Natale veggie si può!

Mettiamo da parte il mito dei capponi strafarciti, agnelli al forno, bolliti misti, arrosti e capitoni in tutte le salse. Lasciamo questi simboli dell’opulenza proteica agli onnivori e entriamo nel vivo di un Natale vegetariano. Il mondo vegetale è così ampio da regalare ogni bendidio. Basta aguzzare la mente, accostare gli ingredienti giusti, un pizzico di fantasia e il gioco è fatto: dall’antipasto al dolce, tutti soddisfatti, compresi molti non vegetariani.

Ecco qualche idea, senza rinunciare all’estetica.

Centralità alle verdure di stagione! Broccoli e cavolfiori possono diventare una base per squisiti flan, realizzati con uova, un goccio di panna e cotti in forno. Accompagnati con una salsa di taleggio, sono una libidine per il palato.
C’è da sbizzarrirsi anche con le torte salate, una su tutte, la quiche, una base di pasta brisé con all’interno una mistura di uova, latte, cipolla stufata e la verdura che più vi piace.
I finocchi appena sbollentati si possono trasformare in piacevoli barchette da gratinare al forno con gorgonzola e noci.
Ma non mancano i classici del repertorio natalizio, in primis l’insalata russa, con patate, carote, piselli e della buona maionese casalinga, ma anche sottaceti,
Tra i primi, l’ampio mondo delle paste ripiene, dai tortelli, ai ravioli, agli agnolotti, ai cappelletti si prestano a entusiasmanti interpretazioni “veggie”. Pensiamo a un ripieno di castagne, ricotta e parmigiano. Un bel brodo, ovviamente vegetale, può essere la base per gli storici passatelli (un impasto di pane grattugiato, uova, buccia di limone, sale e noce moscata), ma anche per uno dei più svariati risotti. I legumi hanno un ruolo fondamentale nei secondi, ad esempio, con le lenticchie usate come base per arrosti o polpette vegetariani.

Per i dolci è bene affidarsi al classico repertorio delle feste: pandoro e panettone!

Metti un weekend al parco con i bambini a Milano

Ecco un’iniziativa all’insegna della sostenibilità che ci piace molto e vogliamo segnalare a chi ancora dovrà aspettare un po’ prima di partire per le vacanze, a chi è già tornato e a chi, quest’anno, non si allontanerà da Milano.

Sabato 14 luglio, dalle 10 di mattina alle 22, si terrà alla Cascina Molino San Gregorio (all’interno del bellissimo parco Lambro) una giornata all’insegna di attività per adulti e bambini.

Si inizia alle 10:00 con una lezione aperta di pilates, dalle 14:00 in poi ci saranno stand con prodotti agricoli del territorio allestiti in collaborazione con Coldiretti, dalle 14:30 verrà allestita una Ciclofficina dove si potrà imparare ad aggiustare da soli la propria bicicletta.
Alle 16:00, per i bambini dai 4 ai 9 anni, è previsto il laboratorio di pittura “Impara l’arte e giocaci”, dove con tempere e colori ognuno dipingerà il proprio autoritratto.

La festa prosegue anche durante la serata con un aperitivo a cura de Il Tempio d’oro a partire dalle 18:30 e alle 20:00 ci sarà l’esibizione della banda degli ottoni.

Solitamente portiamo le cascine a casa vostra, per una volta vi consigliamo di essere voi ad andare a visitare una cascina!

 

Il biologico non è sostenibile. Sarà vero? Storia di un eterno dilemma

Mangiare biologico non è solo una scelta consapevole a favore di un’alimentazione più sana, ma un comportamento con moltissime implicazioni etiche sulla salvaguardia del nostro ambiente naturale. La scelta individuale di portare in tavola cibi che siano sani e genuini e che mantengano, cioè, il più possibile inalterate le loro caratteristiche nutrizionali si sposa davvero con la causa della sostenibilità ambientale?

Parrebbe di no. Questo il grande paradosso evidenziato da un recente studio pubblicato su Nature. In sostanza, lo studio dimostra che l’agricoltura biologica, se estesa in modo generalizzato, avrebbe un impatto sull’ambiente e sulla biodiversità negativo. Il motivo è molto semplice: la coltivazione con metodo biologico ha una resa inferiore rispetto alla coltura convenzionale, quindi  per soddisfare il fabbisogno crescente di cibo sarebbe necessario andare a consumare moltissimo terreno, cosa che determinerebbe una maggiore deforestazione e perdita di biodiversità.

