Specialità di pesce del Lago di Como

filetto di lucioperca

Il Lago di Como si associa facilmente alla bellezza dei paesaggi, ai borghi incastonati sulle sue rive, all’ombra delle montagne, alla scenografia di Bellagio e, per qualcuno, alle curiosità del noto VIP che trascorre molte delle sue giornate a godere di tali bellezze.

Meno scontato è collegare il Lario – l’altro nome per indicare il terzo lago per grandezza in Italia – alla cultura della pesca e alla straordinaria tradizione di generazioni di pescatori e abitanti locali di conservare i prodotti ittici. Tradizione che, ovviamente, si è allentata fino a sfiorare l’estinzione per via di una drastica riduzione delle risorse ittiche, ma anche di una perdita di una vera e propria economia produttiva.

Tra le poche aziende rimaste, citiamo con grande piacere la realtà della famiglia Molli. Si tratta di un’azienda 100% familiare, gestita da Marco – il fondatore -, insieme alla moglie Antonella e ai figli Claudio e Silvia, che ormai da diversi anni ha deciso di dedicarsi alla valorizzazione della cultura ittica del Lago di Como.

In quel di Lenno, grazioso borgo sulla sponda comasca del Lario, l’azienda trasforma il pescato del lago – agoni, lavarelli, alborelle, salmerini – in specialità affumicate, in carpione, aromatizzate, essiccate e tanto altro.

Marco e la famiglia si approvvigionano dai pochi pescatori artigianali che tengono in piedi la rara economia del Lago di Como.  Questa scelta rende il loro laboratorio un valido punto di riferimento per il sostegno della pesca locale, condotta nel pieno rispetto dei cicli naturali e del “fermo pesca”. Non mancavo, ovviamente, anche alcune referenze di pesce di acquacoltura selezionati a livello locale, in particolare la trota.

I prodotti delle “Specialità Lariane” sono un’offerta limitata

Filetto di lavarello
Il lavarello è una delle icone della pesca del lago di Como. Conosciuto anche come coregone, è apprezzato per la sua carne, piacevole che ben si adatta alla trasformazione.
In questo caso viene lavorato e affumicato a caldo con legni macinati e spezie. Ottimo se leggermente scaldato a bagnomaria, come base per insalate.
Suggerimenti: per gustarlo al meglio, conditelo con un filo d’olio extra vergine e limone. Che goduria!

Filetto di trota marinato
Questo prodotto è realizzato con materie prime di primissima qualità, selezionate da allevamenti di acquacoltura locali. Le trote, freschissime, sono pulite e marinate con verdure, vino, un po’ di aceto e erbe aromatiche che conferiscono al prodotto un gusto piacevole e intenso.
Si gusta al meglio leggermente scaldato a bagnomaria, tagliato a fette, come base per un’insalata o le più svariate ricette.

Bottarga di lavarello
La bottarga è un’eccellenza che si ottiene dalle uova di pesce salate e essiccate. Comunemente si associa questa specialità alle uova di muggine (cefalo) o di tonno; meno comune, o meglio rarissima, quella ottenuta da pesci di acqua dolce. Ecco un raro esempio: 100% bottarga di lavarello.
Questa bottarga si presenta già grattugiata e pronta per condire pasta e crostini.

Birrificio Opera… eccellenza artigianale

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Il mondo delle birre artigianali è approdato anche in provincia di Pavia… Eccoci pronti a raccontarvi una nuova storia, quella del giovane Luca Boselli, un ragazzo appassionato dell’arte birraria che, a partire dal 2012, ha concretizzato il suo sogno.

In squadra assieme all’amico Piero Colombo, Luca è l’artefice di una produzione fedele ai canoni del mondo artigianale. Le materie prime sono selezionate con scrupolo e attenzione maniacale in diverse parti del mondo, tenendo fede agli stili originali da cui si ispirano le differenti birre.

L’azienda, forte anche dell’alto livello professionale e tecnologico, è diventata anche un riferimento per alcune micro realtà che si stanno avventurando nel mondo della birra artigianale, fungendo da supporto produttivo.

Le birre selezionate che avete modo di assaggiare sono le più semplici, ma non per questo banali. Anzi. Parliamo di birre che si distinguono nella loro diversità per la bevibilità e la freschezza. Eccole nel dettaglio:

Birra Dorado Golden Ale

La Dorado è una birra chiara ad alta fermentazione, non filtrata e non pastorizzata, stile Golden Ale. E’ fresca con una leggera sfumatura agrumata di fondo.

Birra Lyra Pils

La Lyra Pils è una birra chiara a bassa fermentazione, non filtrata e non pastorizzata, sitle Pils Keller. A caratterizzarla sono aromi delicati, freschi ed erbacei, seguiti dai mielosi sentori di malto.

