Cortilia e vinci!

Inizia settembre, il mese del ritorno alle buone abitudini. Chi torna al lavoro, chi comincia la scuola, chi si iscrive in palestra, chi riprende corsi e progetti lasciati a metà.

E se sei fan di Cortilia, tornare alle buone abitudini ti premia! Per tutto il mese di settembre, fai incetta di prodotti sani e genuini e partecipa alla nostra operazione a premi “Cortilia & Vinci“.

Se effettui almeno 4 spese del valore minimo di 59€, riceverai bellissimi libri di cucina scelti da noi per farti divertire ai fornelli con nuove ricette. Ecco i premi in palio!

PREMIO 1

LUNCH BOX, L’Ippocampo Edizioni
In regalo con 4 spese effettuate nel mese di settembre ognuna dal valore minimo di € 59,00.

PREMIO 2

LUNCH BOX
+ CEREALI NEL PIATTO, L’Ippocampo Edizioni
In regalo con 4 spese effettuate nel mese di Settembre* ognuna dal valore minimo di € 79,00.

PREMIO 3

LUNCH BOX
+ CEREALI NEL PIATTO
+ TARTINE E CROSTINI, L’Ippocampo Edizioni

In regalo con 4 spese effettuate nel mese di Settembre* ognuna dal valore minimo di € 99,00

Vuoi saperne di più? Scopri tutti i dettagli sul nostro sito nella pagina dedicata.

Conserve di frutta e verdura fatte in casa: alcuni accorgimenti

L’estate volge al termine, e con lei tra poco arrivano a fine stagione anche i suoi dolcissimi frutti: albicocche, pesche, prugne, susine… ma anche ortaggi come pomodori, melanzane e zucchine. Se vuoi goderti i sapori estivi tutto l’anno, prenditi un po’ di tempo per preparare delle semplici conserve fatte in casa!

Ricorda però che è fondamentale adottare alcuni accorgimenti di sicurezza, per evitare che batteri e funghi pericolosi possano compromettere la qualità delle conserve e, soprattutto, la nostra salute.

Prima di tutto, assicurati di lavorare in un ambiente pulito e di sterilizzare barattoli e coperchi attraverso la bollitura (scopri di più nell’articolo dedicato).

I rischi delle conserve casalighe

Il maggior rischio delle conserve fatte in casa si chiama botulino. Si tratta di un batterio microscopico, capace di produrre uno dei veleni più potenti conosciuti: la tossina botulinica.

20-30 persone l’anno in Italia vengono avvelenate dalla tossina botulinica e il 90% dei casi è associato al consumo di conserve preparate in casa.
I batteri clostridi sono molto diffusi in forma di spora: si trovano nella polvere, nel suolo, nei vegetali e negli animali, e non sono pericolosi. Possono però diventarlo se si trasformano in cellule vegetative, quando si trovano in condizioni ottimali, e può succedere in un ambiente anaerobico e poco acido come quello di una conserva non trattata adeguatamente. I batteri attivi producono la tossina, che contamina il cibo e diventa potenzialmente letale.

Hai già perso la voglia di metterti ai fornelli? Non spaventarti! La tossina botulinica, fortunatamente, con la cottura perde la sua attività biologica, diventando del tutto innocua. Perciò può essere resa inattiva con la cottura per almeno 10 minuti a temperature superiori a 80°C.

Un altro rischio – meno grave ma non per questo meno importante – è quello di muffe e lieviti, i microrganismi più comunemente responsabili delle alterazioni delle conserve. Sono muffe molto visibili, facilmente riconoscibili e in genere non pericolose: se ben ripulite, marmellate e confetture attaccate da queste muffe possono essere consumate comunque.

Ecco allora alcuni semplici ma importantissimi accorgimenti da adottare durante la preparazione di conserve fatte in casa in tutta sicurezza.

Conserve di pomodoro

Una delle preparazioni casalinghe più diffuse è la salsa di pomodoro, o passata, che è una di quelle da considerarsi a rischio per la proliferazione del batterio botulino. Per la preparazione delle passate è preferibile utilizzare varietà di pomodoro più acide (con un pH< 4,3). Se i pomodori non fossero sufficientemente acidi, si può intervenire aggiungendo del succo di limone (15 ml per 500 ml di prodotto finito) o acido citrico ad uso alimentare (¼ di cucchiaino per 500 ml di prodotto finito).

Inoltre, le conserve di pomodoro hanno bisogno di un ulteriore trattamento, detto pastorizzazione. Si può fare la pastorizzazione immergendo completamente i vasi in una pentola molto alta, riempita d’acqua. Il livello dell’acqua deve superare il tappo dei contenitori di almeno 3-4 centimetri. Mettere il coperchio sulla pentola, portare a ebollizione e lasciar bollire in modo continuo, uniforme e senza interruzioni per circa 40 minuti.

