Primavera: cosa mangiare per rispettare i ritmi della stagionalità

Le giornate si allungano e le nostre tavole si colorano: questo è il più chiaro segnale che finalmente è arrivata la tanto attesa primavera.
Volgendo l’occhio ai prodotti agricoli, vediamo le nostre campagne ricche di novità, anche se tanto deve ancora arrivare (chi di voi non è impaziente di gustare le ciliegie? Noi lo siamo!)

Come molti di voi sanno, per aiutarci a rispettate i ritmi della stagione anche a tavola, abbiamo pensato a uno strumento utile e simpatico che tutti possono tenere in cucina: la fisarmonica della stagioni, un volantino che aiuta a orientarsi e consumare  i prodotti che le nostre campagne ci offrono!

Ma cosa dice la fisarmonica?

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Ecco finalmente le fragole, gli asparagi,  le zucchine,  i piselli, le fave, i bruscandoli, il cicorino da taglio e tanto altro. Per semplificare abbiamo raccolto qui tutte le new entry primaverili!

Archiviato il periodo di cavoli e verdura  da consumare stracotte e calde fumanti, ora è la volta di tarassaco, erbette, dei famosi e rari agretti – conosciuti anche come barba dei frati, del cicorino e della borragine. La primavera è anche la stagione dei germogli e delle prime insalatine, quelle tenere, fresche e gustose.

Ma per i nostalgici dei frutti invernali, non dimentichiamo che siamo all’inizio della stagione, quindi per un po’ ci guideranno nel cambio di stagione le ultime arance i carciofi e le mele.

Per gli amanti dei fornelli ecco una selezione delle ultimissime ricette di stagione:

Crostoni con piselli e prosciutto

piselli rid (4 di 4)

Spaghetti con crema di avocado

riridotte (18 di 18)

Tiramisù di yogurt alle fragole 

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E’ arrivato il gelo, quello pungente!

Lo sanno bene i nostri agricoltori e gli orticoltori di tutta Italia colpiti da neve e ghiaccio con difficoltà oggettive ad entrare nei campi e raccogliere i prodotti di questa stagione. Come è noto, molti dei prodotti oggi non più disponibili nelle campagne del nord, arrivano dal sud, grazie a sinergie dirette con agricoltori di Lazio, Puglia, Sicilia, Abruzzo, zone quindi generalmente caratterizzate da una situazione climatica più clemente… Ma proprio in queste regioni che si sono concentrate le problematiche meteorologiche.
Nulla di strano, se ci pensiamo. Il freddo è una caratteristica e un requisito di questo periodo dell’anno. Pertanto non stupiamoci di fronte a qualche inevitabile disagio che incontreremo in questi giorni.

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Per esempio, prodotti come broccoli, cime di rapa, catalogna, cavolfiori, costine, erbette varie, finocchi, prezzemolo vivono momenti difficili, con scarsa disponibilità di prodotto e di conseguenza prezzi che aumentano. Alcuni di questi ortaggi sono momentaneamente scomparsi dal nostro store, per dare la giusta tregua agli agricoltori e ripartire quando i tempi della natura e dell’agricoltura lo consentiranno. Ristoriamoci con i prodotti meno impattati dal freddo, quelli in natura più stabili e adatti alla conservazione. Il riferimento va a patate, carote, verze, zucche, carciofi (in particolare quelli della Sardegna, regione risparmiata dall’ondata di gelo).

Siate fiduciosi!

Inverno: tutt’altro che una stagione monotona per gli ortaggi

La brina e il gelo che “colorano” di freddo le nostre campagne e il riposo a cui i terreni sono costretti in vista delle semine e del periodo primaverile, non frenano la gamma e la ricchezza dei prodotti dell’orto.

Siamo lontani dall’abbondanza estiva, ma la timidezza di questo periodo non impedisce alle verdure a foglia di essere a disposizione per squisiti contorni o minestre di ogni sorta. Spinaci, coste, cime di rapa, catalogna, puntarelle sono all’ordine del giorno… Per non dimenticare il magico mondo dei cavoli, nelle più infinite sfaccettature: cavolfiore, broccoli, cavolo nero, cavolo cappuccio. Le insalate verdi sono disponibili grazie alle serre, mentre in campo aperto è il turno dei radicchi.

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L’inverno è anche il periodo della dispensa, con ortaggi e tuberi che si conservano e permettono una lunga conservazione: patate, carote, rape, topinambur, cipolle, porri, barbabietole.

Nella stagione fredda non manca poi il dialogo con le aziende agricole del Sud Italia, pronte a sostenere il Nord con produzioni di eccellenza. E’ il caso degli straordinari carciofi che arrivano freschi tutti i giorni da aziende agricole selezionate.