Lo studio, attraverso un’analisi comparativa delle rese relative al metodo di produzione biologico e a quello convenzionale, dimostra che le rese ottenute in agricoltura biologica sono in genere più basse – in media del 5% (ad es. per i legumi) rispetto a quelle dell’agricoltura convenzionale. In casi limite, le rese possono arrivare a essere inferiori del 13% quando, anziché le pratiche dell’agricoltura convenzionale, svengono usate le migliori pratiche biologiche e addirittura il 34% quando si parla di colture come i cereali .

Campagna

Secondo gli autori: “Anche se le rese sono solo uno dei vari benefici ecologici, sociali ed economici forniti da un particolare sistema di produzione agricola, è ampiamente accettato che avere alte rese sia un aspetto centrale per la sicurezza alimentare sostenibile su una superficie agricola limitata”.

Tuttavia, le rese sono solo una parte di una serie di fattori economici, sociali e ambientali che devono essere presi in considerazione nel misurare i benefici dei diversi sistemi di coltivazione.

Se è vero che nei paesi industrializzati la questione centrale è se i benefici ambientali della produzione biologica compensino o meno i costi della riduzione della produttività, nei paesi in via di sviluppo una questione chiave è se l’agricoltura biologica possa contribuire a nutrire una popolazione in costante aumento (che nel 2050 si stima potrebbe raggiungere i 9 miliardi di persone).

Forse la soluzione risiede nell’abbandonare la querelle che da anni vede contrapposte l’agricoltura biologica a quella convenzionale e nell’individuare soluzioni complementari a seconda dei diversi contesti territoriali nell’interesse comune.

Voi cosa ne pensate?

 

Fa' la cosa giusta, la fiera del vivere sostenibile. Noi ci saremo!

Vorreste acquistare solo da produttori locali? Fashion victim sì, ma soltanto del Critical fashion? Non rinuncereste alla bicicletta per niente al mondo?  E se vacanze devono essere, che sia un turismo sostenibile!

Vi riconoscete in questo profilo? Allora  Fa’ la cosa giusta! sembra essere stata pensata proprio per voi!

Ma cosa è?  Fa’ la cosa giusta! è la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili e si terrà a Milano, nei padiglioni di fieramilanocity, dal 30 marzo al 1° aprile 2012. All’esposizione prenderà parte anche geomercato.

Nata nel 2004 e ormai giunta alla sua nona edizione, la fiera ha come obiettivo quello di diffondere le “buone pratiche” di consumo e produzione e di valorizzare la specificità e le eccellenze.

Tutto ruoterà intorno all’ “Economia Solidale”, ambito a cui sempre più realtà produttive fanno riferimento. Se sostenibilità ambientale e responsabilità sociale sono temi così rilevanti al giorno d’oggi, come vengono tradotti nella realtà della mostra/mercato della fiera?

L’esposizione sarà articolata in 10 sezioni tematiche, che ospiteranno i 750 espositori:

Turismo consapevole

Abitare green

Commercio equo e solidale

Cosmesi naturale

Critical fashion

Il pianeta dei piccoli

Mangia come parli

Mobilità sostenibile

Pace e partecipazione

Servizi per la sostenibilità

Spazio narrativa

Indovinate dove sarà geomercato? Esatto: nella sezione Mangia come parli (padiglione 2). E dove altro, altrimenti?!

Chi viene a trovarci?

Il Social Network dei sapori locali!

I sapori locali si stanno conquistando sempre più spazio. Il mangiare a km0, ora, ha anche un Social network tutto suo: NewGusto.

Da tempo ormai si sente parlare del couchsurfing, pratica molto in uso per viaggiare low cost e conoscere gente nuova in tutto il mondo. “Perché non applicare lo stesso meccanismo anche al cibo?” si è chiesto qualcuno.

L’idea si è tradotta in NewGusto, la community riservata a chi ama girare il mondo e venire in contatto, in qualsiasi angolo del globo, con la cultura, le usanze e le tipicità gastronomiche locali. Lo scopo dell’iniziativa è proprio quello di consentire agli appassionati del cibo di condividere le loro esperienze allo slogan di “Share your Kitchen”, magari anche in viaggio.

Come funziona la community del cibo a km0? Molto semplice: registrandosi si può decidere di condividere la propria cucina con gli altri iscritti al sito. Al contempo, ovunque vi troviate, potrete vedere quale sia lo “chef” iscritto a NewGusto più vicino a voi e consultare le sue proposte. Potrete, dunque, decidere se accettare il suo invito e accordarvi per trovarvi tutti intorno a un’unica tavola. In questo modo sarà facile conoscere nuovi cibi o socializzare con le persone del luogo…magari proprio nella loro cucina! Potrete così scoprire piatti e sapori tipici di tutto il mondo direttamente a casa di chi li prepara.

Su NewGusto qualità e convenienza sono garantiti dai feedback dati direttamente dagli utenti.