Il mio nome è Bruna Alpina

Mi chiamo BRUNA e sono una mucca o per meglio dire una vacca. Ma non una qualunque. Amo vivere in ambienti tranquilli e rustici, mi piace pascolare, arrangiarmi insieme alle altre nel cercare l’erba giusta da ruminare con calma e spensieratezza. Ho delle cugine che sul finire della primavera e fino all’inizio dell’autunno vanno a vivere negli alpeggi incontaminati delle Alpi e degli Appennini dove si muovono felici tra paesaggi mozzafiato e profumi di essenze squisiti. Anch’io che, invece, vivo qui in pianura, non me la passo male. Mangio cose buone, soprattutto erba fresca o fieno in inverno.

BrunaAlpina

Non vorrei peccare di presunzione, ma il mio latte è buonissimo e decisamente diverso da quello delle amiche Frisone che di latte, a furia di mangiare e gonfiarsi di cibo, ne producono tantissimo e non a caso – tutti lo sanno – sono definite le “Pamela Anderson” della stalla. Io, sempre senza superbia, ma con un briciolo di orgoglio, mi sento più la Audrey Hepburn della fattoria: di latte ne producono meno, perché la quantità non è il mio forte e neppure la mia ambizione, ma quello che ne deriva ha una marcia in più, è profumato, più ricco di nutrienti e per questo, come sento dire dagli amici allevatori che ogni giorno mi mungono, migliore per la qualità del formaggio che ne deriva.

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Meglio se BIO

A noi di Cortilia il BIO piace perché significa prima di tutto rispetto: rispetto per la terra, per i territori, per chi lavora e vive la terra. Significa, inoltre, maggiore integrità delle materie prime, ma anche del paesaggio. Significa miglior coinvolgimento emotivo tra gli agricoltori e la madre terra che ospita le loro produzioni e la vita di tutti noi. Significa un’agricoltura più pulita che abbandona la chimica a favore di una maggiore sostenibilità ambientale.

Non c’è dubbio che il BIO riservi anche qualche criticità, come l’eccesso di burocrazia che talvolta ostacola le buone intenzioni di tanti piccoli-medi agricoltori. Bio è anche una costola del settore industriale del cibo, divenuta di interesse anche per le tante imprese che operano secondo logiche di produzione massificata, dove perde i connotati ideologici e diventa una mera opportunità di mercato. Insomma, il Bio è tante cose: visioni, punti di vista, approcci, talvolta opposti e controversi, ma che in un caso o nell’altro contribuiscono a dare vitalità e popolarità a questo settore.

A noi, in ogni caso, il BIO piace. Ci piace per come è rappresentato e interpretato dai tanti agricoltori e artigiani che lavorano al nostro fianco, veri e propri portavoce di modelli agricoli e distributivi virtuosi e rispettosi. Vi raccontiamo alcune di queste storie.

Daniele Franchetti

Daniele è il protagonista della rinascita della melicoltura di qualità in Valtellina. Un giovane ragazzo che insieme al fratello Massimo, entrambi poco più che trentenni, ha portato una ventata di entusiasmo e creatività all’interno della famiglia, convertendo l’azienda verso una produzione distintiva e sostenibile che guarda al futuro. Parte dei terreni, infatti, è certificata in biologico mentre altri appezzamenti sono entrati nella fase di conversione. Un salto di qualità notevole che ha permesso loro di diventare una delle prime aziende della Valtellina per la produzione di mele BIO.

Cooperativa Aretè
Si tratta di una cooperativa sociale a servizio delle persone e dell’agricoltura biologica. Questa la sintesi di uno dei più virtuosi e concreti progetti italiani che si occupa di promozione e reinserimento sociale e lavorativo di persone “disagiate” per conto e in collaborazione con enti e istituzioni sanitarie locali. Aretè sostiene il lavoro attraverso la divulgazione, la produzione e la commercializzazione di ortofrutta biologica. Attorno alla cascina, in quel di Torre Boldone, l’azienda coltiva insalate e ortaggi a foglia, che si affiancano a produzioni locali e nazionali selezionate da aziende e cooperative agricole secondo un canale diretto e partecipato.

Cascina Bordona

Alberto è il protagonista dell’azienda Cascina Bordona. Una realtà distintiva nel panorama dell’allevamento di bovini che si caratterizza per la scelta di allevare pura razza Limousine secondo i canoni dell’agricoltura e dell’allevamento biologico. L’azienda produce anche riso carnaroli, sempre in modalità BIO. Il tema del benessere animale è messo al primo posto. I bovini sono allevati, non solo seguendo i riferimenti dell’agricoltura biologica, ma garantendo loro nei mesi favorevoli possibilità di pascolo, con alimentazione libera a base di erba fresca, integrata con cereali BIO coltivati in azienda (mais, soia, pisello proteico). Tutti presupposti che fanno di Cascina Bordona un’azienda esclusiva, recensita tra le realtà di “allevamento etico”.

