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Informazioni su Cortilia

www.cortilia.it è il primo mercato agricolo online per la vendita e la distribuzione di prodotti artigianali locali. Mette in contatto produttori e consumatori senza intermediari e organizza la consegna della spesa a domicilio.

Come sta il biologico in Italia?

Il biologico in Italia è ormai un’abitudine, da fenomeno di nicchia si è trasformato in “mainstream” e la domanda non ha cessato di crescere da quando se ne è cominciato a parlare. La risposta è arrivata dal campo e precisamente dai due milioni di ettari coltivati a biologico in Italia, pari al 15,5% dell’intera superficie agricola italiana (dati Ministero delle Politiche Agricole).

Vediamo quindi un po’ di numeri utili a capire lo stato del biologico in Italia oggi. Secondo i dati del SINAB – Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica – l’Italia detiene il primato per numero di operatori impiegati nel biologico, seguita poi da Francia e Germania, mentre si colloca al secondo posto per SAU biologica (Superfice Agricola Utilizzata), preceduta dalla Francia. Precisamente in Italia le regioni più bio sono la Sicilia (385.356 ettari), la Puglia (263.653 ettari), la Calabria (200.904 ettari) e l’Emilia-Romagna (155.331) che insieme rappresentano il 51% di tutta la superficie nazionale dedicata al biologico.

Guardando invece i 3 principali orientamenti produttivi, l’agricoltura biologica rispecchia quella tradizionale: al primo posto si trovano i prati da pascolo (540.012 ha), seguiti dalle colture foraggere (392.218 ha) e dai cereali (326.083 ha). A queste categorie seguono, per estensione, le superfici biologiche investite ad olivo (239.096 ha) e a vite (106.447 ha).

Come dicevamo sopra infatti la risposta che arriva dai campi segue a una domanda costante e crescente degli Italiani. Il bio infatti piace, e più di tutto piace l’ortofrutta che fa da traino per il settore; infatti, secondo le stime ISMEA, gli acquisti di prodotti bio sono aumentati di un ulteriore +1,5% nei primi mesi dell’anno scorso. Una crescita che prosegue da oltre 5 anni e che è più che raddoppiata (+102%) dal 2013 a oggi.

Ma non è tutto oro ciò che luccica, la voglia di bio ha portato anche alcuni comparti come ortaggi e legumi a fare “rifornimento” altrove. L’importazione di prodotti bio è infatti cresciuta rispettivamente del 14% (ortaggi) e del’11% (legumi).

Nonostante infatti i segnali del biologico in Italia siano per lo più positivi la nostra riflessione in Cortilia prende in considerazione anche questo ultimo dato. Per noi infatti la certificazione bio è importantissima ma non va considerata come unico fattore di qualità. Pensiamo che i prodotti che portiamo in tavola debbano anche rispettare il più possibile la stagionalità ed essere rigorosamente italiani, evitando filiere lunghe, sistemi logistici complessi o poco trasparenti, rientrando quindi in un quadro di rispetto della tradizione, dell’ambiente e del prodotto a 360°.
Il nostro impegno si spinge oltre il bio e abbraccia una logica più ampia, la quale non si limita alla sola certificazione biologica, ma include anche il rispetto verso i lavoratori e il loro sforzo, l’ambiente come eco-sistema prezioso e la natura, seguendo i tempi e i ritmi che essa stessa ci detta.

Legumi: consigli pratici per cuocerli e gustarli al meglio

I legumi sono ingredienti importanti della nostra alimentazione. Ricchi di proteine, sali minerali, fibre e vitamine, secondo la piramide alimentare dovremmo consumarli almeno 4 volte la settimana… ma non sempre succede! Questo perché non tutti sanno come cuocere i legumi in modo corretto, perciò ecco una mini-guida per godere di tutta la bontà di questi buonissimi semi!

Legumi: una cottura delicata

I legumi possono essere consumati freschi quando sono disponibili, ma è molto più frequente trovarli secchi. La disidratazione infatti permette una lunga conservazione dei legumi, che mantengono comunque le loro proprietà benefiche e il loro potere nutritivo.

Pasta e legumi, un piatto completo dal punto di vista. Cuoci la pasta direttamente nel sugo dei legumi, avrai un piatto più ricco di gusto!

Il segreto per preparare dei legumi perfetti è una cottura lenta e graduale, a fuoco basso e in abbondante acqua non salata.

Quando si tratta di legumi freschi, possono essere cotti direttamente. Lo stesso vale per i legumi surgelati, come i piselli e i fagioli edamame: in questo caso non si devono nemmeno lasciare scongelare prima di cuocerli. Per i legumi secchi, invece, serve un passaggio intermedio: l’ammollo.

