Bottarga: cos’è e come utilizzarla in cucina

La bottarga è uno straordinario esempio di ingegno umano nella trasformazione e conservazione del pesce e nella valorizzazione delle parti in apparenza meno nobili. Si ottiene estraendo con delicatezza le sacche ovariche di alcuni pesci, in particolare di cefalo o muggine, ma anche tonni, palamite o raramente merluzzi.

La tradizione è tutta Italiana, anche se esistono testimonianze di produzione e affermazione in Spagna, Portogallo e in Giappone. Diverse le zone di produzione, con una forte concentrazione in prossimità delle aree di trasformazione del pescato tradizionale, basti pensare all’immensa cultura delle tonnare siciliane. E’ proprio in Sicilia che trova la sua patria d’elezione, unita alla Sardegna e alla zona di Orbetello, in Toscana.

BottargaR

Sul piano gastronomico, la bottarga è una specialità alimentare di grandissimo valore organolettico, distintiva per il suo gusto intenso e per la sua sapidità che dà brio e carattere a paste, crostini e focacce. Si apprezza, infatti, grattugiata a crudo sulla pasta, meglio se tagliata sottile al coltello o, per chi ce l’ha, con la “mandolina taglia tartufi”. Buona e comunque valida anche la versione già grattugiata da far soffriggere in olio caldo.

Qualche curiosità sul torrone

Il Torrone è uno dei simboli del Natale, associato al periodo delle Feste, ma in realtà, prodotto e consumato un po’ tutto l’anno. Un dolce antico, di cui ci sono tracce millenarie, come dimostra l’affermazione durante la cultura araba. La sua diffusione è pressoché infinita, con concentrazione un po’ in tutto il bacino Mediterraneo con, ovviamente, nomi e varianti che lo rendono un prodotto versatile e complesso. Alla base troviamo sempre miele, albume e frutta secca. Forme, consistenze, impiego di una frutta piuttosto che l’altra, divestiture con ostia o glassature di cioccolato e tanto altro arricchiscono l’infinito mosaico di varianti e ricette.

In Italia i poli più consolidati nella produzione di Torrone, grazie in particolare a marchi affermati sono Cremona, Benevento, Cologna Veneta con il famoso Mandorlato, Montepaone in Calabria con la Cupeta, la zona di Alba, ma anche L’Aquila, il Sannio, la Sardegna e la provincia di Caltanisetta.

A questi territori storici della torroneria artigianale, si affiancano anche tanti artigiani italiani che, ispirandosi alla cultura del torrone, realizzano varianti di altissimo livello, ciascuna studiata in basa alla propria ricetta e curiosità interpretativa.

Torrone morbido mandorla, nocciola e pistacchio Cortilia

E’ il caso del Torrone Morbido di Opera Waiting, un’eccellenza riuscita che combina insieme l’alta esperienza dei migliori artigiani italiani e la selezione delle migliori materie prime: frutta secca e miele. L’interpretazione firmata da Gabriele Ciacci, anima del laboratorio Opera Waiting arriva dalle terre toscane ed è a base di nocciole, pistacchi e mandorle. Abbiamo anche selezionato la curiosa variante alle arachidi, prodotta proprio dall’agricoltore di arachidi toscane. Un torrone di filiera davvero gustoso!

La ricetta di Cortilia per un perfetto Natale

Eccoci a pochi giorni dal Natale, la festività più attesa dell’anno, ma anche la più impegnativa, tra regali da comprare, la casa da allestire a tema, pranzi e feste da organizzare e a cui partecipare. Ma il Natale è anche un’occasione per conoscere e trasmettere ai propri cari il valore artigianale, culturale e sensoriale dei prodotti, da condividere e assaporare insieme.

Box di Natale Cortilia

Per evitare l’impresa della corsa al regalo nei centri commerciali affollati ti basterà un semplice click e potrai scegliere tra un’ampia gamma di cesti natalizi, disponibili in diverse dimensioni: da quelli salati, dolci o misti, a quelli tematici “Formaggi d’Italia”, “L’arte della norcineria”, “Il pesce a Natale”, “Natale al cioccolato”, “Presidi Slow Food” arrivando alla proposta veggie “Natale Vegano”, tris di vini o box di prodotti di bellezza 100% naturali.

