Come fare la spesa per tutta la settimana

Abbiamo già scritto di meal prep e di come organizzare la spesa per tutta la settimana. Oggi dobbiamo cambiare qualcosa. Il nostro obiettivo è sempre stato trasmettere l’idea di spesa intelligente al fine di ridurre gli sprechi ma soprattutto di risparmiare tempo. Oggi ci troviamo invece a definire un’organizzazione della cucina dove possiamo e vogliamo dedicare più tempo a cucinare, permettendoci di fare meno spesa e preparare più pasti, passando anche un po’ di tempo in famiglia. Impariamo quindi a fare acquisti intelligenti e a gestire al meglio i prodotti che abbiamo in casa così da ridurre la frequenza con cui facciamo la spesa.

Ci avete chiesto in tanti dei consigli pratici per organizzarsi al meglio, e abbiamo preparato una lista di consigli per permettervi di fare la spesa ogni 7-10 giorni: in questo modo aiuterai anche noi a ridurre il numero delle consegne e fare spazio ad altri utenti.

Abbiamo già parlato del metodo del meal prep per organizzare la spesa settimanale, ma qui vogliamo approfondire il tema con consigli specifici per questo momento di emergenza.

Ecco i nostri consigli per fare una spesa settimanale intelligente.

1. Fai un inventario

Per un efficace organizzazione della spesa settimanale dovrai partire da qui: un vero e proprio inventario delle scorte alimentari già disponibili nella tua cucina sarà la base da cui partire per programmare la tua prossima spesa a domicilio. Metti giù una lista di ciò che hai in frigo, freezer e dispensa, annotando il numero di porzioni per ogni alimento.

2. Crea un menu settimanale

Quanti siete in famiglia? Fai un breve calcolo di ciò di cui avete bisogno per 7 giorni o più. Per facilitare questo calcolo puoi scaricare un calendario per menù settimanale o creare una semplice tabella: giorno per giorno scrivi cosa mangerete a colazione, pranzo, merenda e cena moltiplicandolo per i componenti della tua famiglia. Libera la fantasia e programma i piatti della settimana, cercando di avere ricette complete dal punto di vista nutrizionale e di variare sempre giorno dopo giorno.
Come? Ricorda che con lo stesso ingrediente puoi creare più di una ricetta. Ad esempio, se acquisti gli asparagi, puoi utilizzarne metà per una torta salata a cena e metà per un risotto a pranzo il giorno dopo. Utilizza lo stesso metodo per creare il tuo menu!

3. Fai la lista della spesa

A questo punto puoi stilare la lista degli alimenti che ti servono in base al menu settimanale. Suddividi gli alimenti in macro aree: verdura, frutta, cereali, legumi, formaggi, carne, pesce, dispensa e ingredienti base. Dai un’occhiata all’inventario per verificare che ci siano ingredienti base come pasta, cereali, farina, passata di pomodoro, olio e condimenti. Non dimenticare nella tua lista qualche spuntino, e magari una birra o un vino per una serata speciale… Via con la spesa!

4. Sistema frutta e verdura fresca

Quando la spesa sarà a casa tua, sistemala con questi piccoli accorgimenti e vedrai che non sprecherai nulla, e soprattutto ciò che hai comprato ti basterà per diversi giorni!

Verdura – Dividi la verdura in base a quale vorrai mangiare cruda e quale cotta. Per conservarla una settimana dovrai consumare prima quella che mangerai cruda, ad esempio insalata e verdure in foglia, e poi quella cotta o meno deperibile come carote, finocchi, zucca, patate e cavoli. Il tuo alleato sarà il freezer: lava e taglia la verdura preparando dei pratici sacchetti per minestroni o vellutate, per contorni e per il soffritto. Le verdure a foglia come spinaci o bietole possono essere surgelate crude (lavate) o già cotte. Ti basterà spadellarle o immergile in acqua bollente per un paio di minuti per ravvivarli all’occorrenza.
Frutta – La frutta più delicata e deperibile, come le fragole, va conservata in frigorifero e consumata per prima, invece mele, pere e arance ad esempio hanno una conservabilità maggiore. Per assicurarti di arrivare a fine settimana con la tua frutta preferita a disposizione, puoi frullare una parte di frutta e versala direttamente nello stampo dei gelati insieme a un goccio di acqua per avere dei deliziosi sorbetti perfetti per merenda, oppure puoi surgelarla a pezzi e poi frullarla al momento per creare dei cremosi frullati per merenda.