Il clima pazzo di San Martino

C’era una volta l’Estate di San Martino, ovvero quel periodo di clima mite che seguiva alle prime gelate di inizio novembre. Oggi di questo periodo, che culmina l’11 novembre con le diffuse celebrazioni in giro per l’Italia, esiste solo il ricordo, soprattutto nel vedere cosa sta succedendo in questi giorni. Un’ondata di caldo mai visto sta colpendo le nostre campagne, con temperature ben lontane da ciò che ci si aspetta durante la stagione di cavoli e verze. Se da una parte godiamo di questo tepore e nell’uscire senza sciarpa, dall’altra è giusto essere stupiti di fronte a questa anomalia.

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Cosa sta succedendo nelle nostre campagne?

Anzitutto, l’assenza totale del freddo, ha permesso una ripresa diffusa dell’attività di alcune colture estive rifiorenti. E’ il caso di peperoni, melanzane e alcune varietà di pomodoro che se, oggi sono ancora parte della nostra alimentazione di “stagione” è proprio grazie a questo pazzo clima autunnale… Al contrario, il caldo ha frenato e in alcuni casi sta mettendo proprio in ginocchio il comparto delle verdure tradizionalmente comuni in questo periodo. Il riferimento va a cavolfiori, broccoli, cavoli che sviluppano il loro potenziale proprio grazie alle basse temperature del periodo autunnale. Non è un caso, infatti, se questi prodotti risentono di un’inevitabile aumento di prezzi!

Spostandoci di orizzonte geografico, anche gli agrumi non sono immuni a queste criticità di stagione. La maturazione delle arancia dipende dal freddo! Ecco perché per apprezzare a pieno questi frutti, occorre attendere ancora qualche giorno…

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I giardini di marzo

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Provate a visitare le campagne milanesi in questa stagione… cosa noterete? Un paesaggio ancora invernale che guarda con ottimismo al risveglio della primavera. Le semine sono ormai vicine, gli agricoltori sono pronti, le prime insalate sono già in arrivo, il palato si prepara alle primizie e a gusti freschi e rigeneranti. In parole povere: la disponibilità di frutta e verdura in questo mese è ridotta veramente all’osso… Non c’è mese più critico come questo: da una parte assistiamo alla fine delle scorte dell’autunno e dell’inverno (mele, pere, kiwi, patate), dall’altra alla fine del ciclo produttivo delle verdure invernali (verze, cavoli, broccoli, cavolfiori, radicchio, cicoria, ecc.). A questo si aggiunge anche un andamento stagionale non dei più facili. “L’inverno” – ci raccontano gli agricoltori – “è stato buono in termini di temperature medie, ma caratterizzato da poca luce che porterà a inevitabili ritardi sulle produzioni”.

E poi – senza alcuna vena polemica – bisogna anche ricordare che le campagne milanesi non sono mica le distese della piana di Agrigento o il Tavoliere delle Puglie….

Insomma, cosa fare?

1) Ci accontentiamo e attendiamo con ottimismo e sorriso alla primavera, rinunciando magari alle turgide forme che caratterizzano le verdure nel pieno della sua stagionalità?
– è il caso dei cavolfiori e dei broccoli che in questo momento dell’anno iniziano a perdere le grandi dimensioni.
– è il caso delle mele e delle pere locali che iniziano a perdere la loro croccantezza e polposità.

2) Accettiamo il compromesso e andiamo a ricercare le primizie che arrivano dal Centro-Sud Italia o dalle zone più calde e vocate, in attesa che la pianura padana si attivi?
– è il caso delle mele del Trentino o dell’Alto Agide che sebbene siano frutto del raccolto della scorsa estate, si presentano ancora fresche e ben conservate.
– è il caso delle sedano, delle carote e di altre verdure che arrivano dal Lazio o dalla Puglia.

3) Cediamo alle tentazioni peccaminose proposte dai mercati rionali o dai supermercati e ci arrendiamo all’invasione di fragole spagnole (per quelle degli agricoltori occorre aspettare ancora un paio di mesi), zucchine e melanzane da serre riscaldate della Sicilia o del Marocco, peperoni olandesi, asparagi del Perù.

Una risposta efficace? Affidiamoci al buon senso, e – non dimentichiamo – alla famigerata arma del gusto: una fragola o una ciliegia in questa stagione oltre che triste e risultato di una forzatura produttiva altamente inquinante, non può che essere povera di gusto… Forse vale la pena aspettare.
D’altra parte, non facciamoci prendere dagli integralismi più sfrenati del Chilometro Zero (in particolare di fronte ai limiti di questa stagione), magari accettando con positività la forza della rete diretta tra produttori che porta ad avere al nord – per fortuna – carciofi, arance e tanti altri straordinari esempi del patrimonio agricolo italiano.i