Scopri tutti i nostri prodotti BIO

3 storie di birre artigianali

L’esplosione mediatica, culturale e sostanziale delle birre artigianali è approdata da tempo anche su Cortilia… e ne siamo orgogliosi. Sono diversi gli artigiani che si sono alternati in questi anni e hanno proposto i propri prodotti di qualità, realizzati con cura e sapienza secondo le migliori tecniche birrarie. Abbiamo dato spazio a birre curiose, alternative alle versioni industriali, senza compromettere il concetto per noi essenziale e vitale della bevibilità.

Ma veniamo al dunque: il mondo della birra artigianale è un vero e proprio fenomeno in costante crescita, nato e diffuso in Italia su impulso della grande tradizione di altri paesi, ma anche in risposta alla banalizzazione offerta dall’industria e da prodotti standard e senza anima. Dietro a questo enorme business animato da storie, idee, progetti e un mare di creatività, ci sono persone appassionate che propongono stili, varianti, ricette, ma soprattutto diversità, vale a dire quell’essenziale ingrediente che contribuisce a dare valore e prestigio al comparto.

Vi raccontiamo la storia di tre dei nostri produttori distintivi per la bontà delle loro birre e la serietà con cui interpretano questo nuovo e rivoluzionario settore.

Luca Boselli, l’anima pensante del Birrificio Artigianale Opera


Il Birrificio Opera nasce dal desiderio di Luca Boselli di produrre e dare vita alla propria passione…la birra! Il suo progetto si è concretizzato nel 2012 grazie all’incontro con l’amico Piero Colombo e da lì l’avvio di una produzione attenta alla qualità, ai dettagli e significativa nei numeri.

Birrificio Opera

La produzione si ispira agli stili più diversificati e originali, grazie all’utilizzo di malti e luppoli provenienti da diverse parti del mondo.
“La nostra birra del cuore, raccontano, è la DORADO, una birra chiara ad alta fermentazione, non filtrata e non pastorizzata, stile Golden Ale. A caratterizzarla sono aromi freschi erbacei e floreali, con un leggero agrumato di fondo. Ideale per accompagnare primi piatti e serate con gli amici.”

Birrificio Opera_birra Dorado Golden Ale R Continua a leggere

I salumi Delvecchio

Bellezza fa rima con diversità. A noi di Cortilia questo motto piace e ne facciamo tesoro quando andiamo alla ricerca dei nostri prodotti che oltre ad essere buoni sono diversi, variegati, caratterizzati da quella piacevole dose di imperfezione che li rende originali e unici.

Ecco un piccolo racconto di questo nostro impegno a servizio della biodiversità del cibo. Partiamo dal nome: Mora Romagnola. Stiamo parlando di un’antica razza suina autoctona, originaria della Romagna, quella terra benedetta capace di raccogliere paesaggi suggestivi e variegati, ricchezze storiche ed artistiche e, non a caso, un capillare e straordinario patrimonio gastronomico.

Ma veniamo al dunque: la Mora Romagnola è una razza che sta rischiando di scomparire, intorno alla metà del secolo scorso ne esistevano oltre 20.000 capi, ridotti drasticamente quasi all’estinzione, fino a contarne poco più di una decina presso un vecchio allevatore di Faenza. Il suo abbandono è stato causato dalle caratteristiche stesse dell’animale: non troppo grande, poco produttivo, dal lento accrescimento, quindi poco adatto ai ritmi delle forzature industriali della suinicoltura; caratteristiche, d’altro canto, che si rivelano virtù agli occhi di chi alla quantità preferisce qualità, gusto e distintività. La Mora è un animale rustico, per questo capace di vivere con poco all’aperto, in condizioni di totale benessere animale e di sostenibilità ambientale. Le carni sono di conseguenza sapide, gustose, con una presenza di grasso di alta qualità. Insomma, tutti quei requisiti utili e indispensabili per tenere in vita un patrimonio di prodotti derivati eccellenti.

Oggi, grazie al sostegno del progetto Presidio Slow Food, la razza è considerabile “salvata dall’estinzione”, ma la sua tenuta dipende dai bravi e capaci allevatori e produttori che la valorizzano e producono prodotti utili a generare un’economia.

Cortilia ne ha selezionato uno, il Salumificio Delvecchio di Cesena, un marchio importante nella produzione di salami, salumi di vario genere e di carne fresca di qualità, da qualche anno dedito al recupero e alla trasformazione in salumi della carne di mora romagnola.

Ecco un assaggio
Salamino di mora romagnola Presidio Slow Food

Pancetta arrotolata affettata

Scopri tutta la gamma di salumi Delvecchio.

 

Il pesce fresco di mare di Cortilia piace tanto a chi lo ha provato!

Abbiamo chiesto a 500 clienti che hanno acquistato il pesce di mare su Cortilia: “Consiglieresti il pesce fresco di mare di Cortilia ad un amico?”

