Informazioni su Cortilia

www.cortilia.it è il primo mercato agricolo online per la vendita e la distribuzione di prodotti artigianali locali. Mette in contatto produttori e consumatori senza intermediari e organizza la consegna della spesa a domicilio.

Strategie anti-spreco a casa

Articolo in collaborazione con Cucina Naturale

Gli scarti di frutta e verdura sono una risorsa insospettabile, da cui ottenere deliziose ricette. Ecco qualche consiglio per utilizzare gambi, foglie e bucce, soprattutto se si tratta prodotti freschi e non trattati, come quelli in vendita su Cortilia

In cucina, normalmente, si tende a eliminare le parti di frutta e verdura che si pensano inutilizzabili, sfruttandone magari solo quelle più tenere o belle: ma questo è un vero peccato!
Oltre all’aspetto anti-spreco, infatti, i gambi, le foglie esterne e la buccia dei prodotti dell’ortofrutta sono un concentrato di vitamine e minerali, molto preziosi e facilmente riutilizzabili. Scopriamo come…

Se per esempio acquistate un kit di ortofrutta di stagione sul nostro sito composto da prodotti non trattati, requisito importante per un buon riutilizzo degli scarti, ecco alcune strategie e consigli per non buttare via nulla.

  • Mele: non scartate le bucce perché, oltre a contenere quercetina, una sostanza dalle proprietà antiossidanti, sono perfette da utilizzare per preparare dei golosi e sani dolcetti.
  • Broccoli: i loro gambi, che in molti scartano, sono ricchi di minerali, praticamente un mix di salute! E sotto l’aspetto culinario, sono ottimi come ingrediente di farce o polpette vegetariane.
  • Torsolo dell’ananas: lo sapete che è una “bomba” di sostanze antinfiammatorie? Per non parlare della sua bontà tagliato a cubetti e aggiunto in un riso alla cantonese!
  • Zucca: si deve usare anche la buccia, perché è buona e ricca di fibre e sostanze antiossidanti. Fatela cuocere in brodo per circa 15 minuti, diventerà tenerissima, e potrete trasformarla in una crema gustosa, e meno dolce di quella preparata con la polpa. E se fate la zucca in forno, non è necessario toglierla!
  • Porro: questo ortaggio è in realtà composto da 3 parti, il bulbo, le parti verdi e anche le radici. Le parti verdi sono ricche di fibre e hanno un gusto più deciso. Se le usate nelle stesse ricette in cui utilizzate il bulbo allungate la cottura di 3-4 minuti circa. Il risultato sarà ottimo.
  • Sedano rapa: ogni volta che lo cucinate tenete da parte buccia e ritagli perché sono ottimi per preparare un buon brodo, una soluzione semplice per valorizzarne i benefici. Usate le bucce del sedano rapa anche in zuppe e vellutate, ne basterà poco per arricchirne il gusto.

Queste sono solo alcune delle fantastiche cose che si possono fare con gli “scarti” dell’ortofrutta, ma la cosa fondamentale che bisogna ricordare sempre è: bisogna amare il cibo e odiare lo spreco!

Cortilia dalla parte dei produttori

Dall’iniziativa Fianco a Fianco a sostegno delle aziende più colpite dai danni della pandemia al Fair Friday, l’innovativo mercato agricolo online conferma l’impegno per promuovere un modello di spesa responsabile e solidale

Persone al lavoro presso la Coop. agricola e sociale “I Tesori della Terra”

Comunicato stampa – 18 novembre 2020

Nel mese di novembre Cortilia, food-tech company fondata da Marco Porcaro nel 2012 e diventata il punto di riferimento per la spesa online di qualità e a filiera corta, lancia due iniziative: Fianco a Fianco, progetto continuativo a sostegno dei produttori più colpiti dai danni economici causati dal Coronavirus e la seconda edizione di Fair Friday, la risposta sostenibile dell’azienda al Black Friday, con una settimana di acquisti “equamente ribassati”.

Il bollino Fianco a Fianco, i prodotti Fianco a Fianco si trovano dalla Homepage della nostra app tra le vetrine “In evidenza” o tra le vetrine della categoria “Gastronomia” del sito.

