Merli, neve e stagionalità

Eccoci nel pieno dei Giorni della Merla, il periodo a cavallo tra gennaio e febbraio – secondo la voce popolare – più freddo dell’anno.

neve

Perché si chiamano Giorni della Merla? Tra le tante versioni, ci convince e ci piace quella secondo cui una merla e i suoi piccoli, per ripararsi dal gran freddo – in origine bianchi – si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero dopo alcuni giorni, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.

Leggende a parte, eccoci effettivamente con la neve e il ghiaccio in arrivo. La primavera è ancora lontana e le campagne locali iniziano a risentire degli effetti della stagione fredda, dopo la prima parte dell’inverno piuttosto mite e poco rigido.

Se fino ad oggi, infatti, abbiamo potuto godere di molti prodotti di produzioni locale, quali cavolfiori, broccoli, finocchi, coste, catalogna, cicoria e tanto altro, d’ora in poi dovremo saper attendere e accettare qualche “rimedio esotico”, grazie alla collaborazione attiva e diretta tra le aziende locali e alcuni amici agricoltori del Centro-Sud.

Vediamo caso per caso:

L’azienda Cassani, per sopperire ai limiti offerti dalle campagne di Sedriano, lavora in stretta sinergia, senza intermediazioni, con alcuni agricoltori certificati BIO dell’Abruzzo, in particolare con l’azienda Mio Orto Bio di Antonella Panella, di Luco dei Marsi in provincia di L’Aquila. Da qui arrivano carote, cipolle, cavolfiore, radicchio, che si aggiungono agli ultimi prodotti locali (verze e zucca). Le mele arrivano da Osiris, una cooperativa di aziende agricole biodinamiche dell’Alto Adige.

Quanto all’azienda Cascina Pizzo, decisamente più organizzata per coprire buona parte della disponibilità invernale, anche in questo caso vige un rapporto sinergico con il network di aziende locali che dispone di terreni sia tra le campagne milanesi, sia in Puglia. E’ il caso dei finocchi, da alcuni giorni non più locali, ma pugliesi, così come cavolfiori, radicchio e sedano. Porri, patate e cipolle sono invece locali, coltivati tra Milano e Como. Zucca, spinaci e insalate sono di produzione propria.

Un accenno alla frutta dell’azienda Caiella, di provenienza quasi esclusivamente aziendale. Ci riferiamo in particolare a mele, pere e kiwi, i frutti su cui i fratelli Andreoni si sono specializzati. Si sa che sono frutti molto durevoli che avremo sulle nostre tavole ancora qualche mese. Alcune varietà di pere, ad esempio le madernassa, arrivano dal vicino Oltrepò Pavese, così come alcuni ortaggi.

Eccellenze italiane…. Piemontese e Chianina

Il patrimonio zootecnico italiano è ricchissimo di biodiversità. Conoscerlo è importante e un valido contributo per valorizzare razze antiche e promuovere la cultura locale.

In questi giorni l’offerta degli agricoltori di Cortilia si è arricchita di due straordinarie testimonianze di carne.

In contemporanea, in occasione delle feste, le aziende Cascina Cassinetta e Cascina Speziana offrono una sintesi del loro esaltante lavoro quotidiano di promozione delle due principali razze autoctone bovine.

gilardi

Parliamo, nel primo caso della razza Piemontese, in assoluto la regina della carne italiana. Nel secondo della Chianina, emblema della Toscanità più profonda.

Due razze molto simili tra loro che si sono distinte nel tempo per la loro naturale propensione alla triplice attitudine, ovvero animali valorizzati a 360 gradi sia per la forza lavoro, sia per la produzione di latte (in entrambi i casi la produzione è molto limitata), sia per la carne.

 

1276

La vicinanza delle due razze (anche genetica) si esprime in maniera evidente osservandole: entrambe hanno il mantello bianco e una potente massa muscolare. Animali rustici, molto resistenti, adatti anche al pascolo e a condizioni di allevamento all’aperto, ben lontani dalle metodiche industriali. Questo è il motivo per cui negli anni di ricorso all’iperproduttività, queste due razze, così come molte altre del patrimonio zootecnico tradizionale, sono state gradualmente abbandonate, fino ad arrivare a minacciarne l’esistenza (in particolare nella Chianina).

Oggi è ammirevole riconoscere il lavoro compiuto dai tanti allevatori che hanno creduto nella biodiversità contribuendo a riportare in auge queste due eccellenze.

Per dare continuità e valore a questo lavoro, è fondamentale che questi prodotti, in particolare frutto di allevamento e alimentazioni naturali e virtuose, possano avere un mercato florido. Cortilia dà il suo contributo, con queste eccezionali proposte.