Ecco cosa hanno risposto su una scala da 1 a 10

Voto 10/10 da Mihaela V.
Fresco e bene imballato”

Voto 9/10 da Dolores M.
“Freschissimo e buonissimo. Ottima la qualità e la conservazione, come appena pescato!”

Voto 10/10 da Laura B.
“Non ne posso più fare a meno. Arriva direttamente dal mercato del pesce (almeno, quello di mare), perfettamente conservato con ghiaccio e contenitori di polistirolo. Come appena pescato!”

Voto 8/10 da Rita C.
“Non ho dato il massimo del punteggio semplicemente perché ho acquistato il pesce una sola volta. Il pesce era saporito ed eviscerato perfettamente. Mi è piaciuto molto anche il confezionamento con ghiaccio. Certamente ripeterò l’acquisto”

Voto 10/10 da Isabella M.
“Il pesce è freschissimo. Non ho mai mangiato pesce migliore qui a Milano.”

Voto 9/10 da Dolores M.
“Freschissimo e buonissimo. Ottima la qualità e la conservazione, come appena pescato!”

Voto 8/10 Rita C.
“Non ho dato il massimo del punteggio semplicemente perché ho acquistato il pesce una sola volta. Il pesce era saporito ed eviscerato perfettamente. Mi è piaciuto molto anche il confezionamento con ghiaccio. Certamente ripeterò l’acquisto”

Bentornato Autunno!

zucche, cascina

I nostalgici delle tintarelle estive, di ombrelloni, creme solari e gelati trionfali, non si sentano abbandonati, ma si preparino alla bellezza di quella che è, a pari livello della precedente, una stagione straordinaria.

L’autunno è magico, magici sono i suoi colori, ma anche l’aria, la luce, i suoni e i rumori. Magico è ciò che dalla terra e dalle campagne emerge in questo periodo dell’anno, caratterizzato da un lento e graduale ritiro dell’energia della terra, ma al tempo stesso da abbondanza e dagli ultimi sospiri di calore.

Insomma è una stagione bellissima che prepara alla quiete dell’inverno, di cui è una sorta di primavera.

E’ in questi giorni, per esempio, che l’autunno ci regala prodotti come le zucche, dalle forme variegate e originali e dai nomi ancor più strampalati. Hokkaido, delica, berettina, spinosa, spaghetti, butternut, chioggia, mantovana e tante tante altre. Ci sono quelle ornamentali, meravigliose per dare brio alle nostre case.

Poi è il tempo delle varietà tardive dei frutti dell’estate, come le ultime pesche e prugne, ma anche peperoni e, se il caldo tiene, qualche zucchina e melanzana.

Il mondo delle insalate tenere delle stagioni passate cede il passo a radicchi, cicorie, pan di zucchero, scarola e catalogna.

E’ il momento giusto anche per il mondo dei cavoli, con verze, cappucci, cavolo nero.

La frutta è abbondante con mele e pere che ci accompagneranno per i prossimi mesi, ma anche fichi d’india, gli ultimi meloni, le prime castagne, in attesa di essere sostenute dal trionfale ingresso degli agrumi.

Noccioline americane 100% Made in Italy. Verità o bufala?

Nulla di più vero e autentico. Il cibo preferito dai nostri amici scoiattolini, in arte Cip&Ciop, non è più un’esclusiva americana o dei paesi caldi dove si è soliti coltivare questa storica e popolare leguminosa. Da pochi anni a questa parte, qualcuno ha pensato bene di produrla in casa, in Italia, più precisamente nella bellissima terra toscana!

Gli autori di questa geniale e visionaria “follia” rispondono all’appello di Stefania Paggetti e Marco Razzolini, proprietari dell’azienda Agricola Paggetti, una coppia affiatata a cui va il nostro più grande plauso per l’iniziativa e il progetto.

Arachidi e soltanto arachidi… questa la coltura che i Nostri hanno deciso di coltivare nei loro terreni di Venturina, in provincia di Livorno, rompendo così gli schemi agricoli classici e dando il via ad una grande innovazione. Ma perché gli arachidi? Anzitutto per la passione per lo schioppettante snack rompifame. In secondo luogo per la voglia di differenziarsi in un territorio troppo ancorato alle abitudini. Infine perché il sole, la vicinanza al mare e la presenza di terreni a componente sabbiosa rendono particolarmente favorevole questa coltura con risultati eccellenti.

Una volta raccolto il prodotto (si raccoglie proprio a settembre) Stefania e Marco si affidano ad una lavorazione totalmente artigianale con l’impiego di un vecchio tostatore in ghisa alimentato a legna di faggio che conferisce alle arachidi un particolare sapore e quella giusta dose di imperfezione.

Chiudiamo questa meravigliosa scoperta con un cenno sulle virtù nutrizionali delle amate spagnolette. Sorvolando sull’alto contenuto calorico, meritevole di nota la concetrazione di magnesio, ferro, zinco, vitamina E, vitamina B, proteine e fibre… Insomma uno snack fondamentale per stare bene.