Scopri la ricetta della passata ricca di pomodoro su Cortilia!

Marmellate e confetture

Hanno contenuto sufficientemente acido, grazie alla frutta e allo zucchero utilizzato. Riempi i vasetti con la confettura ancora bollente, assicurandoti di lasciare uno spazio vuoto che prende il nome di “spazio di testa” alto circa 1 cm. Chiudi ermeticamente i barattoli e disponili capovolti su una superficie fredda per lasciarli raffreddare a temperatura ambiente. Quando i contenitori saranno ben raffreddati, devono essere accuratamente ispezionati per valutare il raggiungimento del sottovuoto. I tappi o le capsule di metallo dovranno apparire leggermente concavi (incurvati verso l’interno del contenitore) e non devono fare “click-clack”.

Scopri la ricetta della confettura di frutta estiva su Cortilia!

Conserve sott’olio

Selezionare con cura gli ortaggi, lavarli bene e tagliarli a pezzi. Sbollentarli per qualche minuto in una soluzione di acqua e aceto in parti uguali prima di adagiarli nei barattoli. Questo vale anche per gli ingredienti da usare per preparare oli aromatizzati (ad esempio all’aglio, al peperoncino, o alle erbe aromatiche). Dopo la fase di cottura, piuttosto breve, gli ingredienti vanno asciugati su un panno e inseriti nei contenitori facendo attenzione a colmare tutti gli spazi. Nel vasetto, devono essere coperti completamente con olio.

Scopri la ricetta delle melanzane piccanti sott’olio su Cortilia!

Ora che sai come preparare in sicurezza le conserve in casa, non ti resta che scegliere su Cortilia.it la tua frutta e verdura di stagione preferita e sbizzarrirti con confetture, salse, sottoli, frutta sciroppata, giardiniere colorate… e chi più ne ha più ne metta!

Meal prep: come risparmiare tempo programmando la spesa e il menu settimanale

A volte, con i ritmi serrati della settimana lavorativa non c’è abbastanza tempo per fare la spesa con calma, per cucinare piatti sfiziosi e dedicarsi alla preparazione dei pasti della famiglia come si vorrebbe. Però una soluzione c’è! Un modo intelligente e zero-waste che permette di organizzare il menù settimanale familiare in anticipo e senza sprechi: il meal prep!

È un metodo molto semplice! Semplicemente si impegnano in cucina un paio d’ore del sabato o della domenica per preparare le basi per il menù settimanale che consumeremo poi dal lunedì al venerdì.

Il meal prep ti permetterà di organizzare la spesa razionalmente, di preparare in anticipo le basi per i pasti della settimana in maniera equilibrata, organizzata e veloce, di evitare di stare troppo tempo ai fornelli durante il giorno, di sprecare meno cibo e di mangiare piatti sfiziosi in poco tempo!

È sufficiente qualche ora in cucina nel fine settimana per avere 5 pranzi e 5 cene a disposizione per i giorni successivi!

Scopriamo insieme come: ecco il meal prep passo dopo passo!

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1. DECIDI IN ANTICIPO IL TUO MENU SETTIMANALE. Sono a disposizione sul web diversi planner colorati e pratici scaricabili gratuitamente, perfetti per organizzare i pasti della settimana in anticipo, riducendo sprechi e perdite di tempo! Un bellissimo esempio sono i planner scaricabili di Stella Bellomo.

Inizia a compilare il tuo planner con i pasti della settimana che hai scelto giorno per giorno. Parti dalla colazione, segui con il primo spuntino, il pranzo (anche se mangi al lavoro è possibile organizzare un bento o una schiscetta sana ed equilibrata da portare con te), la merenda e infine la cena. Il tuo planner ti sarà utile anche per fare la spesa settimanale avendo ben chiaro cosa ti servirà e riducendo o magari azzerando del tutto gli sprechi alimentari e (qui sta il lato davvero sorprendente) senza mai più trovarti con la dispensa sfornita!

2. PROGRAMMA LA SPESA SULLA BASE DEL MENU SETTIMANALE. Prima di fare la spesa, scrivi su un foglietto quello che ti serve seguendo le ricette che hai scelto di preparare per la tua famiglia durante la settimana e fai la spesa on line su Cortilia. Puoi fare la tua spesa un giorno prima, comodamente a casa tua e la riceverai dove vuoi e all’orario più comodo per te.