Box di Carne Piemontese 3 Kg

Box di Carne Piemontese 6 Kg

Box di Carne Chianina 5 Kg

Da casa tua in campagna… in gita con Cortilia!

Trovare il tempo per andare in campagna a fare la spesa e conoscere gli agricoltori locali si sa che non è cosa facile. I ritmi frenetici della vita e i tanti impegni ostacolano il contatto diretto con i produttori agricoli, ovvero con coloro che custodiscono il territorio rurale vicino a noi e che ci permettono di godere di cibo fresco, locale e vivo (… non a caso esiste Cortilia…). Eppure una volta ogni tanto è bene ritagliarsi del tempo e vivere l’esperienza di una gita tra le splendide cascine locali e apprendere da vicino il senso di una spesa sostenibile, coscienziosa e responsabile.

Queste premesse sono il motivo che ci ha spinto ad organizzare la prima di una lunga serie di incontri in cascina, rivolti a giornalisti e clienti affezionati di Cortilia, al fine di mettere in mostra i volti, le storie e le eccellenze dei produttori che aderiscono alla nostra piattaforma.

DSC_0002

Mercoledì 27 Novembre ci siamo trovati presso la Cascina Ca’ Grande a Zibido San Giacomo, sede dell’Azienda Zipo, il progetto agricolo della famiglia Pozzi. Una realtà di rara bellezza che oltre a ospitare la produzione di formaggi e riso di qualità, raccoglie al suo interno tracce di una lunga storia di architettura rurale: dal Rinascimento con la casa di caccia quattrocentesca costruita dagli Sforza, all’Ottocento con la cascina e i porticati che raffigurano la classica Corte Lombarda. L’azienda è gestita da Marco Pozzi, con la moglie, e in particolare dalla giovane e dinamica figlia Elisa. Una famiglia che contribuisce a dare continuità alla vocazione agricola del territorio del Parco Sud di Milano, facendosi portavoce di un modello produttivo moderno e artigianale, fortemente orientato alla qualità.

foto (20) (1)

Hanno partecipato anche altre aziende, tutte gestite da giovani dinamici, ciascuna portavoce di una storia personale di riscatto sociale e di nuova progettualità agricola, degna di essere raccontata e divulgata, oltre che “assaggiata”. Mattia Zuffada della Cascina Lassi ha raccontato il progetto di conversione in chiave sostenibile dell’allevamento suinicolo di famiglia funzionale a produrre carne e salumi di qualità; Greta Pavan ha fatto altrettanto raccontando il progetto di valorizzazione della filiera artigianale di anatre e oche di Cascina Madonnina. Massimo Grazioli – il meno giovane del gruppo, ha precisato -, con oltre trent’anni di panificazione alle spalle, ha evidenziato come il lavoro di un panettiere possa rivelarsi per nulla monotono e pieno di stimoli, ad esempio producendo pani dal forte connotato identitario realizzati con farine selezionate dalla cascine locali. Alberto Cassani ha raccontato del suo essere un orticoltore biologico orientato all’agricoltura biodinamica: un esempio di imprenditore agricolo partito da zero che si è tuffato a capofitto nella valorizzazione del territorio. Curiosa la testimonianza offerta da Alessio Mogliani, che nel suo laboratorio di trasformazione del latte Fiordilatte situato in centro a Milano, si è posto l’ambizione di portare in città la cultura casearia pugliese (mozzarelle, burrate, ecc), partendo da latte proveniente da cascine milanesi. Altra prova è stata offerta da Filippo Ghidoni, giovane produttore di birra agricola in quel di Cascina Morosina: un progetto di divulgazione della cultura birraria artigianale realizzata con materie prime (orzo, frumento e luppolo) coltivate in azienda.

DSC_0053

Ecco i pensieri che abbiamo raccolto da un paio di clienti di Cortilia che hanno partecipato all’evento in cascina.

Mariangela Sanna – “La campagna a casa tua. Così recita il claim sul sito di Cortilia ma stavolta sono io che sono andata in campagna. Appuntamento in Piazza San Babila. Sole splendente. Arrivo in bicicletta e ad attendermi i ragazzi di Cortilia. In venti minuti arriviamo. Il parco agricolo sud di Milano è proprio attaccato alla città ed è subito emozione. Ora capisco perchè qui le mucche sono felici! (http://www.zipo.it/) chi non lo sarebbe. Una cascina del quattrocento che annovera anche fra i suoi proprietari gli Sforza, i laboratori, le stalle. Qui c’è odore di vita, storia e lavoro. Ad accoglierci il padrone di casa Marco Pozzi con Elisa, sua figlia e Cesira il bulldog. Mi sento a casa. Ci racconta perchè la sua azienda sia passata dall’avere 2.500 mucche a 250. La scelta di puntare sulla qualità, sulla tradizione, sull’idea di nutrire non il mondo ma le persone dei dintorni. Quella che doveva essere una semplice visita in cascina inizia a diventare un’esperienza indimenticabile”