FIANCO A FIANCO

Sull’e-commerce online www.cortilia.it e sull’app Cortilia è già disponibile la nuova categoria Fianco a Fianco, volta a sostenere quei produttori che, avendo come principali clienti ristoranti, bar e gastronomie, o avendo loro stessi questo tipo di attività, stanno subendo maggiormente l’impatto economico delle misure per il contenimento del Covid-19. Mettendo in risalto una selezione di prodotti tramite il bollino dedicato Fianco a Fianco, Cortilia invita gli utenti a scegliere queste piccole realtà, per far continuare le loro storie di coraggio e passione. “La vetrina permanente Fianco a Fianco ci consente di dare ulteriore visibilità ai produttori che ne hanno più bisogno, offrire loro un canale di vendita sempre attivo e incoraggiarli a continuare a credere nei propri sogni” – commenta Marco Porcaro, Founder & CEO di Cortilia “Per agevolare il più possibile queste aziende in un momento storico per loro estremamente complicato, abbiamo inoltre deciso di ridurre i tempi di pagamento, cercando così di dare un ulteriore aiuto concreto”.

Tra le realtà coinvolte nel progetto: GastronoBio, la cucina artigianale di Ferruccio in cui prendono vita piatti pronti genuini e salutari realizzati con materie prime di stagione; Cantina Urbana, la prima urban winery di Milano nata dalla voglia smisurata di Michele di realizzare il suo sogno di fare vino in modo artigianale e conviviale; Birrificio Rurale, una realtà artigianale nata nel 2009 da un gruppo di amici appassionati di birra nostalgici della vita in campagna, che oggi producono con successo birre artigianali non pastorizzate e non filtrate; Caseificio Brandazzi, azienda agricola familiare con una storia centenaria che realizza una linea di latticini dalla qualità unica, anche “senza lattosio”, attraverso tecniche di allevamento all’avanguardia e nel pieno rispetto della natura; Cucina-To, l’ambizioso progetto della Cooperativa Sociale Arcobaleno di portare nelle case di più persone possibile piatti pronti di alta qualità realizzati con ingredienti locali; Moretti Omero, un’azienda familiare umbra, tra le prime ad aver creduto in un modello agricolo biologico e sostenibile, produttrice di vino e olio extravergine che celebrano il territorio e l’Azienda Agricola Fusero Mario, che in provincia di Cuneo produce latte e specialità casearie buone e genuine “come una volta”, garantendo il rispetto rigoroso del benessere animale. 

I prodotti Fianco a Fianco sono già disponibili sul sito e sull’app Cortilia: visita la sezione dedicata.

