Tartellette di frolla all’uva e crema cotta al rosmarino

Il rosmarino è un’erba speciale, che si presta a coniugarsi con il salato e con il dolce. In queste tartellette dona carattere al sapore dell’uva: noi abbiamo usato quella bianca, ma se trovaste ancora quella fragola, sarà ancora più indicata per la preparazione.torine3RIngredienti per 6 tartellette:

Per la frolla
2 tuorli
250 g di farina
100 g di zucchero
125 g di burro

Per il ripieno
1 uovo intero  e 1 tuorlo
250 ml di latte
100 g di zucchero
35 g di fecola di patate
1 rametto di rosmarino
1 grappolo d’uva

Preparate la frolla: impastate velocemente il burro con lo zucchero e la farina e unite poi gli altri ingredienti , lavorando rapidamente e formando infine un panetto che metterete a riposare in frigo per qualche ora.
Dividete la sfoglia in stampi da tartelletta e tenete in frigorifero.
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Preparate la crema: scaldate il latte e metteteci in infusione il rosmarino. Intanto sbattete le uova con la fecola e lo zucchero.
Unite il latte a filo e riportate sul fuoco a far addensare leggermente.torine2RDisponete sul fondo di ogni tartelletta qualche acino d’uva tagliato a pezzetti e coprite con la crema . Infornate a 165°C per circa 25 minuti, fino a che la crema sarà dorata e appena gonfia.

Crocchette di melanzane

Le ultime melanzane dell’orto sono ancora disponibili sul mercato… dopo la pasta alla norma, il baba ganoush, le pizzette, è ora di trasformarle in succulente polpettine!polpetteRIngredienti per circa 15 polpettine (dimensione una noce):
2 melanzane medie
pane grattuggiato qb (circa 4 cucchiai)
6 cucchiai di grana lodigiano
1 uovo
aglio
prezzemolo
sale

La sera prima, o comunque in tempo perché possano ben freddarsi, cuocere in forno a 180° per circa 30 minuti le melanzane intere, fino a che saranno ben morbide.Crocchette di melanzane1RPoi sbucciarle, e frullare la polpa. Unire alla polpa gli altri ingredienti, aggiungendo pane quanto basta per avere un composto adatto a formare delle polpettine. Mettetele in forno, su una teglia appena unta e spolverizzatele con un cucchiaio di pane grattugiato.Crocchette di melanzane-2RCuocete a 200°C con grill acceso fino a che le polpette saranno dorate. Volendo potete anche friggere le polpettine, che ne guadagneranno ulteriormente in gusto.

Granita alle pesche

Una buona granita fatta in casa, con frutta fresca e poco zucchero, perfetta per la merenda dei bimbi…e dei grandi!granita alle pesche 1RIngredienti:
6 grosse pesche mature
100 g di zucchero
circa 250 ml di acqua

Pulite le pesche, e con una centrifuga estraetene il succo. Dovrete ottenerne circa 400 ml. Se non avete la centrifuga, potete frullare la polpa di 250 g di pesche molto mature, e unire poi un quantitativo maggiore di acqua. L’importante è che alla fine il totale del liquido sia di 650 ml. granita alle pesche 2RUnite lo zucchero e mescolate bene.
Versate in un contenitore in vetro richiudibile, e mettete in freezer.granita alle pesche 3RPassate tre ore riprendete il contenitore e mescolate con una frusta per rompere i primi cristalli. Lasciate in freezer di nuovo per circa 6 ore poi frullate la granita che si sarà indurita con un frullatore a immersione.  Potete servirla, o rimetterla in freezer. Al momento di servire se doveste notare blocchi di ghiaccio troppo grandi, date una nuova passata al mixer.

Spaghetti alla crema di verdure

Un piatto rapido, che si prepara nel tempo di cottura della pasta. Senza cuocere il sugo, senza formaggi ( esclusa l’aggiunta finale della ricotta salata, che può essere sostituita da scaglie di mandorle tostate). Un primo delizioso, che si può gustare anche tiepido.spaghetti in crema ortolana cruda 4RIngredienti per 4 persone:
320 g di spaghetti
4 zucchine medie
1 peperone rosso
1 spicchio di aglio
2 rametti di basilico
2 rametti di origano fresco
3 fette di pane casereccio morbido
circa 50 ml di olio evo
sale
ricotta salata o scaglie di mandorle per servire.