Lasciar riposare i legumi secchi in acqua fredda per alcune ore è fondamentale, perché amido e fibre solubili contenuti nei legumi, se non vengono reidratati ma al contrario sono sottoposti direttamente alla cottura, reagiscono indurendosi ulteriormente. Quindi i legumi che vengono correttamente ammollati… sono sicuramente anche più buoni!

Ma ci sono anche altre ragioni: durante l’ammollo, il seme si “risveglia” per prepararsi a germogliare e in questo modo il suo valore nutritivo migliora, mentre e diminuisce il contenuto di sostanze antinutritive. Legumi e cereali contengono infatti acido fitico, una sostanza a base di fosforo che forma composti insolubili (fitati) con i minerali con cui entra in contatto. In poche parole: l’acido fitico non permette al nostro organismo di assorbire i minerali presenti nel cibo che lo contiene. E c’è di più: se ingerito, l’acido fitico si lega anche ai minerali presenti nel nostro corpo, sottraendoceli. Ecco perché viene definito un anti nutriente!

La buona notizia è che l’acido fitico viene eliminato grazie all’ammollo prolungato e con la successiva cottura. Vediamo come.

Ammollare i legumi

Ecco quali sono i passaggi principali della fase di ammollo dei legumi:

  1. sciacqua i legumi per eliminare eventuali impurità come scarti di lavorazione o frammenti di sasso, oltre che la polvere
  2. versa i legumi sciacquati in una ampia ciotola e coprili di acqua a temperatura ambiente. La quantità di acqua da usare è circa 3 volte il peso dei legumi secchi, ma puoi anche andare a occhio e ricoprire i legumi per almeno 3 cm.
  3. cambia l’acqua una o due volte per evitare la fermentazione, e se ammolli i legumi nel periodo caldo, riponili in frigo.

Il tempo di ammollo dipende dalla grandezza e dalla varietà del seme. Di seguito, un elenco dei principali legumi con rispettivo tempo di ammollo:

  • Ceci: dalle 12 alle 48 ore
  • Fagioli cannellini: dalle 12 alle 24 ore
  • Fagioli borlotti: dalle 12 alle 24 ore
  • Fave: dalle 12 alle 24 ore
  • Soia gialla: 24 ore (in frigorifero)
  • Soia nera: 24 ore (in frigorifero)
  • Soia rossa: 12 ore (in frigorifero)

Da notare che alcuni legumi non hanno bisogno di ammollo, o richiedono un ammollo brevissimo di 1 o 2 ore. Tra questi ci sono:

  • lenticchie rosse decorticate
  • lenticchie piccole
  • lenticchie beluga
  • piselli spezzati
  • cicerchie decorticate
  • fave decorticate

Si tratta di legumi che per le loro dimensioni o per il fatto di essere decorticati ovvero senza buccia hanno solo bisogno di una risciacquo, e possono essere cotti direttamente. Per consumarli più facilmente, aggiungili a zuppe e minestroni!

Cottura dei legumi

Una volta terminato l’ammollo, sciacqua bene i legumi e butta via l’acqua di ammollo, piena di sostanze antinutritive. Versa i legumi in una casseruola d’acqua e aggiungi acqua fredda, due volte il volume dei legumi. Accendi il fuoco e prosegui con una cottura lenta a fiamma bassa, preferibilmente in una pentola di terracotta.

Questo tipo di cottura permette ai legumi di raggiungere la temperatura gradualmente, evitando uno shock termico che potrebbe renderli duri. Non aggiungere sale: potrai regolare la sapidità dei tuoi legumi verso la fine della cottura. Puoi aggiungere invece a inizio cottura:

  • qualche foglia di alloro o un mazzetto aromatico misto, che regalerà un buonissimo profumo e renderà i legumi più digeribili;
  • un trito di cipolla, carota e sedano, che addolciscono il sapore;
  • un pezzetto di alga kombu, che allontana le sostanze antinutrienti e aumenta la digeribilità dei legumi.

Una volta raggiunto il bollore, chiudi con un coperchio e abbassa il fuoco. In questo modo – trasformando la bollitura in una efficace stufatura – si conservano meglio le caratteristiche nutrizionali dei legumi. Con alcuni legumi si potrebbe formare della schiuma in superficie. È sempre bene eliminarla con una schiumarola per rimuovere le sostanze antinutritive.

Un altro sistema per conservare i principi nutritivi dei legumi è la cottura in pentola a pressione, che aiuta anche a dimezzare i tempi di preparazione.

Le polpette sono un ottimo modo per mangiare i legumi ai bambini

Il miglior abbinamento per consumare i legumi è la pasta, o il riso e i cereali in generale, che aiutano ad assorbire meglio i nutrienti dei legumi e, diciamolo, li rendono più appetitosi: quindi via libera alla fantasia con pasta corta, minestre di farro, risotti, insalate di quinoa, e chi più ne ha più ne metta! Se cerchi qualche idea per ricette con i legumi, lasciati ispirare dal Ricettario di Cortilia!