FIANCO A FIANCO – LA PAROLA AI PRODUTTORI“Cortilia ha acceso un faro su chi come noi è stato duramente colpito dalla pandemia, per sensibilizzare gli utenti sulle difficoltà che quotidianamente affrontiamo. In un mondo nel quale la comunicazione è parte integrante della catena del valore, avere la possibilità di godere di una visibilità aggiuntiva è importante per far conoscere il nostro lavoro, i nostri prodotti.” (Lorenzo Guarino di Birrificio Rurale)
“Trovo che l’iniziativa sia ammirevole e testimoni come Cortilia tenga realmente ai propri produttori e cerchi di sostenerli concretamente anche nei momenti più difficoltosi. Fianco a Fianco dà al consumatore la possibilità di contribuire, nel suo piccolo, alla nostra sopravvivenza. Far parte di questa iniziativa ci dà il giusto stimolo per continuare a produrre e far arrivare i nostri prodotti nelle case.” (Ferruccio Lambri di Gastronobio)
“Fianco a Fianco ci sembra un’ottima iniziativa, concreta e trasparente nella sua realizzazione, è bello sentirsi al centro non di un’operazione di marketing, ma di un progetto condiviso. Certamente questo è un momento difficile per il nostro settore, ma crediamo che sia anche un’occasione per rafforzare ciò che di buono è stato fatto e migliorare quello che non è più sostenibile.” (Livia Ferrara di Cucina-To)
“Con l’iniziativa Fianco a Fianco, Cortilia anticipa le tempistiche di pagamento dandoci un grande aiuto, infatti i nostri collaboratori continuano a lavorare in campagna e noi continuiamo a corrispondergli uno stipendio, nonostante il settore ristorazione sia bloccato. Questa collaborazione ci permette di diversificare i nostri canali di vendita. Inoltre, mentre in Umbria siamo molto conosciuti come pionieri dell’agricoltura biologica grazie all’impegno di mio padre Omero, Cortilia ci dà l’opportunità di essere scoperti da tante famiglie in altre zone d’Italia.” (Giusy Moretti di Moretti Omero)
“Penso che Fianco a Fianco dia “ossigeno” alle aziende che hanno avuto un calo improvviso delle vendite e sono state colpite da questa emergenza. Grazie a questo siamo riusciti a non far mancare, né ai fornitori né al personale, il giusto compenso per i servizi prestati, evitando così una catena di mancanze che avrebbe scosso molte famiglie. Credo che questo momento sia l’occasione per analizzare ciò che stiamo facendo e migliorarci, per essere pronti a un futuro che cambierà sempre più velocemente, dove l’online prenderà sempre più piede.” (Tommaso Carioni di Caseificio Brandazzi)
“Cortilia ha saputo scardinare le tradizionali dinamiche commerciali: non ci sentiamo solo fornitori, ma anche partner. Il progetto Fianco a Fianco ci permette di consolidare la filiera agroalimentare di cui facciamo parte, ma anche quella umana che, negli anni, abbiamo costruito. Siamo un’impresa e una famiglia di cui fanno parte i ragazzi che lavorano in stalla, in caseificio e negli uffici. Cortilia, in un tempo non semplice per l’economia, ha rimesso al centro il produttore. Il nostro impegno sarà, come sempre e ancora di più, l’attenzione alla qualità.”(Alessandro Fusero di Azienda Agricola Fusero Mario)
“Ritengo che in questo momento difficile, in cui i canali di vendita principali sono chiusi, sia fondamentale creare sinergia e fare squadra, pertanto penso che l’iniziativa Fianco a Fianco sia molto valida e utile. È gratificante sentirsi parte di un progetto di cooperazione e di collettività. Noi produttori artigianali non abbiamo i fondi dei grandi brand e quindi dobbiamo attraversare questa tempesta con i mezzi che abbiamo, per mantenere accesi i valori delle nostre realtà artigianali e continuare a sognare.” (Michele Rimpici di Cantina Urbana)
Il bollino Fair Friday, visibile sui prodotti dell’iniziativa dal 23 al 29 novembre

FAIR FRIDAY

In aggiunta, Cortilia si conferma ancora una volta attenta alle tematiche di responsabilità sociale e ambientale, con un’iniziativa attiva in concomitanza con il Black Friday, il periodo dell’anno maggiormente caratterizzato da offerte e sconti. “La ricorrenza del Black Friday è ormai diventata una consuetudine anche in Italia e rappresenta il momento dell’anno in cui le grandi multinazionali e i colossi dei settori Tech&Durables fanno segnare il maggior numero di vendite.” – spiega Marco Porcaro – “Tuttavia, questa politica di prezzi al ribasso mette in seria difficoltà i piccoli produttori e commercianti, soprattutto di prodotti freschi, che si vedono costretti a uniformarsi al trend. Noi, che lavoriamo tutti i giorni accanto ad agricoltori, produttori e artigiani, abbiamo deciso di schierarci dalla loro parte”. 

Spinta da questa motivazione, Cortilia lancia la seconda edizione di Fair Friday, una settimana di acquisti “equamente ribassati”, perché siano convenienti per i clienti, ma anche sostenibili per i produttori. Un’importante occasione per valorizzare aziende e realtà che non smettono mai di trasmettere messaggi positivi verso la società e l’ambiente. 

Dal 23 al 29 novembre, infatti, gli utenti avranno la possibilità di acquistare una selezione di prodotti sostenibili, con uno sconto di prezzo a carico di Cortilia, contrassegnati con l’apposito bollino Fair Friday, accuratamente scelti tenendo in considerazione i valori di solidarietà e responsabilità che le varie aziende rappresentato. Le realtà coinvolte sono impegnate in attività sociali, sostengono il territorio e la terra con pratiche agricole orientate al minor impatto ambientale e si impegnano nella difesa delle comunità e delle tradizioni locali.