3. FAI UNA SPESA IL PIÙ POSSIBILE ZERO-WASTE. Acquista i prodotti freschi nelle quantità che ti servono per la settimana: in questo il tuo planner ti sarà di grande aiuto. Ma fare una spesa zero-waste vuol dire anche pensare allo spreco non alimentare. Sapevi che fare la spesa su Cortilia ti aiuta a ridurre al minimo gli imballaggi che diversamente acquisteresti facendola al supermercato? Infatti, la maggioranza dei nostri prodotti hanno confezioni in carta, vetro o in materiali riciclabili. Inoltre non ci sono intermediari tra noi e i nostri produttori: questo fa sì che i prodotti impieghino poco tempo e poca strada per arrivare a casa tua, riducendo costi ed emissioni dovute al trasporto e garantendo sempre prodotti freschissimi!

4. CONSERVA BARATTOLI DI VETRO E CONTENITORI E ORGANIZZA LA DISPENSA. Fondamentale prima di iniziare a cucinare le basi del tuo meal prep è organizzare la tua dispensa in modo che tu abbia vasetti e contenitori ermetici adatti per poter conservare i cibi in frigorifero. Puoi riutilizzare i contenitori di vetro che ricevi con la tua spesa Cortilia!

5. PRENDITI DUE ORE DURANTE IL WEEKEND PER DEDICARTI AL MEAL PREP. A questo punto ci sei! Una volta che sai che cosa cucinare, che hai le materie prime per le tue ricette e i contenitori per conservarle, sei pronto per iniziare! Prepara tutte le basi per i pasti settimanali, cuocendo verdure, cereali, legumi, preparando gli impasti, le basi per torte salate o pasta fresca, i dolci, pane casereccio, ecc. e pulendo, lavando e asciugando bene frutta e verdura già pronta per l’uso.

6. ORGANIZZA IL FRIGORIFERO! Non ti resta che riporre tutto ciò che hai preparato in sicurezza negli appositi contenitori ermetici e conservarli in frigorifero per utilizzarli durante la settimana. Così ogni giorno con l’aiuto delle basi preparate avrai tutto ciò che serve per i tuoi pasti nelle quantità giuste, senza sprechi e senza mai ritrovarti con il frigo vuoto!

Come lo cucino? Conosci e impara a cucinare la borragine

La borragine è una verdura depurativa, antiossidante, disintossicante, ma soprattutto ottima da mangiare.

Questo ingrediente, sebbene non rientri nella dieta di molti, è essenziale nella cultura gastronomica della Liguria. Figura nella preparazione di ricette gustose della tradizione popolare. La borragine cresce selvaggia, infatti non è raro vederla nei campi incolti ma è anche possibile coltivarla nell’orto. 

In cucina le foglie sono buonissime passate in pastella e fritte, oppure, per chi ama ricette più light, sbollentate, saltate in padella come contorno o ripieno per il fatidici pansotti.

LA RICETTA Girasoli di spinaci e borragine 

Di fatto è una semplice torta salata, ma è molto scenografica e soprattutto racchiude al suo interno un cuore di borragine e spinaci, reso filante dalla crescenza. Attenzione, i petali spariranno come quelli delle margherite: mangio o non mangio?

INGREDIENTI

  • 200 g di borragine
  • 300 g di spinaci
  • 250 g crescenza
  • 200 g di farina integrale
  • 110 ml di acqua circa
  • 60 ml olio extravergine d’oliva
  • 1 spicchio di aglio
  • sale e pepe
  • a piacere semi (di papavero o di sesamo) per decorare

PREPARAZIONE

Preparate la pasta: unite 50 ml di olio alla farina, un pizzico di sale e tanta acqua quanta ne serve per avere un impasto morbido ma sostenuto. Lasciatelo riposare. Intanto mondate le verdure e mettetele ad appassire, con l’olio rimanente e l’aglio, in una padella rovente, senza aggiungere acqua. Quando saranno morbide, frullatele con il formaggio. Dividete l’impasto in due parti e stendetele in modo da formare un disco di circa 30 cm di diametro e di poco spessore. Dopo averlo posato sulla carta forno, riempite un disco con il ripieno e coprite con l’altro. Posate al centro del disco uno stampino o una ciotola capovolta, e premete.

Poi con le forbici tagliate degli spicchi delle stesse dimensioni e ruotateli leggermente, in modo da avere la parte con il ripieno verso l’alto. Pennellate il centro del fiore con un po’ di acqua e decorate con i semi, poi cuocete a 200°C per circa 20 minuti o fino a che la pasta non sarà ben cotta e friabile.

I volti della mela

Gasperi

La mela è il frutto più coltivato al mondo. Ed è proprio per questo che oltre a mangiarlo tal quale, appena colta dalla pianta nel pieno della sua stagione oppure dopo mesi di conservazione in celle frigorifero come è pratica fare, la mela si presta ad essere trasformata di mille altre varianti e prelibatezze.

