm di spessore e tostatele.
Intanto sbucciate l’avocado, togliete il nocciolo, tagliatelo a fettine (o se preferite schiacciatelo con una forchetta).

Distribuitelo sulle fette di pane tostato. Conditelo con qualche goccia di limone, sale, pepe semi di sesamo e gustate. A piacere potete aggiungere della crema di mandorle, formaggio spalmabile, erbe aromatiche, verdure cotte o crude.

Assapora tutto il gusto dell’avocado di Cortilia, abbinato al nostro pane finlandese di segale, il successo è assicurato.

 

Zenzero: tutto quello che c’è da sapere

Lo zenzero non è certamente un prodotto di cui rivendicare campanilismo produttivo, tanto più appartenenza alle filiere agricole locali, eppure di questo prodotto oggi non si può fare proprio a meno. Questa intrigante radice è diventata parte della nostra cultura alimentare. Ottimo grattugiato in insalata, bollito in acqua come decotto, impiegato in associazione alla frutta per centrifugati o estratti. Per chi ama osare, anche in cucina.Zenzero cortilia

PROPRIETÀ E BENEFICI
Infinite le proprietà dello zenzero. Proviamo a citarne alcune: tonico, stimolante, digestivo, può contribuire a ridurre le infiammazioni di varia natura, ha azioni antipiretiche e disinfettanti… Inoltre è buono: la sua pungenza e piccantezza danno freschezza e stimolano il palato. Ma non solo. Può essere d’aiuto per tenere lontane nausea e vertigini, contro mal di mare e mal d’auto. Nella medicina orientale è impiegato come valido alleato nel trattamento dell’influenza e come protettivo della mucosa gastrica. Come se non bastasse, lo zenzero fresco rappresenta anche un valido aiuto per combattere l’alitosi, grazie alle già citate proprietà digestive in grado di contrastare la fermentazione batterica. Da non dimenticare le proprietà brucia-grassi e brucia-calorie.

COME PULIRE LO ZENZERO FRESCO
Ecco brevi ed essenziali suggerimenti per preparare lo zenzero e ottimizzare ogni singolo angolo di questa entusiasmante radice. Per evitare sprechi, taglia solo il pezzo di zenzero fresco che ti serve per la preparazione della tua ricetta. In questo modo potrai conservare più a lungo la parte restante e riutilizzarla per le preparazioni successive (la buccia servirà a farlo mantenere più a lungo). A questo punto affidati ad un semplice pelapatate per rimuovere la buccia esterna del pezzetto selezionato, evitando di intaccare la “polpa” interna. Infine puoi scegliere se tagliarlo a dadini, ridurlo a fettine sottili o semplicemente grattugiarlo.

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Daikon: come lo cucino?

Il daikon è una radice di origine asiatica, alla vista si presenta come una grossa carota bianca, il suo sapore è delicato, la sua consistenza croccante e le sue proprietà benefiche e nutritive innumerevoli. Il daikon infatti, è molto ricco di sali minerali, vitamina B, C e fibre ed è un ottimo alleato nel processo di dimagrimento grazie alle sue proprietà diuretiche e drenanti.

Daikon

Nella tradizione culinaria giapponese il daikon ricopre un ruolo di spicco, come ingrediente principale, come contorno oppure come semplice guarnizione dei piatti.  Anche in Italia si sta ritagliando il suo spazio nella dieta di molti. Infatti è un prodotto molto versatile che può essere consumato crudo (grattugiato come fosse una carota) oppure stufato in padella, al vapore o in forno insieme ad altre verdure.

Oltre a queste versioni più basiche, nel periodo invernale, il daikon è ottimo anche gustato nelle zuppe. Ecco la nostra preferita… unica raccomandazione per la riuscita della ricetta? Scegliere un daikon 100% italiano 🙂

Crema di daikon e patate 

Ricetta daikon

INGREDIENTI

  • 2 grosse patate
  • mezza radice di daikon
  • 1 piccola mela gala
  • 4 fette di pane ai cereali
  • 1 piccolo cespo di radicchio rosso
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 1 piccolo scalogno
  • q.b sale
  • q.b pepe
  • q.b granella di nocciole tostate
  • q.b brodo vegetale (carota sedano cipolla)

PREPARAZIONE

Preparate il brodo vegetale express mettendo sul fuoco carota, cipolla e sedano coperti di acqua salata. Lasciate che inizi a bollire.Intanto pulite le patate e il daikon, tagliateli a pezzi grossolani. Fate lo stesso con la mela, e sbucciate lo scalogno.

In una casseruola a bordi alti versate metà dell’olio, unite lo scalogno e lasciatelo rosolare appena. Aggiungete anche le verdure tagliate a grossi tocchi e la mela, lasciate che prendano temperatura e coprite con il brodo bollente. Fate cuocere per circa 25 minuti, fino a che le verdure saranno morbide. Aggiustate di sale e pepe e passate con un mixer a immersione.

