Barba dei frati…questa sconosciuta

Il cambio di stagione ci mette alla prova e ci sfida a trovare ricette sempre nuove e al passo con la natura.

Tra le tante nuove verdure proposte questa  settimana su geomercato.it dai produttori agricoli, quella che senza dubbio a stuzzicato di più la nostra fantasia è stata la Barba dei frati.

Questa verdura è la piantina giovane della Salsola soda e a seconda delle varie regioni d’Italia è detta anche  Barba del Negus , Agretto, Lischi, Roscano, Baciccio, Liscaro, Senape dei monaci.

Ha foglie e fusto succulenti, di colore verde intenso dal sapore leggermente acidulo. È un ortaggio tipico della stagione primaverile e viene venduta a mazzetti. Una volta acquistata può essere conservata in frigorifero per 3 o 4 giorni.

La barba di frate può essere consumata da sola o fare da base per ottime frittate. Abbiamo però deciso di proporvela in una nuova veste: come condimento per un primo piatto velocissimo da preparare e molto gustoso.

 

Ecco gli ingredienti per 4 persone:

250 gr di barba di frate

100 gr di pancetta a dadini

1 scalogno

400 gr di pasta

4-5 cucchiai di olio di oliva

Pepe qb

Sale qb

 

Pulite la barba di frate eliminando la parte vicina alle radici e lavandola sotto acqua corrente. Quindi fatela bollire per circa 8 minuti in acqua bollente e salata; a cottura ultimata scolatela e lasciatela da parte.

 

Nel frattempo, in una padella antiaderente, fate rosolare la pancetta: non appena risulterà dorata e ben croccante spegnete il fuoco.

 

Tritate lo scalogno e fatelo soffriggere con 4-5 cucchiai di olio di oliva, non appena sarà appassito, aggiungete nella padella la barba di frate e la pancetta e fate insaporire tutti gli ingredienti. Aggiustate di sale e pepe e mescolate bene.

 

Infine fate saltare nella padella la pasta che avrete nel frattempo fatto cuocere e scolato al dente.

 

Buon appetito!

 

Geomercato su AgriNotizie

Filiera addio: e’ tempo di vendite online

Siti di cooperative o intermediari in stile eBay: con internet si abbattono le ultime barriere del commercio tradizionale

L’agricoltura è sempre più online, e il proliferare di siti web dedicati a questo settore lo dimostra. Non stiamo parlando solo dell’informazione, ma anche della vendita: per le piccole imprese agricole, in particolare, il commercio online si sta rivelando una preziosa fonte di guadagno.

Il comparto del vino, che da sempre in Italia è all’avanguardia rispetto agli altri settori agricoli, anche nel web è già consolidato per quanto riguarda il marketing e il commercio. Ma da qualche anno, la vendita su internet si è introdotta anche nelle altre aziende agricole. Il sito pioniere è stato BioExpress nel 2005, poi sono nati altri progetti molto interessanti come PortaNatura  e Geomercato; per non parlare di Facebook e Twitter, due social network molto utilizzati da agriturismi e piccole aziende agricole per promuovere i propri prodotti.

In generale, è il biologico il settore più rappresentato su internet, a dimostrare sia che l’agricoltore che sceglie la strada dell’impatto zero è anche quello più attento alle nuove forme di comunicazione, sia che il consumatore che si alimenta con cibo non trattato è il più propenso a utilizzare il web per compiere i propri acquisti. E così frutta, verdura, uova, carne e formaggi vengono sempre più venduti online e spediti direttamente a casa del cliente.

Se già la vendita diretta tradizionale ha sconvolto la filiera agricola, eliminando i passaggi tra produttore, distributore, fornitore, negozio e consumatore; internet ha eliminato un ulteriore ancoraggio: il luogo fisico in cui vendere i propri prodotti, che oggi vengono fotografati e messi online per essere venduti, risparmiando quei costi richiesti dai punti vendita (acquisto, affitto, manutenzione, eccetera).

Ovviamente, per avere successo occorre essere organizzati: solo in questo modo si possono replicare i traguardi di BioExpress, frutto degli sforzi di una cooperativa altoatesina di produttori di mele, che da quando si trovano online sono riusciti a raggiungere con i loro furgoni oltre 4000 famiglie sparse in tutto il nord Italia. Sperimentando i servizi di BioExpress, a partire da una semplice visita al loro sito web (www.bioexpress.it), si possono subito notare la funzionalità del sito e l’efficiente struttura organizzativa.

Ma non tutte le aziende agricole, ovviamente, possono permettersi delle risorse simili a quelle di BioExpress. Il futuro potrebbe allora essere rappresentato dai siti che fanno da intermediari, raccogliendo i prodotti delle varie imprese e portandoli all’attenzione dei consumatori: una sorta di eBay esclusivamente dedicata alla vendita diretta di alimenti. Un esempio è già online, e si tratta di Geomercato: qui il cliente sceglie il produttore anche in base alla zona di residenza, e acquista ciò di cui ha bisogno ricevendolo comodamente a casa. Da parte sua, il produttore si avvale pur sempre di un intermediario (Geomercato) che incassa una percentuale per il servizio, ma si tratta comunque di una filiera molto più leggera e flessibile rispetto al tradizionale percorso produttore-distributore-fornitore-supermercato-acquirente. Una filiera che presto potrà rappresentare il modello dominante di vendita diretta.

Qui l’articolo originale.