5. Conserva carne e pesce

Controlla la data di scadenza e tieni in frigo la carne e il pesce che secondo il tuo menu prevedi di consumare entro la scadenza: riponi in freezer tutto il resto! Presta attenzione solo a verificare che il pesce non sia decongelato: se lo è, non può essere nuovamente congelato e va consumato subito. In questo articolo trovi tutti i nostri consigli su come organizzare il freezer e come decongelare gli alimenti.

6. Organizza la dispensa

Pasta, cereali e sughi – Tieni una buona scorta (senza eccedere negli acquisti, non ce n’è bisogno!) cercando di variare tra tipi di pasta, riso e cereali diversi per creare primi, insalate e zuppe sempre nuove; nel caso di cereali a lunga cottura, puoi cucinarli in anticipo in quantità maggiori e conservarli cotti in frigo per un paio di giorni.

Legumi – Ecco un ottimo alimento da acquistare secco o già cotto da tenere sempre in dispensa pronto per minestre, insalate o primi piatti. La primavera è la stagione dei legumi freschi: anche questi, se non vuoi consumarli subito per dare la precedenza alle verdure più deperibili, puoi surgelarli e mangiarli in un secondo momento! Scopri in questo articolo come cuocerli al meglio.

Pane – Porziona il pane fresco tenendo quello che ti serve per un paio di giorni e surgela il resto. Ti basterà passarlo qualche minuto in forno per farlo tornare morbido. Se invece hai voglia di pane sempre fresco… non ti resta che cimentarti a prepararlo in casa: segui la nostra ricetta del pane di grano duro in pochi passaggi, oppure scopri la nostra ricetta dei cracker e dei frollini salati con pochi ingredienti!

Seguendo questi pochi e semplici consigli potrai goderti pasti con tutta la famiglia per più giorni, variando la dieta e passando del tempo a cucinare. Maniche su, grembiule allacciato e via!

Cortilia e vinci!

Inizia settembre, il mese del ritorno alle buone abitudini. Chi torna al lavoro, chi comincia la scuola, chi si iscrive in palestra, chi riprende corsi e progetti lasciati a metà.

E se sei fan di Cortilia, tornare alle buone abitudini ti premia! Per tutto il mese di settembre, fai incetta di prodotti sani e genuini e partecipa alla nostra operazione a premi “Cortilia & Vinci“.

Se effettui almeno 4 spese del valore minimo di 59€, riceverai bellissimi libri di cucina scelti da noi per farti divertire ai fornelli con nuove ricette. Ecco i premi in palio!

PREMIO 1

LUNCH BOX, L’Ippocampo Edizioni
In regalo con 4 spese effettuate nel mese di settembre ognuna dal valore minimo di € 59,00.

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+ CEREALI NEL PIATTO, L’Ippocampo Edizioni
In regalo con 4 spese effettuate nel mese di Settembre* ognuna dal valore minimo di € 79,00.

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+ TARTINE E CROSTINI, L’Ippocampo Edizioni

In regalo con 4 spese effettuate nel mese di Settembre* ognuna dal valore minimo di € 99,00

Vuoi saperne di più? Scopri tutti i dettagli sul nostro sito nella pagina dedicata.

Meal prep: come risparmiare tempo programmando la spesa e il menu settimanale

A volte, con i ritmi serrati della settimana lavorativa non c’è abbastanza tempo per fare la spesa con calma, per cucinare piatti sfiziosi e dedicarsi alla preparazione dei pasti della famiglia come si vorrebbe. Però una soluzione c’è! Un modo intelligente e zero-waste che permette di organizzare il menù settimanale familiare in anticipo e senza sprechi: il meal prep!

È un metodo molto semplice! Semplicemente si impegnano in cucina un paio d’ore del sabato o della domenica per preparare le basi per il menù settimanale che consumeremo poi dal lunedì al venerdì.

Il meal prep ti permetterà di organizzare la spesa razionalmente, di preparare in anticipo le basi per i pasti della settimana in maniera equilibrata, organizzata e veloce, di evitare di stare troppo tempo ai fornelli durante il giorno, di sprecare meno cibo e di mangiare piatti sfiziosi in poco tempo!

È sufficiente qualche ora in cucina nel fine settimana per avere 5 pranzi e 5 cene a disposizione per i giorni successivi!