Cristina Nardari – “Un’accoglienza e un’ospitalità così sincera dove abbiamo avuto modo di conoscere giovani produttori entusiasti (tra questi anche Massimo Grazioli!!!). E’ stato divertente vedere in faccia i protagonisti della nostra spesa dicendo “da lui prendo il pane”, “da lui il riso”…. E’ stato molto efficace sentire la passione di questi giovani che mantenendo tradizioni antiche di nonni o zii sono riusciti a traghettare le loro aziende verso scelte difficili  e spesso in partenza perdenti contro i giganti ” mangia tutto” come le multinazionali o i grossi distributori, ma sicuramente vincenti per il gusto, la scelta accurata dei prodotti e la ricerca del benessere animale. Ho scelto Cortilia più di un anno fa e poter conoscere personalmente i “miei” produttori mi ha dato la certezza che stiamo percorrendo la stessa strada”

Conosci quello che mangi? Il salame

Non han mai fatto male due fette di salame… Sulle note di questo simpatico ritornello diciamo: Evviva il Salame! Questo straordinario prodotto alimentare è l’essenza della cultura contadina, simbolo della dispensa, della conservazione e dell’arte norcina, emblema dello storico detto popolare “del maiale non si butta via niente”. Un artefatto affidato alla sapienza di artigiani e trasformatori che mescolano pochi ed essenziali ingredienti e al tempo, alla pazienza di saper aspettare. Il salame è anche prodotto dell’industria, divenuto un accessorio alimentare dall’infinito confine merceologico proposto in forme, formati, gusti e qualità molto variegate.Lassi_20120731_C016

“Una cultura del salame” non può prescindere dal conoscere la filiera, indagare sul processo produttivo, sapere cosa c’è dietro e dentro a questi appaganti involucri ripieni.
Tutto parte dalla carne, o meglio dall’animale, sua maestà il maiale, da come è stato allevato, nutrito e ingrassato. Non ne vogliano gli amici vegetariani, ma solo animali felici, ben alimentati, senza forzature e curati dalla prima all’ultima fase del processo produttivo,
possono renderci omaggio di una grande materia prima. Segue poi il tempo, l’arte dell’attesa, il processo di trasformazione che ad opera di sale, spezie, muffe, batteri e microrganismi vari contribuisce alla rifinitura del capolavoro.

Da qui nasce la proposta di Cortilia, di raccogliere e raccontarvi solo salami artigianali realizzati con cura da protagonisti della gastronomia locale.
Un invito a testare, tra merende spezzafame, panini immortali, antipasti golosi e cene conviviali, la cultura norcina locale.

 

Gusto e qualità sotto l'albero degli italiani

Secondo un’indagine Coldiretti “Il Natale sulle tavole degli italiani”, basata sull’indagine “Xmas Survey 2012” di Deloitte, quest’anno gli italiani spenderanno 4,3 miliardi per imbandire le tavole delle feste di fine anno, con alimentari e bevande come unica voce di spesa che sostanzialmente tiene nel tempo della crisi. Secondo Coldiretti, il trend è chiaro: anche quest’anno non si rinuncia a preparare pranzi e cenoni o a gratificare parenti e amici con gustosi omaggi utili, ma si qualifica la spesa, con una netta preferenza di prodotti del territorio locali e Made in Italy.

Secondo l’indagine Coldiretti/Swg il 59% degli italiani porterà sulle proprie tavole per le feste prodotti Made in Italy, e ben il 44% degli italiani ha dichiarato che preferisce acquistare prodotti locali e lo fa soprattutto perché questa scelta ha un valore anche economico: acquistando prodotti locali si crea ricchezza locale. “E’ un segnale importante di fiducia nella ripresa del Paese che va sostenuta anche nel momento di fare la spesa con l’acquisto di prodotti italiani“, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “si tratta di una responsabilità a sociale nei confronti del lavoro e dell’economia del proprio territorio che si diffonde tra i cittadini nel tempo della crisi”.

Una tendenza che riguarda anche i regali: è emerso che quest’anno sotto l’albero di natale il 53% degli italiani vorrebbe trovare qualcosa che gli serve, il 23% un regalo utile che non si è mai pensato di comperare e solo il 14% un regalo sfizioso che non compererebbe, mentre l’11% è del tutto indeciso.