Con Fair Friday i clienti Cortilia potranno non solo acquistare a un prezzo vantaggioso i prodotti delle aziende, ma soprattutto scoprire le loro storie di impegno per un trattamento equo ed inclusivo delle persone. I produttori partecipanti sono: Biomu, marchio della coop. agricola e sociale “I Tesori della Terra” che da circa 35 anni si occupa di produzione e trasformazione di prodotti biologici di alta qualità, offrendo contemporaneamente alle persone con difficoltà un’opportunità di entrare nel mondo del lavoro; Primabio, che ha scelto di certificarsi “Caporalato Free” perché crede che per proporsi come eccellenza ‍sia indispensabile rispettare i lavoratori e la loro attività, non mettendoli mai nella condizione di scegliere tra questa e la dignità; Franchetti, i cui terreni sono in parte certificati biologici mentre altri appezzamenti sono entrati nella fase di conversione: un salto di qualità che ha permesso loro di diventare una delle prime aziende della Valtellina per la produzione di mele BIO e di essere riconosciuti da parte dell’INPS membri della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità; Banda Biscotti, progetto impegnato a offrire un’opportunità di inclusione sociale attraverso l’apprendimento di una professionalità concreta nel laboratorio della Scuola dell’Amministrazione Penitenziaria, dove detenuti ed ex detenuti creano buonissimi biscotti con ingredienti di prima qualità; Biova, che sfrutta il concetto di economia circolare trasformando il pane invenduto in birra artigianale di alta qualità, riducendo lo spreco alimentare, risparmiando materie prime per la produzione e abbattendo le emissioni di CO2. 

L’iniziativa Fair Friday sarà attiva dal 23 al 29 novembre sul sito www.cortilia.it e sull’app Cortilia.

FAIR FRIDAY – LA PAROLA AI PRODUTTORI“Nell’ambito del nostro progetto, nato per offrire opportunità di lavoro qualificato a persone che vivono percorsi di esecuzione penale, Fair Friday rappresenta un’iniziativa preziosa , perché promuove un altro modo di agire e di fare economia, attraverso le tante piccole realtà impegnate a prendersi cura della comunità in cui vivono.”(Giulia Rodari di Banda Biscotti)
“Saremo molto felici se grazie al Fair Friday le nostre vendite aumenteranno, ma non sarà questa la nostra principale gratificazione. Aderiamo infatti per far conoscere a più persone i nostri prodotti BIO e sani, e perché quasi ci commuove sapere che realtà innovative come Cortilia lavorino con i nostri stessi principi e non si allineino semplicemente al consumo sfrenato e irrazionale del Black Friday.” (Silvano Brignone di Cooperativa i Tesori della Terra)
“Il nostro progetto di azienda vuole promuovere e sviluppare, oltre che il naturale profitto, anche il ruolo sociale ed ecologico che ogni impresa dovrebbe avere sul territorio e nella società. Raramente questo viene riconosciuto da un mercato come quello dell’ortofrutta, che lavora al ribasso e insegue speculazioni autolesionistiche. Crediamo che essere stati scelti come azienda idonea per far parte dell’iniziativa Fair Friday sia, per noi, un importante riconoscimento e una grossa spinta motivazionale.”(Daniele Franchetti di Franchetti)
“Pensiamo che iniziative come Fair Friday siano importanti per aumentare la cultura della produzione alimentare sostenibile, una pratica che non possiamo più rimandare, ma dobbiamo adottare subito. Diffondere la conoscenza dei prodotti sostenibili al vasto pubblico rappresenta un aiuto concreto anche per i piccoli produttori.” (Franco Dipietro di Biova)
“Siamo da sempre attenti alla sostenibilità ambientale, adottando i metodi dell’agricoltura biologica e utilizzando e producendo energia da fonti rinnovabili. Poniamo lo stesso impegno e attenzione nelle dinamiche lavorative e quotidianamente cerchiamo di offrire lavoro dignitoso ed etico in agricoltura. Proprio per questi motivi, pensiamo che con l’iniziativa Fair Friday si possa dare giusto valore a tutte le parti della filiera agroalimentare,ponendo al centro del nostro operare la vera ricchezza: il rispetto per il lavoratore e l’ambiente.”(Maria Luisa Terrenzio di PrimaBio)

Cortilia “mette su casa”

Al via i lavori per la nuova sede “green” alle porte di Milano

Uno spazio multifunzionale di 50.000 mq alle porte di Milano per ospitare tutti i team di lavoro, creare maggiori sinergie e offrire un servizio ancora più efficiente. Sorgerà nel comune di Cassina De’ Pecchi la nuova “casa” di Cortilia, food-tech company fondata nel 2012 e diventata il punto di riferimento per la spesa online sostenibile a filiera corta.