Meno caviale e più Km0

Sono giorni frenetici, questi: le ore in cui si danno gli ultimi ritocchi la menù di natale. Rispetto al passato, però, quest’anno a tavola si siederà un invitato non gradito: la crisi economica, che costringerà molto a variare le abitudini d’acquisto. Tuttavia, diversamente da quanto si potrebbe pensare, gli italiani – con meno soldi a disposizione – non si getteranno tra le braccia del risparmio tout court, ma piuttosto cercheranno di migliorare il rapporto qualità/prezzo dei prodotti acquistati.
Come cambiano le tavole?
Dunque, cosa arriva e cosa fugge dalle tavole natalizie italiane? In pranzi e cenoni natalizi diminuiscono champagne, caviale, ostriche, salmone e tutti i prodotti di importazione non a buon mercato; sarà, insomma, un natale che porrà un argine alle mode esterofile del passato, con gli italiani che sceglieranno soprattutto alimenti Made in Italy, a chilometro zero e freschi di stagione.
Secondo la Coldiretti ben il 73% di chi abita nello Stivale seguirà questa scelta, il 33% metterà sotto l’albero prodotti alimentari locali a chilometri zero e il 28% sceglierà di regalare prodotti biologici.
Il cambiamento nelle modalità di acquisto reso evidente da queste festività si tradurrà nell’affermarsi di uno stile di vita che riduce sprechi ed eccessi, senza però rinunciare alla qualità e alla sicurezza dell’alimentazione. Purtroppo, però, una maggiore attenzione a ciò che scegliamo di portare in tavola comporta un allungamento dei tempi per fare la spesa.
Quale rimedio a questo? La spesa online dai produttori agricoli locali, che consente anche a chi vive in città di portare sulla propria tavola alimenti freschi e genuini. D’altra parte, anche i dati di Coldiretti confermano un boom degli acquisti direttamente dai produttori agricoli, che garantiscono in prima persona la qualità dei loro prodotti e la tracciabilità della provenienza.

Chi ha paura delle contraffazioni a tavola?

Se pensate che la cosa che spaventa di più gli italiani siano le frodi fiscali e gli scandali finanziari, vi sbagliate di grosso. Nonostante i tempi che corrono, a preoccupare gli abitanti del Belpaese sono soprattutto le frodi a tavola, perché possono avere ripercussioni sulla salute. Questo quanto emerge da una ricerca di Coldiretti/Swg, secondo cui ben 6 italiani su 10 hanno paura delle contraffazioni alimentari. Il tema, purtroppo, è tornato alle attenzioni della cronaca proprio in questi giorni, quando è stata data la notizia dell’importante operazione che ha portato la Guardia di Finanza a sequestrare prodotti provenienti da Paesi  terzi, come la Romania, perché distribuiti con l’etichetta “biologico” quando invece sarebbero frutto di coltivazioni normali.
Quale soluzione per non incorrere in tali truffe? Secondo la Coldiretti la soluzione sta nell’introdurre al più presto un marchio per il biologico italiano. Altra soluzione potrebbe essere quella di accorciare il più possibile la filiera produttiva. I rischi dovuti alla poca trasparenza sulla provenienza dei prodotti, infatti, crescono con l’allungarsi della filiera e con l’aumento degli intermediari che si frappongono tra produttore e consumatore. Spazio dunque alla vendita diretta dal produttore al consumatore. Solo attraverso la vendita diretta i produttori possono garantire in prima persona sulla qualità dei loro prodotti, stabilendone anche i prezzi in maniera autonoma, senza intermediari, migliorando anche il rapporto qualità/prezzo.

La crisi allunga la spesa

In tempo di crisi, i tempi della spesa si dilatano: si cercano le offerte, ma senza perdere di vista la qualità, che spesso rappresenta il maggior risparmio di tempo e denaro: questi sono i risultati che restituito una rilevazione effettuata da Coldiretti-Swg.

Secondo l’indagine, la crisi economica ha fatto sensibilmente aumentare il tempo dedicato dalla maggior parte degli italiani (55%) a fare la spesa quotidiana. Oggi, rispetto al passato, si trascorre più tempo a cercare offerte vantaggiose, prestando maggiore cura e attenzione a ciò che si sceglie di mettere all’interno del carrello della spesa.

Nella sua ricerca la Coldiretti ha rilevato che “ben il 61% degli italiani confronta con più attenzione i prezzi e il 59% guarda alle offerte 3 per 2, ed è interessante verificare anche che ben il 43% dei consumatori si accerta della qualità dei prodotti e una percentuale analoga verifica la provenienza”.

In sostanza: gli italiani impiegano sono disposti a spendere più tempo per spendere meno e si dimostrano consapevoli che la qualità di ciò che acquistano è, spesso, la prima garanzia di risparmio. Se la ricerca del prezzo scontato fosse l’unico parametro utilizzato nel fare la spesa, infatti, correremmo tutti un rischio: che per risparmiare si portino in tavola alimenti di cattiva qualità e che le imprese, per abbattere i costi e mettere sul mercato prodotti convenienti per le tasche dei consumatori, decidano di contenere i costi a partire dalle materie prime utilizzate.

Una strada da non percorrere.

Come conciliare, allora, maggiore attenzione ai costi senza rinunciare alla qualità e, perché no? senza perdere tempo al supermercato?

Con la vendita diretta online di prodotti agricoli provenienti da produttori vicini a casa.

Non tutti, infatti, hanno tempo da dedicare alla scelta oculata dei prodotti da inserire nella spesa quotidiana e fare la spola tra i diversi supermercati alla ricerca delle offerte migliori per molti è davvero impossibile.


I prodotti a filiera corta garantiscono prezzi adeguati, decisi direttamente dai produttori agricoli, senza intermediari e la vendita online, invece, consente di fare una spesa conveniente e di qualità in pochissimo tempo.