Che fare, dunque, se ancora non vi siete organizzati per fare un regalo a parenti e amici?
Su Cortilia,  c’è la possibilità di acquistare cesti natalizi direttamente dai produttori locali, che verranno consegnati a casa. Affrettatevi, però, gli ultimi ordini chiudono stasera alle 23:59!

Ma volete sapere il regalo natalizio che più ci è piaciuto quest’anno? Una mamma che ha deciso di regalare alla figlia 6 mesi di abbonamento alla spesa dei produttori locali.
In questo periodo, niente è meglio di un regalo utile e di qualità!

Buone Feste a tutti!

10 trucchi per avere frutta e verdura sempre fresche

In estate, si sa, la frutta e la verdura  faticano a mantenersi  fresche.

La prima regola è proprio quella di preferire l’acquisto di prodotti locali, a filiera corta dal momento che, dovendo subire trasporti più brevi, arriveranno più freschi sulle vostre tavole.

 

 

 

 

Purtroppo, però, le temperature estive proprio non aiutano, ecco dunque alcuni semplici ma preziosi consigli per evitare che frutta  e verdura marciscano troppo velocemente:

  1. Scegliete frutta e verdura esclusivamente di stagione che avranno tempi di maturazione naturali.
  2. Limitate il più possibile le porzioni, non acquistate troppa frutta in una volta sola!
  3. Se andate a far la spesa in auto, evitate di riporre i sacchetti nel bagagliaio dove il calore è sempre maggiore rispetto ai sedili dell’auto che sono, dunque, da preferire. Per una spesa più ecologica, potreste scegliere la bici.
  4. Portate con voi una piccola borsa frigo dove riporre gli alimenti.
  5. Scegliete quali frutti desiderate gustare prima e riponeteli in un portafrutta coperti da un panno che li tenga lontani dai raggi solari.
  6. Riponete i frutti che desiderate conservare più a lungo all’interno del frigo, ma lontano dalle pareti refrigeranti che farebbero bagnare e ghiacciare gli alimenti danneggiandoli irreparabilmente.
  7. Riponete gli ortaggi all’interno di sacchetti di carta. In questo modo si evita l’effetto condensa provocato dalla plastica così i prodotti rimarranno freschi più a lungo.
  8. Mantenete separate le varie tipologie di frutta e verdura acquistate: un frutto marcio contaminerà velocemente anche quelli vicini!
  9. Non impilate un frutto sopra l’altro: le ammaccature favoriscono la marcescenza.
  10. Ricordate che i frutti interi si conservano più a lungo.

 

I produttori si presentano: la Cascina Santa Marta

Una cooperativa con la finalità di avvicinare il mondo contadino ai cittadini, attraverso percorsi di sensibilizzazione e di partecipazione attiva. Questo e molto altro è la cooperativa Santa Marta, gestita con passione e tenacia da Gianni e Federico che da anni si battono per portare innovazione nella loro azienda, senza rinunciare al rispetto della tradizione agricola lombarda.

I loro sforzi , infatti, vanno nella direzione della promozione di progetti e iniziative di educazione rurale indirizzate in particolare ai più piccoli e di iniziative di tutela e di promozione del territorio naturale, anche attraverso la creazione di un maneggio dove è possibile cavalcare e divertirsi all’aria aperta.


Grande cura e attenzione sono poi concentrati nella propria sezione produttiva  che, grazie alla collaborazione con altri produttori, può contare su una gamma di prodotti molto ricca.

La particolare ubicazione della Cascina Santa Marta, nel cuore del Parco Agricolo Sud di Milano, zona a forte vocazione agricola e in particolare risicola, ne caratterizza le principali produzioni che vanno dal riso, al mais, carne bovina e ortofrutta. Sicuramente la stagione estiva è quella che regala i frutti migliori, in particolare fragole, ciliegie e pomodori  che vengono utilizzati per la realizzazione di squisite conserve.

L’azienda, però, rappresenta anche un riferimento per alcune piccole aziende agricole locali, da cui acquista i prodotti impegnandosi per la loro valorizzazione. Ecco quindi che la gamma dei prodotti si è pian piano ampliata nel tempo rendendo disponibili, tra gli altri, anche lo  yogurt e i formaggi dell’azienda Zipo, i salumi della macelleria Galmozzi e la birra artigianale dell’azienda dei monaci benedettini Cascinazza.

Scopri tutti i prodotti della Cascina Santa Marta che puoi acquistare su Geomercato.

Per maggiori info sulla Cascina Santa Marta, invece, visita il loro sito.