Senza incorrere nell’infinito bagaglio di ricette tradizionali che la vedono coinvolta in artefatti straordinari quali l’apple pie americana, la torta di mele nella cultura casalinga italiana, la tartatin francese e chi più ne ha più ne metta, la mela è base di un eccellenti derivati che hanno come obiettivo quello di trasformare la natura solida e formosa del noto pomo senza privare lo stesso delle differenti proprietà nutrizionali e salutistiche.

Vediamone alcuni:

  • il succo di mela: uno delle poche bevande al mondo definibili proprio “succhi”, vale a dire risultato della sola spremitura di frutta, senza null’altro aggiunto. Gli agricoltori di Cortilia ne offrono alcuni esempi. Quello della Valtellina ottenuto da mele tradizionali di montagna è quello del Frutto Permesso, da varietà antiche, Presidio Slow Food
  • le polpa di mela: una squisitezza che unisce le virtù di una mela appena tagliata con la praticità e il gusto di un dessert al cucchiaio. Su questo prodotto ha investito con grande visionarietà Daniele Franchetti, il nostro produttore di fiducia di mele delle Valtellina. Ha dato vita a una produzione di piccoli vasetti il cui contenuto è solo ed esclusivamente mela! Zero compromessi, per un risultato che si presta ad attrarre i più golosi, ma assolutamente indicato anche per i più piccoli per lo svezzamento. Provate per credere

Fermenti e Biodiversità

Mucca Cortenuova

La maggior parte dei prodotti che mangiamo è il risultato dello straordinario e misterioso mondo delle fermentazioni. Tanti minuscoli e invisibili microrganismi dialogano e si rapportano con le materie prime e gli elementi più essenziali alla base del nostro cibo mettendo in atto modifiche e piccoli capolavori della scienza.

Pane, vino, birra, formaggi, salami, prosciutti, conserve…. Infinito il bagaglio di prodotti, persino i più semplici e insospettabili.

Vediamo un esempio: lo yogurt! Questo derivato del latte non è nient’altro che un artefatto reso possibile dall’incontro tra il latte e una colonia di fermenti a cui fanno capo i celebri e decantati Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus termophilus. L’opera dei due alleati consiste nella trasformazione del lattosio (lo zucchero contenuto nel latte) in acido lattico.

Ma cosa contribuisce a rendere uno yogurt diverso dall’altro? Tantissimi i fattori: anzitutto, occorre considerare che la fermentazione è sinonimo di vita quindi di biodiversità. E la bioversità, appunto, non può essere omologazione. Poi, da non sottovalutare, la differenza della materia prima di partenza, ovvero il latte e di eventuali ingredienti aggiunti, quale frutta, zuccheri e in alcuni (peggiori) casi, addensanti, coloranti, aromi artificiali. E per finire, la tecnologia: ciascuna azienda si affida a sfumature differenti che portano lo yogurt ad assumere consistenze variegate. Anche a parità di ricettazione, c’è quello cremoso, quello liquido, quello compatto, più o meno granuloso, quello denso, ecc. E’ il gusto personale che porta a scegliere una tipologia piuttosto che l’altra.

Anche all’interno del mondo Cortilia, non mancano queste differenze!

Chi vuole una tipologia più liquida, dall’aspetto vellutato può scegliere lo yogurt BIO di Cascina Cortenuova.

Gli amanti del genere più compatto possono optare per lo yogurt dell’azienda Il Fornasotto.

I più “romantici”, a cui piace il genere “oggi più compatto, domani meno”, devono affidarsi allo straordinario yogurt di Zipo.

I tenerumi…. una simpatica novità dalle nostre campagne

L’agricoltura è prima di tutto contaminazione di idee, culture, intrecci di storie e tradizioni, lontane o vicine, alcune radicate ormai da secoli – si pensi all’ingresso in Europa del pomodoro o della patate nel Cinquecento, altre più recenti.

In questi tempi, la tradizione agricola che – a detta di tutti è un’innovazione ben riuscita – passa attraverso non solo il recupero di prodotti antichi appartenenti al territorio, ma anche per la scoperta e l’inventiva degli agricoltori di voler scoprire cose vuole, esperienze di ruralità curiose e mai banali. E’ da questa iniziativa che è nata l’idea dei Fratelli Scotti, in quel di Mediglia, alle porte di Milano, di coltivare alcuni ortaggi nuovi, o meglio, nuovi in rapporto alla tradizione orticola meneghina.

Un esempio su tutti, già testato e forse da alcuni assaggiato già lo scorso anno, è rappresentato dai Tenerumi, un’originale verdura a foglia.

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Non ne avete mai sentito parlare? Ecco un buon motivo per provate questa squisita icona della cultura orticola siciliana.  Si tratta delle foglie tenere della pianta delle zucchine, più precisamente della zucchina “serpente”, lunga e stretta. Le foglie si sbollentano in acqua e si usano come fossero spinaci. Ottimi soffritti con pomodoro e cipolla come sugo per la pasta.