La crescita dell’azienda, esponenziale nel 2020, ha accelerato la necessità di ampliare, rafforzare e riunire in un’unica collocazione tutte le funzioni aziendali. I lavori per la nuova sede inizieranno in questi giorni in un’area rilevata dal gruppo Prologis e oggetto di un importante intervento di riqualificazione.

Oltre che sostenere la crescita, la scelta del nuovo headquarter vuole riflettere i nostri valori” – ha dichiarato Marco Porcaro, CEO & Founder di Cortilia – “I nuovi spazi seguiranno le logiche di progettazione volte alla creazione di un ambiente di lavoro ideale, in grado di migliorare la vita professionale e sociale dei lavoratori da un lato e di rendere più efficienti gli scambi e i processi aziendali dall’altro, attraverso l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili e seguendo i princìpi della sostenibilità ambientale”.

L’obiettivo della società è di realizzare un sito “green”, in linea con le nuove esigenze e modalità lavorative e con gli standard delle più importanti certificazioni in ambito di efficienza energetica e impronta ecologica. “L’impianto sarà dotato di un sistema energetico fotovoltaico di ultima generazione e un insieme di accorgimenti strutturali volti a efficientare i consumi energetici. Inoltre, sarà circondato da un’area verde, che in parte vorremmo destinare a progetti di tutela e promozione della biodiversità e attività didattiche, da condividere con le comunità locali” – ha spiegato Marco Porcaro.

All’interno del polo, il nuovo magazzino, che gestirà tre differenti zone di temperatura per il mantenimento ottimale di tutte le categorie di prodotti dell’e-commerce, sarà caratterizzato da un forte impiego della tecnologia per ottimizzare i consumi energetici, consentire maggiore efficienza di tutti i processi di logistica e ultimo miglio.

La scelta della nuova collocazione risulta coerente con l’attività di Cortilia, essendo facilmente raggiungibile via trasporto pubblico, vista la vicinanza con la linea metropolitana M2 e attraverso la pista ciclabile che la collega alla città.

La nuova location ci consentirà di scegliere modalità di commuting più sostenibili” – ha aggiunto Marco Porcaro – “È nostra intenzione incentivare questo tipo di mobilità anche mettendo a disposizione dei lavoratori le infrastrutture necessarie, come i punti di sosta e di ricarica per i mezzi elettrici”.

Biodiversità: un valore sulla tavola

È importante variare l’alimentazione! L’attenzione alla biodiversità ci permette di dare spazio a varietà diverse, antiche, nutrienti, saporite

Articolo in collaborazione con Cucina Naturale

Quando si sente parlare di biodiversità, il pensiero va subito alle foreste, agli animali selvatici, magari esotici, al rischio di una loro estinzione. Ma la biodiversità è ovunque: nel prato davanti casa, e anche dentro al nostro piatto.

Ma che cos’è la biodiversità? La possiamo definire come l’insieme degli ecosistemi e degli esseri viventi che li popolano, che siano animali o vegetali. Ci sono ambienti naturali che ne sono ricchi, altri che ne sono stati deprivati, per esempio a causa delle monocolture, dell’agricoltura industriale. In qualche caso, come nei parchi, si lavora per ripristinarla.

La biodiversità è vitale, essenziale per la nostra sopravvivenza, perché ci fornisce il cibo e consente alla natura di adattarsi ai cambiamenti climatici e ambientali. Senza la biodiversità saremmo destinati all’estinzione. Non crediamo di poter fare a meno della natura!