Pulite le verdure, affettandole a pezzetti grossolani. Eliminate l’anima all’aglio e tagliate il pane a tocchetti.spaghetti in crema ortolana cruda 1RMettete l’acqua della pasta a bollire e versate la pasta quando sarà il momento giusto.

Versate tutte le verdure, il pane, e le spezie nel frullatore, e azionatelo. Quando le verdure cominceranno ad essere tritate, aggiungete poco alla volta, a filo, l’olio, fino a che la crema sarà densa ( potrebbe volercene un po’ meno). Lasciate in azione il frullatore fino a che il pesto non sarà perfettamente liscio e cremoso.spaghetti in crema ortolana cruda 2RScolate la pasta tenendo da parte una ciotolina dell’acqua di cottura, versatela nel condimento, unite un po’ di acqua per rendere fluida la salsa, mescolate e servite.

Vademecum per un’ottima pizza fatta in casa

Pizza1RE’ sempre tempo di pizza! Anche soffocati da questo caldo, il disco di pasta di pane su cui si nidificano i più svariati condimenti, rimane uno dei più ambiti artefatti gastronomici. E allora, perché non rinunciare alle talvolta assillanti e caotiche pizzerie o al retrogusto di cartone delle versioni “a domicilio” e farsi la pizza in casa?

Ecco alcuni suggerimenti tecnici per un’ottima riuscita.

Come sempre occorre partire dalle materie prime. Nessun compromesso è accettato:

1) La farina: senza sprofondare nei tecnicismi, il successo di una pizza è fortemente legato alla lievitazione, processo straordinario dipeso dalla “forza” della farina. A livello domestico ci si può accontentare di una farina di grano tenero 0, senza bisogno di ricorrere alle versioni super raffinate con i limiti nutrizionali che ne conseguono.

Ovviamente ci si può sbizzarrire con tipologie più rustiche, in cui la componente integrale arricchisce di gusto e di vissuto nutrizionale la pizza. Lo stesso dicasi per farine estemporanee, come farro, segale e tanti altri grani antichi.

2) L’impasto. Anche qui, non serve munirsi di un’impastatrice professionale per poter ottenere un ottimo risultato. Non sottovalutiamo, tuttavia, la centralità di questo momento. L’incontro tra la farina e l’acqua, sotto l’azione delle nostre mani (o dell’impastatrice), dà vita ad una serie di meccanismi chimico-fisici che modifica le proprietà della farina e dà origine all’impasto. Il più importante di questi processi è la formazione del glutine. La “forza” della farina è determinante nella produzione di glutine. Usare sempre acqua fredda!

3) La lievitazione. Il misterioso processo di trasformazione è reso tale dall’azione dei lieviti. Ma quali lieviti? Lievito madre o lievito di birra? Per praticità andiamo su quello di birra fresco, vale a dire il tradizionale panetto che si compera ovunque. Rappresenta un ottimo compromesso di praticità e riuscita. Fondamentale è usarlo in dosi moderate. Per un chilo di farina è sufficiente un terzo di panetto da 25 grammi.

4) Il riposo. Fondamentale è l’attesa. Sebbene temperature elevate e dosi massicce di lievito possano accelerare la riuscita del nostro impasto, la qualità e, soprattutto la digeribilità della pizza, sono in stretta relazione con il tempo. Più tempo si decide di dedicare al riposo, meno lievito si può aggiungere perché ha più tempo per fare il suo lavoro. E’ consigliabile far riposare la pasta a temperature basse (intorno ai 10 gradi). Il freddo, infatti, rallenta il primo processo lasciando al lievito tutto il tempo di svolgersi con calma.

5) I condimenti. Che dire? Sbizzarritevi con quello che più piace, senza dimenticare l’equilibrio tra pasta e farcitura.

6) Il forno. Valorizzate quello che avete, senza scrupoli e limitazioni. Ciascuno contribuirà a proprio modo a rendere la pizza originale e distintiva. La temperatura deve essere molto alta, mai inferiore ai 250 gradi. Ci si può aiutare con una pietra refrattaria che simula l’esperienza di cottura del forno a legna, ma benissimo anche una comune teglia.