Nel frattempo pulite il radicchio e tagliatelo sottile. Scaldate una padella antiaderente, e fateci tostare le fette di pane tagliate a cubetti. Togliete il pane, unite l’olio rimasto e versateci il radicchio: fatelo saltare velocemente, giusto il tempo che si scaldi e ammorbidisca. Versate la zuppa nelle ciotole e servite con il pane, il radicchio e la granella di nocciole.

Assapora tutto il gusto del Daikon italiano di Cortilia

 

 

 

Quanto siete preparati sui tartufi?

Il tartufo è il re della terra, simbolo di rarità, ricerca, prestigio e, per chi lo adora, bontà assoluta. La sua diffusione è limitata nel tempo e nello spazio e associato alla cultura di alcuni territori specifici italiani e alla bravura di raccoglitori, venditori e trasformatori. Bianco, nero, invernale, estivo, di tartufi ne esistono tanti, molto diversi tra loro.

Proviamo a conoscere i principali:
Tartufo Nero Pregiato o Tartufo Nero di Norcia (Tuber melanosporum Vittad.)
Nel panorama dei tartufi neri, lo dice il nome stesso, è il più pregiato, il più raro, associato alla zona di Norcia, in Umbria, ma diffuso da nord a sud. Ha una buccia molto spessa, rugosa ed è molto profumato. Si raccoglie in autunno e all’inizio dell’inverno.

Tartufo Nero Invernale o Trifola Nera (Tuber brumale Vittad.)
In termini di qualità non ha da invidiare al Nero Pregiato, ma nella scala di valori del tartufo è sempre al secondo posto. Può comunque dare grandi soddisfazioni aromatiche ed è il tartufo la cui raccolta può protrarsi fino all’inizio della primavera.

Tartufo Estivo o Scorzone (Tuber aestivum Vittad.)
L’Estivo o Scorzone è il tartufo che stuzzica il palato degli appassionati, persino durante il periodo delle tintarelle estive. E’ sul finire dell’estate, infatti, che si raccoglie e sebbene non sia tra i più intensi e profumati, può arricchire piatti e tagliatelle con maestria.

Tartufo Bianco o Trifola Bianca (Tuber magnatum Pico)
Il re per antonomasia, per alcuni IL TARTUFO, nel senso che tutto il resto passa in secondo piano. E’ il tartufo più profumato, attorno al quale si è costruita la celebrità di Alba, delle Langhe, di Acqualagna (borgo marchigiano altrettanto famoso per il tartufo bianco) e le annesse aste e attese. E’ il più raro, prestigioso, costoso, con punte di prezzi che, specie in annate di magra come queste, possono raggiungere i 1000 euro all’etto. La sua diffusione è decisamente più circoscritta rispetto agli altri tartufi, la raccolta limitata da metà settembre a gennaio.

Tartufo Bianchetto o Marzuolo (Tuber albidum Pico o Tuber borchii Vittad.)
Sempre un tartufo bianco di valore, ma non all’altezza del precedente in termini di potenzialità aromatica. Si raccoglie nel periodo invernale, dopo la stagione del Bianco Magnatum Pico.

Sui tartufi si possono dire tante cose. Ci teniamo ad aggiungere qualche informazione di base per fare amicizia con questa eccellenza delle terra. Anzitutto, è bene dire che quest’anno la stagione dei tartufi è drammatica, con scarsissima disponibilità, esito di un’estate calda e asciutta che ha impedito la proliferazione delle spore. Questo significa poca presenza di tartufo sul mercato e a prezzi molto molto alti. 

Altra cosa da ricordare è che esistono sul mercato tantissimi prodotti a base di tartufo, pensati, prodotti e venduti allo scopo di offrire un’esperienza gastronomica simile o vicina alla famosa “grattata” di tartufo fresco. Attenzione a questi prodotti, o meglio, siate scrupolosi nell’acquisto. L’aroma del tartufo è spesso, nella maggior parte dei casi, sostituito, in parte o nella totalità, dalla dicitura generica AROMA, che identifica la ricostruzione chimica dell’aroma di tartufo. 

Il consiglio è di concedervi una volta in meno una vera grattata o di preferire prodotti derivati e conserve che abbiamo all’interno tartufo vero. Questa strada, per esempio, è quella compiuta, con coraggio, dall’azienda Bramante Tartufi

L’azienda è animata da giovani, capitanati dal bravo Alessandro Ugoccioni e ha sede a Fermignano, uno dei comuni marchigiani celebri per la cultura del tartufo. Ci teniamo a rimarcare il fatto che abbiamo selezionato solo ed esclusivamente prodotti naturali, senza alcuna traccia di aromi artificiali, di gran lunga utilizzati nel mondo delle conserve di tartufo.

Scopri tutti i prodotti di Bramante Tartufi su Cortilia