Mangiamo sempre gli stessi alimenti…
Ci sono dei numeri che ritroviamo spesso quando si parla di biodiversità nel cibo. Fino a cent’anni fa, le specie utilizzate in agricoltura per la nostra alimentazione erano circa 10.000, ben distribuite. Per fare un esempio, da noi non si conoscevano i kiwi, ma negli orti si incontravano ortaggi che nessuno più coltiva. Secondo alcune valutazioni, nell’ultimo secolo abbiamo perso tre quarti della diversità agricola. Oggi, il 90% del cibo che consumiamo proviene da un insieme di 120 specie animali e vegetali. E solo 12 specie vegetali e 5 razze animale compongono il 70% dei nostri pasti.

Certo, questi pochi cibi saranno quelli più amati, più diffusi, anche molto nutrienti. Ma in realtà, ogni alimento ha vantaggi e limiti. Una dieta monotona è da evitare.

Regola uno: variare.
C’è una regola che i medici hanno da sempre ripetuto: bisogna aumentare la variabilità degli alimenti perché in questo modo si hanno più vantaggi e meno rischi. È più probabile che si garantisca l’assunzione di tutte le sostanze necessarie all’organismo, in particolare le vitamine e gli oligoelementi. E per le sostanze tossiche, come i residui dalle lavorazioni agronomiche e gli additivi, diminuiranno i rischi di accumulo e di ingestioni oltre le dosi giornaliere ammissibili definite dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Ma oggi può risultare difficile variare l’alimentazione, a causa della continua erosione della biodiversità, nell’ambiente come nel piatto. Tanti sono i prodotti che conosciamo ma se si va a vedere da che cosa sono composti, nella maggior parte dei casi si troveranno sempre le stesse materie prime: frumento, mais, grasso vegetali, latte vaccino e suoi derivati, sale. D’altra parte, faticano a trovare posto varietà di frutta e di verdura che devono scontare, per esempio, una taglia non standard, una forma non perfetta, una scarsa conservabilità. Tutti criteri che non consideriamo nella selezione, anzi.

Stagionalità e varietà.
Per stare bene è indispensabile allargare il ventaglio dei cibi che consumiamo. Definire un menu che ci permetta di introdurre vegetali, e anche carni e pesce se ne consumiamo, il più possibile diversi e adatti al periodo dell’anno, seguendo la stagionalità. Per fortuna, in questo percorso possiamo incontrare produttori attenti alla biodiversità, che lavorano con cura alimenti che si distinguono per forma, sapore, consistenza, conservabilità.

In Cortilia abbiamo introdotto il concetto di biodiversità condivisa. È un approccio di collaborazione dove l’azienda, insieme a produttori agricoli esperti, si individuano varietà antiche, da rivalorizzare per poter essere ancora coltivate così che non vadano perdute.

Tra i produttori che ci forniscono frutta troviamo anche un produttore di frutta che ha aderito al marchio volontario Biodiversity Friend, uno standard produttivo seguito dagli agricoltori che diventano veri e propri custodi dell’integrità ambientale del territorio: si tratta di Stefano di Liberifrutti.

Benessere animale: il vero significato

Il benessere animale è un insieme di interventi che ha effetto non solo sulla vita dell’animale allevato, ma anche sulla qualità degli alimenti

Articolo in collaborazione con Cucina Naturale

Un tempo non si parlava di benessere animale. In campagna, gli animali vivevano a stretto contatto con le persone. In numero limitato, adeguato alle esigenze della comunità, erano allevati in spazi idonei, non sovraffollatisi nutrivano di erbe, di scarti della cucina, di prodotti coltivati nella fattoria. Crescevano e venivano utilizzati secondo cicli naturali: in alcuni periodi il latte o le uova scarseggiavano, in altri invece abbondavano.

Con l’industrializzazione e la concentrazione della popolazione nelle città le fattorie familiari sono diminuite enormemente. Al loro posto si sono sviluppate vere e proprie “fabbriche di animali” con un numero molto alto di capi di bestiame in spazi ristretti, allevati con tecniche intensive che portano a una notevole produttività. L’allevamento intensivo ha portato a un’importante diminuzione del prezzo degli alimenti di origine animale ma, allo stesso tempo, ha creato molti problemi, relativi alla qualità degli alimenti, alla sicurezza igienica, all’utilizzo di sostanze chimiche, all’inquinamento ambientale. Oltre ad una diffusa diminuzione della qualità della vita degli animali.