Tris di vini rossi Cortilia

Ormai il festeggiamento del Natale non è più limitato alla cena della vigilia o al pranzo in famiglia, tutto il mese di dicembre è disseminato di appuntamenti natalizi vari, tra aperitivi con gli amici, party aziendali o cenette con le amiche più intime. E se il timore è quello di arrivare al 25 già con un surplus di calorie in corpo da rischiare di non entrare più nell’outfit prescelto, ecco menu natalizio appetitoso, ma leggero, con anche alcune proposte vegetariane

Albero di Natale in sfoglia

Albero di natale di sfoglia Cortilia

Un antipasto molto scenografico e semplice da preparare, da provare anche nella versione vegetariana riempiendo la pasta sfoglia con verdure grigliate e formaggio filante.

Sformatini di cavolfiore con fonduta al miele

Sformatini di cavolfiore e fonduta Cortilia

Un antipasto goloso e sfizioso, per aprire in maniera originale il pranzo di Natale!

Dividere in cimette il cavolfiore e cuocerle a vapore, schiacciarle con una forchetta e unire 2 uova, 4 cucchiai di latte, noci tritate, 60 g di farina, 100 g di formaggio tagliato a cubetti, sale e pepe. Versare il composto negli stampini da muffin ben unti e cuocere in forno caldo a 180°C per circa 20 minuti. Intanto scaldare un pochino di panna con 100 g zola, in modo da avere una salsa omogenea. Una volta tolti gli sformatini dallo stampo, servirli con la salsa, qualche gheriglio di noce e 4 cucchiai di miele.

Ravioli vegetariani al vapore

Ravioli al vapore con verdure Cortilia

Un’idea diversa e originale per chi a Natale proprio non vuole proprio rinunciare ai ravioli. Si prepara la pasta con 200 g di amido di mais, 100 g farina, 1 cucchiaio di curcuma ed un pizzico di sale, fino ad ottenere un impasto molto morbido e profumato, da lasciare riposare per qualche minuto. Per il ripieno mescolare 300 g di robiola, la scorza di una clementina e 4 cucchiai di semi di papavero. Stendere la pasta ad uno spessore di pochi millimetri, dividerla in quadrati e sistemare al centro un po’ di ripieno, chiudendo poi “a fagottino”. Cuocere i ravioli a vapore per circa 10 minuti e condire con un filo di olio aromatizzato.

Arrosto alle mele

Arrosto alle mele Cortilia

Un secondo piatto di carne per il menu di Natale? Ecco la ricetta per un arrosto coi fiocchi, dal sapore ricco e autentico. Preparare un arrosto di 1kg spolverando la carne con della senape, avvolgendola nella pancetta e legandola insieme al rosmarino, quindi rosolare la carne in padella e sfumare con del vino bianco. Aggiungere 7 mele sbucciate a pezzetti, tanto brodo quanto basta e continuare la cottura per circa 90 minuti. Frullare le mele con il fondo di cottura, in modo da ottenere una salsina omogena per accompagnare l’arrosto, aggiustare di sale e pepe e servire in tavola.

Panettone artigianalePanettone artigianale Cortilia

Il mitico e grandioso Massimo Grazioli ha lasciato in eredità un sapere infinito nel mondo dell’arte bianca e delle lievitazioni. Questo panettone – il suo grande, raro e straordinario panettone – ne ha la prova massima. Alla base le migliori materie prime, senza alcun compromesso: una lievitazione per 12 ore, il rimpasto per una notte intera, poi ingredienti eccezionali, tra cui scorze di arancia siciliana, uvetta sultanina, bacche di vaniglia e – ci piace crederlo – un soffio della sua magia.