I tenerumi…. una simpatica novità dalle nostre campagne

L’agricoltura è prima di tutto contaminazione di idee, culture, intrecci di storie e tradizioni, lontane o vicine, alcune radicate ormai da secoli – si pensi all’ingresso in Europa del pomodoro o della patate nel Cinquecento, altre più recenti.

In questi tempi, la tradizione agricola che – a detta di tutti è un’innovazione ben riuscita – passa attraverso non solo il recupero di prodotti antichi appartenenti al territorio, ma anche per la scoperta e l’inventiva degli agricoltori di voler scoprire cose vuole, esperienze di ruralità curiose e mai banali. E’ da questa iniziativa che è nata l’idea dei Fratelli Scotti, in quel di Mediglia, alle porte di Milano, di coltivare alcuni ortaggi nuovi, o meglio, nuovi in rapporto alla tradizione orticola meneghina.

Un esempio su tutti, già testato e forse da alcuni assaggiato già lo scorso anno, è rappresentato dai Tenerumi, un’originale verdura a foglia.

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Non ne avete mai sentito parlare? Ecco un buon motivo per provate questa squisita icona della cultura orticola siciliana.  Si tratta delle foglie tenere della pianta delle zucchine, più precisamente della zucchina “serpente”, lunga e stretta. Le foglie si sbollentano in acqua e si usano come fossero spinaci. Ottimi soffritti con pomodoro e cipolla come sugo per la pasta.

Proteine vegetali

Le proteine, si sa, sono dei nutrienti fondamentali per il mantenimento del nostro corpo e del nostro livello di salute. Senza ambire al pettorale scolpito o a obiettivi maratonici per cui l’introito proteico viene misurato col contagocce, assumere un adeguato contenuto di queste sostanze è comunque da non sottovalutare ed essenziale, base per un corretto equilibrio dietetico. Le proteine sono deputate alla sintesi di ormoni, enzimi e tessuti.

Le proteine sono contenute in svariate sostanze in concentrazioni differenti e sulla base di proporzioni e quantità di amminoacidi essenziali presenti. Carne, uova, pesce e latte sono i prodotti con il contenuto di proteine e di amminoacidi essenziali più alto, ma non per questo rappresentano l’unica fonte dei fondamentali mattoncini della vita.

Oggi, più che allora, sono diverse le alternative vegetali che consentono a vegani e non di sostituire o anche solo alternare le fonti animali. E’ sufficiente rispolverare il ricco repertorio di ricette della tradizione regionale italiana che annovera, ad esempio, piatti meravigliosi frutto della combinazione di cereali e legumi, dal ricchissimo contenuto nutrizionale. Eccone alcuni: pasta e fagioli, riso e piselli, orzo con le fave e tanti altri ancora.

Tra i prodotti più “innovativi”, o meglio di recente ingresso nella cultura alimentare italiana, citiamo anche i derivati di soia, come il tofu, preparazione della tradizione gastronomica orientale. La soia è un legume ricchissimo dal punto di vista proteico, utilizzato, ad esempio, anche nella preparazione del tempeh, specialità di origine indonesiana.

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Curiosa è anche la diffusione dei prodotti a base di glutine, proteina essenziale contenuta in molti cereali. Alla base di questo ingrediente, troviamo ad esempio, il seitan, una preparazione ad altissimo contenuto proteico ricavata dal glutine di frumento. La consistenza, che ricorda vagamente il formaggio fresco, lo rende adatto alle più svariate preparazioni: insaporito e saltato in padella, stufato con verdure e spezie e tanto altro.

Per sfatare miti e per far conoscere anche ai più scettici questi prodotti proteici alternativi, Cortilia ha selezionato uno dei più illustri produttori italiani. Si tratta dell’azienda ConBIOun’azienda che produce prodotti speciali, a partire da materie prime esclusivamente vegetali e biologiche. Tofu, seitan, tempeh, ma anche gustose eccellenze pratiche e pronte all’uso come burger, piatti pronti e condimenti. Tanti modi nuovi e curiosi di dare un impulso creativo alle proprie abitudini alimentari.

E’ primavera!!!