Nel corso degli ultimi decenni, l’attenzione nei confronti degli animali è molto aumentata, a partire dai paesi anglosassoni. Anche se una definizione precisa di “benessere animale” non esiste, questo concetto può essere tradotto come uno stato generale di benessere dell’animale, fisico ma anche mentale, che lo rende sano e robusto, più capace di resistere alle malattie.

Ecco Biomu, dove vive la mucca ritratta nella foto in alto

Le regole europee

Tutte le regole imposte dall’Unione Europea per la produzione zootecnica biologica (Reg. CE n. 505/2012) comprendono due elementi indissolubilmente legati: il benessere dell’animale allevato e la qualità del cibo che da esso si ottiene.

Di benessere animale si parla anche in moderne norme relative all’allevamento convenzionale. L’Unione Europea, infatti, negli ultimi anni ha stabilito le dimensioni minime delle gabbie in cui possono essere allevate le galline ovaiole nella produzione convenzionale, come anche dei box dove si ingrassano i vitelli. Ma è nella zootecnia biologica che questo tema è stato declinato in una serie completa di regole.

L’UE ha definito le norme per l’allevamento biologico considerando innanzitutto le problematiche ambientali legate all’allevamento. In primo luogo ha imposto un carico massimo di animali per ettaro di superficie aziendale o per ambiente. Questo significa che l’azienda agricola biologica non può allevare, per esempio, più di 580 polli per ogni ettaro di superficie aziendale. Un numero limitato di animali, infatti, può essere nutrito con i foraggi prodotti dell’azienda stessa e produce scarti non eccessivi, ma utili per fertilizzare i campi.

Uno spazio di vita adeguato

La necessità di mantenere basso il numero di animali per ettaro, imposta dalle norme europee sulla zootecnia biologica, è legata anche a un altro principio che caratterizza queste produzioni: gli animali devono avere spazio sufficiente ed essere in numero tale da poter vivere nel modo più consono possibile alle loro esigenze fisiologiche ed etologiche. Il loro numero, quindi, non dipende solo dalle dimensioni dell’azienda, ma ha anche un limite assoluto (per esempio, non più di 3.000 galline ovaiole nello stesso allevamento) e permette agli individui di relazionarsi positivamente tra loro.

Tutti gli allevamenti prevedono obbligatoriamente spazi all’aperto dove gli animali possano muoversi liberamente. Anche se è l’allevatore che decide quando le condizioni atmosferiche permettono l’uscita degli animali, in generale deve essere garantita loro la possibilità di stare all’aperto per almeno un terzo della loro vita.

Le stalle degli animali più grandi devono avere almeno la metà del pavimento solido, cioè non grigliato, così da risultare più comodo e meno a rischio di produrre ferite alle zampe, e disporre di superficie sufficiente perché gli animali possano riposare comodamente.

Per le galline è importante poter razzolare liberamente, come nella Fattoria La fornace

Cibi giusti e cure dolci

In linea generale, nell’allevamento biologico i foraggi con cui vengono nutriti gli animali devono essere prodotti con il metodo biologico, risultare del tutto esente da organismi geneticamente modificati e provenire in percentuali definite dalla stessa azienda agricola. Gli animali vengono dunque nutriti con cibi sani, ma non solo. Molta attenzione è posta al bilanciamento della razione, che deve considerare le esigenze fisiologiche delle diverse razze. Niente mangimi concentrati ai ruminanti, per esempio, ma un’adeguata parte di materiale fibroso, anche se ciò va a scapito della produttività.

Se omeopatia e fitoterapia sono oggi in auge per le cure umane, il Regolamento comunitario le impone come prima scelta nella cura degli animali negli allevamenti biologici. Se per un’infezione è però necessaria la cura con antibiotici, o comunque servono farmaci allopatici, il veterinario potrà prescriverlo, per poter curare efficacemente l’animale. Dopo le cure farmacologiche, il Regolamento impone un periodo di sospensione, cioè un numero di giorni in cui non si potranno commercializzare latte o uova derivanti dagli animali così trattati, più lungo rispetto a quello applicato negli allevamenti convenzionali. In questo modo si può essere assolutamente certi che nelle loro carni non rimanga la minima traccia del farmaco.