Scopriamo insieme come: ecco il meal prep passo dopo passo!

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1. DECIDI IN ANTICIPO IL TUO MENU SETTIMANALE. Sono a disposizione sul web diversi planner colorati e pratici scaricabili gratuitamente, perfetti per organizzare i pasti della settimana in anticipo, riducendo sprechi e perdite di tempo! Un bellissimo esempio sono i planner scaricabili di Stella Bellomo.

Inizia a compilare il tuo planner con i pasti della settimana che hai scelto giorno per giorno. Parti dalla colazione, segui con il primo spuntino, il pranzo (anche se mangi al lavoro è possibile organizzare un bento o una schiscetta sana ed equilibrata da portare con te), la merenda e infine la cena. Il tuo planner ti sarà utile anche per fare la spesa settimanale avendo ben chiaro cosa ti servirà e riducendo o magari azzerando del tutto gli sprechi alimentari e (qui sta il lato davvero sorprendente) senza mai più trovarti con la dispensa sfornita!

2. PROGRAMMA LA SPESA SULLA BASE DEL MENU SETTIMANALE. Prima di fare la spesa, scrivi su un foglietto quello che ti serve seguendo le ricette che hai scelto di preparare per la tua famiglia durante la settimana e fai la spesa on line su Cortilia. Puoi fare la tua spesa un giorno prima, comodamente a casa tua e la riceverai dove vuoi e all’orario più comodo per te.

3. FAI UNA SPESA IL PIÙ POSSIBILE ZERO-WASTE. Acquista i prodotti freschi nelle quantità che ti servono per la settimana: in questo il tuo planner ti sarà di grande aiuto. Ma fare una spesa zero-waste vuol dire anche pensare allo spreco non alimentare. Sapevi che fare la spesa su Cortilia ti aiuta a ridurre al minimo gli imballaggi che diversamente acquisteresti facendola al supermercato? Infatti, la maggioranza dei nostri prodotti hanno confezioni in carta, vetro o in materiali riciclabili. Inoltre non ci sono intermediari tra noi e i nostri produttori: questo fa sì che i prodotti impieghino poco tempo e poca strada per arrivare a casa tua, riducendo costi ed emissioni dovute al trasporto e garantendo sempre prodotti freschissimi!

4. CONSERVA BARATTOLI DI VETRO E CONTENITORI E ORGANIZZA LA DISPENSA. Fondamentale prima di iniziare a cucinare le basi del tuo meal prep è organizzare la tua dispensa in modo che tu abbia vasetti e contenitori ermetici adatti per poter conservare i cibi in frigorifero. Puoi riutilizzare i contenitori di vetro che ricevi con la tua spesa Cortilia!

5. PRENDITI DUE ORE DURANTE IL WEEKEND PER DEDICARTI AL MEAL PREP. A questo punto ci sei! Una volta che sai che cosa cucinare, che hai le materie prime per le tue ricette e i contenitori per conservarle, sei pronto per iniziare! Prepara tutte le basi per i pasti settimanali, cuocendo verdure, cereali, legumi, preparando gli impasti, le basi per torte salate o pasta fresca, i dolci, pane casereccio, ecc. e pulendo, lavando e asciugando bene frutta e verdura già pronta per l’uso.

6. ORGANIZZA IL FRIGORIFERO! Non ti resta che riporre tutto ciò che hai preparato in sicurezza negli appositi contenitori ermetici e conservarli in frigorifero per utilizzarli durante la settimana. Così ogni giorno con l’aiuto delle basi preparate avrai tutto ciò che serve per i tuoi pasti nelle quantità giuste, senza sprechi e senza mai ritrovarti con il frigo vuoto!

Birrificio Opera… eccellenza artigianale

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Il mondo delle birre artigianali è approdato anche in provincia di Pavia… Eccoci pronti a raccontarvi una nuova storia, quella del giovane Luca Boselli, un ragazzo appassionato dell’arte birraria che, a partire dal 2012, ha concretizzato il suo sogno.

In squadra assieme all’amico Piero Colombo, Luca è l’artefice di una produzione fedele ai canoni del mondo artigianale. Le materie prime sono selezionate con scrupolo e attenzione maniacale in diverse parti del mondo, tenendo fede agli stili originali da cui si ispirano le differenti birre.