 

Lo zafferano dei Mastri Speziali

Siamo arrivati al terzo raccolto da quando abbiamo avviato la collaborazione con gli amici Mastri Speziali. Proprio in questi giorni è in corso l’attività di raccolta dello zafferano, la spezia che, a partire dal 2013, quattro amici, i Mastri Speziali, hanno deciso di coltivare nel territorio brianzolo. Oggi la produzione, pur ancora esigua, sfiora il chilo di prodotto all’anno, una quantità che comincia a diventare interessante e permette ai Nostri di poter far conoscere il loro prodotto anche a grandi ristoratori del territorio.

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Ma veniamo al dunque e cerchiamo di capire qualche cosa in più di questo straordinario fiore. La fioritura dello zafferano avviene tra metà ottobre e metà novembre, in concomitanza con i primi freddi: affinché fiorisca sono infatti necessarie temperature sotto i 15 gradiI fiori vengono raccolti a mano, si tratta di un’operazione molto dura e faticosa che richiede attenzione e pazienza perché il fiore è delicatissimo. L’ideale è raccoglierlo quando è completamente sviluppato e molto presto la mattina, nel  momento in cui sta per aprirsi.

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Il mio nome è Bruna

Mi chiamo BRUNA e sono una mucca o per meglio dire una vacca. Ma non una qualunque. Amo vivere in ambienti tranquilli e rustici, mi piace pascolare, arrangiarmi insieme alle altre nel cercare l’erba giusta da ruminare con calma e spensieratezza. Ho delle cugine che sul finire della primavera e fino all’inizio dell’autunno vanno a vivere negli alpeggi incontaminati delle Alpi e degli Appennini dove si muovono felici tra paesaggi mozzafiato e profumi di essenze squisiti. Anch’io che, invece, vivo qui in pianura, non me la passo male. Mangio cose buone, soprattutto erba fresca o fieno in inverno.

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Non vorrei peccare di presunzione, ma il mio latte è buonissimo e decisamente diverso da quello delle amiche Frisone che di latte, a furia di mangiare e gonfiarsi di cibo, ne producono tantissimo e non a caso – tutti lo sanno – sono definite le “Pamela Anderson” della stalla. Io, sempre senza superbia, ma con un briciolo di orgoglio, mi sento più la Audrey Hepburn della fattoria: di latte ne producono meno, perché la quantità non è il mio forte e neppure la mia ambizione, ma quello che ne deriva ha una marcia in più, è profumato, più ricco di nutrienti e per questo, come sento dire dagli amici allevatori che ogni giorno mi mungono, migliore per la qualità del formaggio che ne deriva.

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Meglio se BIO

A noi di Cortilia il BIO piace perché significa prima di tutto rispetto: rispetto per la terra, per i territori, per chi lavora e vive la terra. Significa, inoltre, maggiore integrità delle materie prime, ma anche del paesaggio. Significa miglior coinvolgimento emotivo tra gli agricoltori e la madre terra che ospita le loro produzioni e la vita di tutti noi. Significa un’agricoltura più pulita che abbandona la chimica a favore di una maggiore sostenibilità ambientale.

Non c’è dubbio che il BIO riservi anche qualche criticità, come l’eccesso di burocrazia che talvolta ostacola le buone intenzioni di tanti piccoli-medi agricoltori. Bio è anche una costola del settore industriale del cibo, divenuta di interesse anche per le tante imprese che operano secondo logiche di produzione massificata, dove perde i connotati ideologici e diventa una mera opportunità di mercato. Insomma, il Bio è tante cose: visioni, punti di vista, approcci, talvolta opposti e controversi, ma che in un caso o nell’altro contribuiscono a dare vitalità e popolarità a questo settore.

A noi, in ogni caso, il BIO piace. Ci piace per come è rappresentato e interpretato dai tanti agricoltori e artigiani che lavorano al nostro fianco, veri e propri portavoce di modelli agricoli e distributivi virtuosi e rispettosi. Vi raccontiamo alcune di queste storie.