I nostri buoni propositi per il 2020

Il nuovo anno è arrivato! Con lui la voglia di fare il punto sul passato e guardare con il sorriso il futuro, fissandoci dei buoni propositi per l’anno che ci aspetta.

Il nostro primo proposito per il 2020 riguarda proprio l’approccio al cambiamento. Abbiamo deciso di pensare in positivo, aggiungendo alla nostra giornata momenti che ci fanno stare bene e che migliorano il nostro stile di vita, piuttosto che obbligarci a non fare ciò che riteniamo malsano e sbagliato. Con il tempo i momenti “sani” supereranno quelli “malsani”. E questo approccio introduce il secondo punto dei nostri buoni propositi: andare per gradi.

Facciamo un gradino alla volta, la strategia del “tutto e subito” non rende. Poniamoci quindi micro-obiettivi da raggiungere alla fine di ogni mese. Ad esempio:

  • Gennaio: fare le scale al posto che prendere l’ascensore
  • Febbraio: dormire almeno 8 ore a notte
  • Marzo: usare la frutta come spuntino “placafame”… e così via.

Ogni mese si può raggiungere un micro-obiettivo da mantenere poi nel tempo. Pensiamo infatti che iscriversi in palestra per tutto l’anno e andarci tre volte ma solo la prima settimana, non porti di certo i frutti sperati.

Se parliamo di frutti ne sappiamo qualcosa, e anche la frutta e la verdura rientrano nei nostri buoni propositi. Come colazione, come spuntino “placafame” come vero e proprio pasto. Le nostre ricette stagionali cascano sempre a fagiolo quando si hanno dubbi su cosa cucinare.

Altra attività immancabile nel 2020 sarà il meal prep, e di questo avevamo già parlato l’anno scorso, se te lo sei perso trovi qui come organizzare tutti i pasti della settimana, riducendo gli sprechi senza rinunciare al gusto e garantendoti una dieta sana.

Ma non è finita qui. I nostri buoni propositi parlano anche di prodotti nuovi e nuovi produttori da scoprire, ciò che non cambia è il nostro criterio di scelta che parte sempre dalla qualità e dal rispetto dell’ambiente e delle materie prime. E tu hai già scritto i buoni propositi per il 2020? Prendi tutti gli spunti che vuoi dai nostri e continua a seguirci per non perderti tutte le nostre novità. Il 2020 ci aspetta con un sacco di sfide che non vediamo l’ora di affrontare!

Il Natale a tavola!

Si avvicina il Natale e così la preparazione dello stomaco alle grandi mangiate che ci aspettano. Se la costante del Natale sono le tavolate di parenti e le innumerevoli portate, non possiamo definire un menù standard per tutti. Il bello della nostra tradizione gastronomica è proprio questo, ognuno ha i suoi piatti della tradizione oltre che un appuntamento fisso, che sia alla Vigilia, il giorno di Natale o a Santo Stefano. E c’è chi affronta tutte e tre le giornate! Per non farci mancare nulla abbiamo comunque messo insieme un bel po’ di prodotti per le feste, belli da regalare o da cucinare insieme a parenti e amici.

Riprendiamo quindi il discorso sulle differenti declinazioni del menù di Natale che, per quanto sia diverso in ogni casa e in ogni regione, trova alcune costanti.

Partiamo dal “quando: in genere al Centro e al Sud si festeggia con il “Cenone della Vigilia”, mentre al Nord è più diffuso il pranzo del 25. Passiamo subito al “cosa”: il 24 sera è uso preparare una cena di “magro”, a base di pesce, mentre a Natale, durante il pranzo del 25, via libera anche alla carne. Un’altra costante sono i dolci: che si tratti di pandoro, panettone o torrone, in genere, almeno uno dei tre, non manca su nessuna tavola! Ma non è finita qui. A ognuno la sua tradizione e piatto tipico! Abbiamo individuato qualche preparazione tipica, amata e consumata al Nord, Centro o Sud Italia.

Al Nord

Una delle specialità valdostane che si mangia per la festa di Natale è la carbonade, carne di manzo cotta nel vino rosso. In Piemonte non è Natale senza gli agnolotti e il gran bollito misto, condito con le salsine tra cui il bagnet ross e verd. Se in Lombardia uno delle portate più tradizionali è l’anguilla, fresca o in conserva, in Veneto si mangia la polenta con il baccalà e il lesso con le salse mentre in Trentino-Alto Adige si divorano piatti di canederli.