L’azienda, forte anche dell’alto livello professionale e tecnologico, è diventata anche un riferimento per alcune micro realtà che si stanno avventurando nel mondo della birra artigianale, fungendo da supporto produttivo.

Le birre selezionate che avete modo di assaggiare sono le più semplici, ma non per questo banali. Anzi. Parliamo di birre che si distinguono nella loro diversità per la bevibilità e la freschezza. Eccole nel dettaglio:

Birra Dorado Golden Ale

La Dorado è una birra chiara ad alta fermentazione, non filtrata e non pastorizzata, stile Golden Ale. E’ fresca con una leggera sfumatura agrumata di fondo.

Birra Lyra Pils

La Lyra Pils è una birra chiara a bassa fermentazione, non filtrata e non pastorizzata, sitle Pils Keller. A caratterizzarla sono aromi delicati, freschi ed erbacei, seguiti dai mielosi sentori di malto.

I tenerumi…. una simpatica novità dalle nostre campagne

L’agricoltura è prima di tutto contaminazione di idee, culture, intrecci di storie e tradizioni, lontane o vicine, alcune radicate ormai da secoli – si pensi all’ingresso in Europa del pomodoro o della patate nel Cinquecento, altre più recenti.

In questi tempi, la tradizione agricola che – a detta di tutti è un’innovazione ben riuscita – passa attraverso non solo il recupero di prodotti antichi appartenenti al territorio, ma anche per la scoperta e l’inventiva degli agricoltori di voler scoprire cose vuole, esperienze di ruralità curiose e mai banali. E’ da questa iniziativa che è nata l’idea dei Fratelli Scotti, in quel di Mediglia, alle porte di Milano, di coltivare alcuni ortaggi nuovi, o meglio, nuovi in rapporto alla tradizione orticola meneghina.

Un esempio su tutti, già testato e forse da alcuni assaggiato già lo scorso anno, è rappresentato dai Tenerumi, un’originale verdura a foglia.

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Non ne avete mai sentito parlare? Ecco un buon motivo per provate questa squisita icona della cultura orticola siciliana.  Si tratta delle foglie tenere della pianta delle zucchine, più precisamente della zucchina “serpente”, lunga e stretta. Le foglie si sbollentano in acqua e si usano come fossero spinaci. Ottimi soffritti con pomodoro e cipolla come sugo per la pasta.

C’è pollo e pollo!

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Qualcuno avrà sicuramente in mente la nota pubblicità degli anni Settanta (rimasta immutata per oltre vent’anni), corredata da sonora canzoncina, del celebre galletto industriale che svolacchiava sereno e felice nelle nostre case e tra i nostri fornelli… Ebbene, abbandonate questo mito nostalgico di successo e concentratevi piuttosto su qualcosa di vero, autentico e di reale valore agricolo…

Pollo, pollame, galline e tutto ciò che si configura all’interno della macro famiglia dei “pennuti” meritano un po’ più di attenzione e sensibilità… Ecco di cosa tener conto nella scelta della migliore “carne bianca”.

Di primaria e di imprescindibile importanza, la modalità con cui si alleva e si ingrassa un pollo è la base da cui partire. Un allevamento virtuoso permette di garantire il fatidico e centrale tema del benessere animale, espressione di un consumo etico e sostenibile sempre più attuale e sentito. Allevare bene un pollo è, inoltre, garanzia di una qualità sensoriale maggiore, di un’esperienza gastronomica sincera e trasparente, nonché una risposta tangibile alla massa di polli industriali che inondano il mercato.

Nel concreto: un pollo virtuoso secondo Cortilia è il risultato di un allevamento non inferiore a 60-80 giorni, alimentato con cereali e integrazioni di prima qualità. Senza ricorrere a miti bucolici del pollo libero giorno e notte per corti e cascine (irrealistici se si vuole garantire costanza produttiva), un pollo di qualità deve avere il giusto spazio per muoversi, razzolare come è nell’istinto naturale dell’animale. Insomma, niente a che vedere con il drammatico scenario industriale.

In virtù di questo e a prova che un pollo diverso è possibile, ecco una proposta che giunge da un’azienda agricola del territorio milanese.

Si tratta del pollo della Cascina Lassi, un prodotto esclusivo, allevato libero nel pieno rispetto del benessere animale e alimentato con cereali di produzione propria da agricoltura BIO. Un pollo di oltre 90 giorni, della varietà “collo nudo” che ha la particolarità di sviluppare soprattutto il petto. Buono, raro, rivoluzionario… Provare per credere!