Daniele Franchetti

Daniele è il protagonista della rinascita della melicoltura di qualità in Valtellina. Un giovane ragazzo che insieme al fratello Massimo, entrambi poco più che trentenni, ha portato una ventata di entusiasmo e creatività all’interno della famiglia, convertendo l’azienda verso una produzione distintiva e sostenibile che guarda al futuro. Parte dei terreni, infatti, è certificata in biologico mentre altri appezzamenti sono entrati nella fase di conversione. Un salto di qualità notevole che ha permesso loro di diventare una delle prime aziende della Valtellina per la produzione di mele BIO.

Cooperativa Aretè
Si tratta di una cooperativa sociale a servizio delle persone e dell’agricoltura biologica. Questa la sintesi di uno dei più virtuosi e concreti progetti italiani che si occupa di promozione e reinserimento sociale e lavorativo di persone “disagiate” per conto e in collaborazione con enti e istituzioni sanitarie locali. Aretè sostiene il lavoro attraverso la divulgazione, la produzione e la commercializzazione di ortofrutta biologica. Attorno alla cascina, in quel di Torre Boldone, l’azienda coltiva insalate e ortaggi a foglia, che si affiancano a produzioni locali e nazionali selezionate da aziende e cooperative agricole secondo un canale diretto e partecipato.

Cascina Bordona

Alberto è il protagonista dell’azienda Cascina Bordona. Una realtà distintiva nel panorama dell’allevamento di bovini che si caratterizza per la scelta di allevare pura razza Limousine secondo i canoni dell’agricoltura e dell’allevamento biologico. L’azienda produce anche riso carnaroli, sempre in modalità BIO. Il tema del benessere animale è messo al primo posto. I bovini sono allevati, non solo seguendo i riferimenti dell’agricoltura biologica, ma garantendo loro nei mesi favorevoli possibilità di pascolo, con alimentazione libera a base di erba fresca, integrata con cereali BIO coltivati in azienda (mais, soia, pisello proteico). Tutti presupposti che fanno di Cascina Bordona un’azienda esclusiva, recensita tra le realtà di “allevamento etico”.

Scopri tutti i nostri prodotti BIO

3 storie di birre artigianali

L’esplosione mediatica, culturale e sostanziale delle birre artigianali è approdata da tempo anche su Cortilia… e ne siamo orgogliosi. Sono diversi gli artigiani che si sono alternati in questi anni e hanno proposto i propri prodotti di qualità, realizzati con cura e sapienza secondo le migliori tecniche birrarie. Abbiamo dato spazio a birre curiose, alternative alle versioni industriali, senza compromettere il concetto per noi essenziale e vitale della bevibilità.

Ma veniamo al dunque: il mondo della birra artigianale è un vero e proprio fenomeno in costante crescita, nato e diffuso in Italia su impulso della grande tradizione di altri paesi, ma anche in risposta alla banalizzazione offerta dall’industria e da prodotti standard e senza anima. Dietro a questo enorme business animato da storie, idee, progetti e un mare di creatività, ci sono persone appassionate che propongono stili, varianti, ricette, ma soprattutto diversità, vale a dire quell’essenziale ingrediente che contribuisce a dare valore e prestigio al comparto.

Vi raccontiamo la storia di tre dei nostri produttori distintivi per la bontà delle loro birre e la serietà con cui interpretano questo nuovo e rivoluzionario settore.

Luca Boselli, l’anima pensante del Birrificio Artigianale Opera


Il Birrificio Opera nasce dal desiderio di Luca Boselli di produrre e dare vita alla propria passione…la birra! Il suo progetto si è concretizzato nel 2012 grazie all’incontro con l’amico Piero Colombo e da lì l’avvio di una produzione attenta alla qualità, ai dettagli e significativa nei numeri.

Birrificio Opera

La produzione si ispira agli stili più diversificati e originali, grazie all’utilizzo di malti e luppoli provenienti da diverse parti del mondo.
“La nostra birra del cuore, raccontano, è la DORADO, una birra chiara ad alta fermentazione, non filtrata e non pastorizzata, stile Golden Ale. A caratterizzarla sono aromi freschi erbacei e floreali, con un leggero agrumato di fondo. Ideale per accompagnare primi piatti e serate con gli amici.”

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