In Centro Italia

Tortellini e passatelli, rigorosamente in brodo, tagliatelle e lasagne, ma anche tortelli di zucca e alle erbette. Anche qui il baccalà è protagonista nelle tavole della vigilia: in Lazio abbonda anche il fritto misto di verdure e il capitone. A Roma, alla Vigilia, non può mancare la minestra di pesce. Ci sono anche gli spaghetti con le alici, l’anguilla fritta o in carpione e l’insalata di puntarelle. E per finire dolci accompagnati da tanta frutta secca da sgranocchiare. A Natale, invece, si fa l’abbacchio al forno con le patate e i cappelletti in brodo, ma anche il bollito. In Toscana va per la maggiore l’arrosto di faraona o di anatra.

La tavola al Sud

Pesce crudo, carne e verdure non mancano: minestra di scarole, verze e cardi in brodo di tacchino, e poi baccalà lesso e pane con le mandorle. Ma anche cime di rapa e le pettole, frittelle di pasta lievitata che si farciscono con pomodori, capperi, origano e alici, ma anche gamberi, cime di rapa e ricotta.

Abbiamo individuato solo alcune portate tipiche del Natale! Siamo sicuri che ne avrai altre da aggiungere e raccontarci, dicci la tua nei commenti o taggaci sui social aggiungendo l’hashtag #nataledistagione, perché, si sa, il Natale è di stagione!

Buone feste da Cortilia!

Le regole per il tagliere perfetto

Esiste un tagliere perfetto? Può darsi. Ma non saremo noi a eleggerne uno migliore di un altro! Abbiamo però definito le regole base per creare una portata rapida da preparare ma sempre ad effetto in ogni occasione.

Cominciamo dicendo che il tagliere non è solo sinonimo di aperitivo ma si può gustare anche già dalla colazione, per il brunch, come secondo piatto o come dessert (se composto da soli formaggi, alcuni ristoranti lo propongono appunto nella lista dei dolci).

Partiamo quindi dalle basi, dal tagliere. Esistono numerose varianti del classico tagliere in legno: bambù, ceramica, plastica, pietra e via dicendo. Secondo noi il migliore rimane quello in legno, non solo per i suoi colori caldi e naturali, ma soprattutto perché il legno, con i suoi profumi, contribuisce a esaltare anche gli aromi di salumi e formaggi. Vediamo quindi le regole base per realizzare il tagliere perfetto!

Anche i taglieri vanno impiattati

In pratica è la sola cosa da fare, quindi occorre particolare attenzione. A seconda del tagliere che si porta in tavola, che sia misto salumi e formaggi, solo formaggi o solo salumi, con il miele o della frutta o addirittura con la mostarda, l’impiattamento ha due regole fondamentali: volume e ordine.

Creare volume e scegliere l’ordine

Che siano salumi o formaggi si possono trovare diversi modi per creare volume: disporre i salumi arricciati è il più facile, altrimenti andando a creare delle rosette, come delle piccole montagnette (meglio se si tratta di salumi che si sciolgono in bocca come il prosciutto cotto o crudo). Un altro accorgimento che aiuta a rendere il tagliere ancora più accattivante è disporre i salumi coprendo il grasso quando se ne presenta una porzione consistente nella fetta.

Per creare volume con i formaggi puoi tagliarli a spicchi triangolari e disporre le fette vicine, una sovrapposta all’altra. Questo vale per tutti i formaggi freschi, semistagionati a pasta dura, diverso è il discorso per quelli freschi o a pasta molle così come se sono molto stagionati. Ad esempio un gorgonzola dolce puoi metterlo direttamente la fetta intera sul tagliere con un cucchiaino per servirsi, mentre un per il Parmigiano Reggiano puoi scagliarlo con l’apposito scaglia formaggio.

L’ordine sul tagliere è facile: per gustare al meglio ogni prodotto, mettili in ordine crescente di intensità di gusto. Inizia con il più delicato e finisci con il più intenso, bevi un sorso di vino e ricomincia il giro.

Abbina un calice di vino

Ma che tagliere sarebbe senza un buon calice di vino? Per abbinare al meglio il tagliere al vino anche in questo caso le regole sono poche ma precise.

Salumi e formaggi freschi e delicati: vini bianchi secchi.

Salumi e formaggi di medio-bassa a media intensità aromatica: vini rossi d’annata.

Salumi e formaggi stagionati e saporiti: vini rossi invecchiati.

Salumi e formaggi di elevata intensità aromatica: vini liquorosi, passiti.

Il tocco in più

Vuoi esagerare? Sul tagliere puoi sempre aggiungere delle ciotoline con mostarde di frutta, qualche oliva e dei sottaceti che con la loro acidità aiutano a “pulire” il palato e andare avanti a mangiare, godendosi ogni boccone! Per queste aggiunte non c’è nessuna regola: lascia che gli ospiti sperimentino abbinamenti con tutti i prodotti sul tagliere.

La regola più importante

Condividere. Qualsiasi sia il tagliere è più buono se gustato in compagnia, condividilo!