Il Km0… un concetto superato?!

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Evviva il cibo locale. Evviva le nostre campagne e le centinaia di agricoltori e artigiani che ogni giorno lavorano e valorizzano il nostro territorio. Evviva il cavolo appena raccolto e che in poche ore giunge nel nostro piatto.

Sono tante, forse infinite, le parole che accompagnano il cibo dei nostri giorni. Tra queste il fatidico e abusato concetto del Km0. Un termine tanto ricco di simbologia, quanto vuoto di contenuto e concretezza. Vediamo perché.

Km0 è un slogan che risale ad alcuni anni fa quando si è imposto nel vocabolario alimentare con ambizione e coraggio, con l’idea di diffondere una cultura alimentare e di approvvigionamento del cibo che ponesse attenzione all’origine e alla prossimità. Una nobile causa – così possiamo definirla – che è servita ad accendere dibattiti, interessi trasversali e un’acuta sensibilità del consumatore attorno alle produzioni locali e al territorio. In pochi anni il Km0 è entrato nella bocca di tutti – istituzioni, cittadini, contadini, produttori, artigiani, commercianti e persino nei supermercati -, sostenuto dalla sua stessa ambiguità e attrattiva illusoria.

Da semplice sirena, il Km0 è sprofondato senza controllo nel mondo del consumo e della fruizione del cibo, al punto da diventare un’etichetta, un sigillo distintivo (non regolato!) in fase di acquisto.

Sotto al cappello del Km0 si sono innalzati migliaia di iniziative di vendita diretta, sotto forma di mercati rionali, ambulantati, fiere e tanto altro. Tutti progetti di grande valore se si pensa all’impatto positivo per i bilanci delle aziende agricole locali, ma che non possono alimentare il proprio successo sulla base di abbagli commerciali, se non addirittura raggiri.

Per fare un esempio, un mercato che fonda la propria identità e attrattiva sul Km0, situato a Milano nella prima settimana di dicembre, dovrebbe esporre una gamma di prodotti orticoli limitata a cavoli, gli ultimi finocchi, zucche, porri, qualche insalatina invernale e poco altro. Come si giustifica, invece, la presenza dei meravigliosi carciofi, delle immancabili e destagionalizzate carote, cardi, sedano, ecc? Per non parlare della frutta: tralasciando gli agrumi che sono palesemente provenienti dal Sud, che ne è di mele, pere e kiwi?

Non varrebbe la pena andare oltre al mero slogan del Km0 e valorizzare le aziende agricole locali anche per quello che sono e per quello che offrono realmente? Anziché mascherare sotto all’ombra dell’ambiguità chilometrica un prodotto che non può (ed è bene che non lo sia) locale e di produzione aziendale, non è più efficace e strategico puntare sulla trasparenza? Ad esempio esponendo le origini chiare e precise di tutti i prodotti (oltre agli obblighi di legge: la normativa impone l’obbligo di dichiarare l’origine espressa come “paese di provenienza” es. Italia). Perché illudere e disinformare facendo credere che sia tutto locale quando non lo è?

Andare oltre al Km0 diventa un compito diffuso e necessario per fare chiarezza e diffondere una cultura alimentare che valorizzi l’autenticità dei nostri agricoltori, che premi le nostre campagne per quello che sono, a partire dal convivere con serenità nell’accettare i limiti strutturali, climatici, colturali e culturali che hanno. Scopriremo, ad esempio, che una mela nel Parco Sud di Milano (salvo in qualche raro e sporadico orto domestico) non ha senso cercarla, perché le peculiarità e le potenzialità agricole di questo straordinario territorio sono altre (riso, cereali, alcune orticole, allevamento). In compenso esiste – a non meno di 300 km dalla città – una comunità straordinaria di famiglie di agricoltori e cooperative che tra la Valtellina, il Trentino, l’Alto Adige porta avanti una cultura melicola che dà origine a mele decisamente migliori sotto ogni punto di vista.

Senza scadere nei soliti dibattiti retorici – ad esempio meglio un pomodoro Km0 coltivato artificialmente in idroponica in serre riscaldate a dicembre o un pomodoro siciliano biologico raccolto nel pieno della maturazione in una zona fortemente vocata? – impegniamoci a conoscere il nostro territorio e i nostri agricoltori.