Filiera corta: testimoni eccellenti e comodità per tutti

Il cibo a chilometri zero ha estimatori eccellenti, molto, molto, molto in alto. Si è appreso da poco, infatti, che sulla tavola di Papa Ratzinger arrivano solamente frutta, verdura, carne e latticini prodotti e raccolti nel terreno che circonda la villa pontificia di Castelgandolfo. Dunque tutti alimenti dalla tracciabilità certa, freschi freschi per il pontefice.

L’azienda agricola di Castelgandolfo, però, non si limita a produrre solo per il Papa, ma vende i propri prodotti al supermercato che si trova all’interno delle Mura leonine.

Anche al di fuori dei confini geografici della nostra penisola, la tendenza del Km0 si sta diffondendo. Oggi non si può fare a meno di citare l’esempio della fresca coppia principesca d’Inghilterra, William e Kate. I due, a quanto pare, si impegneranno per la sostenibilità ambientale lungo il solco tracciato dalla regina Elisabetta e da Carlo, da tempo sono impegnati nella promozione della cultura verde e dei prodotti locali. In sella da lunghi anni, ma al passo con i tempi, la regina – tra le altre iniziative – ha inaugurato un orto urbano nel giardino di Buckingham Palace a Londra, mentre da tempo, nelle tenute della famiglia reale, si producono prodotti biologici e freschissimi messi poi in vendita nel mercato locale.

I due freschi sposini non sembrano essere da meno: la loro tenuta nelle campagne della Cornovaglia sarà in parte destinata alla produzione di frutta e verdura per l’autoconsumo e anche il loro ricchissimo banchetto di nozze (degno di un re) è fornito con prodotti locali.

Lasciando da parte gli esempi eclatanti, tuttavia, si rimarca come l’aspetto positivo della filiera corta sia che chiunque può avere accesso ai prodotti locali, sempre freschi e genuini. Ovviamente, non tutti possono avere a disposizione immense tenute da dedicare alla coltivazione dei propri ortaggi, ma quasi tutti possono provare a coltivare verdure sul proprio balcone. Nel caso, infine, l’agricoltura non faccia per voi, potete sempre ordinare la vostra spesa online e – se siete a Milano – Geomercato ve la porterà direttamente a casa.

Sostenibilità e sprechi: dove stanno i surgelati?

Una recente indagine riportata da Carla Massi sulle pagine del Messaggero dipinge gli italiani come pigri e frettolosi in cucina.

A quanto pare gli italiani hanno sempre meno tempo da dedicare alla cucina, pertanto ricorrono con grande facilità all’uso di cibi pronti, precotti e surgelati. Stando ai risultati della ricerca, gli italiani riempirebbero i carrelli della spesa di cibo già pronto non solo per quanto riguarda i prodotti tricolore doc (pizza, pasta e sughi), ma anche di frutta e verdura già confezionate, lavate, pulite e tagliate.

“Negli ultimi dieci anni – spiegano gli analisti della Coldiretti – le quantità di verdure pronte per l’uso in sacchetto acquistate dagli italiani sono più che triplicate e oggi vengono acquistate da un italiano su due per la necessità di risparmiare tempo, ma anche per l’esigenza di mantenere la linea con cibi freschi. Si stima che lo scorso anno il volume dell’ortofrutta confezionata abbia superato i 100 milioni di chili”.

Ma una scelta di questo genere ha un impatto diretto sulla sostenibilità ambientale, e l’opinione pubblica inizia a prendere coscienza di tale aspetto. Si moltiplicano perciò le informazioni volte a convincere il consumatore della bontà delle proprie scelte d’acquisto.

Ormai anche i produttori hanno capito che quello della sostenibilità è un tema che, nel bene o nel male, fa discutere e così cercano di tirare acqua al proprio mulino. L’Istituto Italiano Alimenti Surgelati, per esempio, precisa che – nel caso dei “cibi da congelatore” – la quasi totale assenza di sprechi e la quantità ridotta di energia necessaria alla loro cottura li renderebbe ingredienti perfetti per una cucina sostenibile ed ecologica.

Ma ne siamo proprio sicuri? Gli alimenti surgelati hanno i loro pro e i loro contro. Se è vero che spesso non necessitano di essere lavati, cosa che consentirebbe un risparmio idrico, possiamo davvero escludere che questo spreco non avvenga nella fase iniziale della produzione? E che dire del packaging e dello spreco che esso crea?! Inoltre state pur certi che gli ortaggi presenti nelle confezioni dei banchi-frigo (a proposito…quanto consumano?) non vengono dalla fattoria fuori porta, ma percorrono molti chilometri prima di arrivare nei supermercati.

Tuttavia da anni ormai i surgelati rappresentano una comodità irrinunciabile, soprattutto per chi o non ha una grande passione per i fornelli oppure per chi non ha tempo da dedicare alla cucina. E allora che fare? Semplice, la spesa online di prodotti a filiera corta consente di risparmiare tempo senza rinunciare al gusto genuino degli alimenti, con un occhio di riguardo al tema della sostenibilità ambientale.