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Oggi ci siamo proprio! Dopo un weekend dai tratti nettamente invernali, eccoci sprofondati nel meraviglioso clima della primavera… L’entusiasmo è tanto, le aspettative anche… Il nostro paniere di prodotti agricoli è destinato a cambiare nelle prossime settimane… Ancora un pochino di pazienza e saremo trionfalmente travolti dai frutti della bella stagione, di cui oggi abbiamo qualche piccola – e aihmè ancora un po’ cara – primizia. Senza tradire i ritmi delle stagioni e la naturalità, non vediamo l’ora di godere di fragole, asparagi, zucchine, ma anche dei primi pomodori… e poi ciliegie, albicocche, fino ad arrivare a melanzane e tanto altro…

La primavera è la stagione della rinascita, dei germogli e delle prime insalatine, quelle tenere, fresche e gustose. Archiviato il periodo di cavoli e verdura stracotte, ora è la volta di tarassaco, erbette e coste (finalmente locali), ma anche dei famosi e rari agretti – conosciuti anche come barba di frati -, del cicorino e della borraginePizzo_20120802_C026

Ma per i nostalgici dei frutti invernali, non dimentichiamo che siamo all’inizio della stagione, quindi per un po’ ci guideranno nel cambio di stagione le ultime arance, ma anche mandarini, carciofi, mele, pere, cavoli e zucche.

Monococco… un grano antichissimo!

Il monococco è il “seme della civiltà”, una straordinaria testimonianza della cultura agricola dell’Età del Bronzo. Con 10 mila anni di storia, questo cereale porta con sé un vissuto articolato fatto di abbandono, disinteresse e oggi – finalmente, dopo anni di lavoro e sperimentazioni – recupero e riaffermazione.

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Nonostante i numeri ancora esigui, qualche azienda ha iniziato a coltivare questa varietà.

Vediamone alcune pregi e virtù:

Anzitutto, l’interesse per questa coltura è legato essenzialmente alle sue peculiarità dietetiche nutrizionali, date dall’ottima composizione della sua farina. Il monococco contiene, infatti, pochissimo glutine, pur mantenendo un alto livello proteico (circa 17-19%, superiore rispetto ai frumenti tradizionali). Notevole anche il livello vitaminico, espresso in vitamina A, e di antiossidanti naturali, anche qui, decisamente sopra alla media dei “cugini” convenzionali.

Da non dimenticare, poi, anche le virtù sul fronte agronomico. A differenza delle varietà e degli ibridi selezionati e migliorati, il monococco garantisce anche una maggiore adattabilità, quindi una naturale predisposizione a pratiche agricole meno invasive e sostenibili.

L’azienda Podere Monticelli, nella figura di Cinzia Rocca, ha creduto fin da subito nel monococco, cereale che rientra nella composizione delle tante specialità gastronomiche, tra cui biscotti e crackers.

Per chi è appassionato di panificazione domestica, è possibile anche acquistare la farina, ottima per realizzare pani, focacce e pizze.

Straordinario, inoltre, il grano monococco perlato, una versione originale pronta da cuocere come un normale risotto o come base per un’insalata. Un prodotto eccezionale che permette di riscoprire, in chiave innovativa e curiosa, le proprietà nutrizionali e gastronomiche del cereale.

Un Natale… veggie!

Questi sono i giorni dedicati a pianificare gli ultimi dettagli Natale e in particolare a decidere che cosa cucinare durante le feste.

Il pensiero più classico e ardito va agli opulenti e squisiti arrosti, ma anche brodi, capponi farciti, salumi, tartine e tante altre prelibatezze della tradizione natalizia.

Eppure sono tanti gli ingredienti che possono rendere appetitoso e originale il nostro banchetto conviviale. A partire dalle verdure che, con ingegno e creatività, possono diventare piatto essenziale e protagonista del rito natalizio.

Chi ha detto che un cavolo, una barbabietola o una cipolla non possano diventare un piatto importante degno delle tavola più imbandita dell’anno?

Senza ricorrere a primizie e artifizi contro-natura (si pensi al comune risotto con gli asparagi che si è soliti gustare a Natale!!!), ecco qualche suggerimento per conoscere e valorizzare le materie prime più semplici di questa stagione.

Le puntarelle

Puntarelle

sono un eccezionale versione della catalogna, più precisamente quella cimata, ortaggio popolare della tradizione contadina. Sfogliate e lavate, si gustano in insalata condita con olio extravergine, limone, sale, qualche fettina di mela e una dadolata di formaggio caprino.

Una goduriosa e fresca “entratina” prima dei tradizionali antipasti

Le barbabietole

Barbabietole

Già pronte e cotte in forno, spelate e lavate, sono l’ingrediente essenziale per riprodurre un risotto innovativo e colorato. E’ sufficiente tagliarle a cubetti, salarle in padella con olio e aggiungerle al riso appena tostato.

Il cardo

Cardi

Altro esempio della cultura contadina, questo semplice ortaggio, è buonissimo bollito in acqua, poi rivestito con una leggera besciamella arricchita di formaggio (ottima la versione con il Castelmagno).