8 luglio_ I prodotti della settimana: 5 squisite ricette per voi

Facili, gustose, essenziali. Con le ricette di Cortilia che seguono è possibile, in pochi passi, realizzare squisiti piatti, valorizzare gli ingredienti di qualità degli amici agricoltori e assaporare il gusto del territorio.

1) ZUCCHINE CON FIORI RIPIENI – Cascina Pizzo

Ultimissima chance per gustare le zucchine con fiori dell’azienda Cascina Pizzo.
Ecco come:

Zucchine con fiori – Cascina Pizzo
– 200 gr Carne macinata
– 3 Uova
– 50 gr Grana padano
– 100 gr Pane ammollato nel latte
– Salvia, prezzemolo
– Sale, pepe, noce moscata
– 100 gr Pangrattato
– Olio extravergine d’oliva per friggere

Prendete le zucchine con i fiori, lavatele senza rompere i fiori, quindi farciteli con un impasto di pane raffermo ammollato nel latte, uovo, parmigiano, carne macinata, pepe, sale, salvia e prezzemolo tritati. Chiudete i fiori con i polpastrelli, passate in farina, uovo e pangrattato. Un tuffo in olio bollente e l’aperitivo è servito!

2) INSALATA ESTIVA DI CECI – Azienda Agricola Cassani BIO

Straordinariamente buoni, nutrienti, sani… altro da dire sui ceci? Ecco la nostra insalata:

Ceci BIO – Azienda Cassani
– 1 pomodoro cuore di bue
– 1 cetriolo
– mezza cipolla
– 1 zucchina piccola
– origano, basilico, sale, peperoncino
– olio extravergine d’oliva

Dopo 12 ore di ammollo, bollite per tre ore i ceci. Scolarli e ancora tiepidi conditeli con tutti gli ingredienti ben tagliuzzati.

3) DU’SPAGHI CON LA RICOTTA… DI CAPRA – Azienda I Silos

Mangiate questi spaghetti non solo con gli occhi, ma anche con il naso. Ecco come:

– 200 g Ricotta di capra – Azienda I Silos
– Spaghetti (80 gr a porzione)
– un ciuffetto di prezzemolo e basilico
– qualche fogliolina di menta
– 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Mettete nel frullatore menta, basilico, prezzemolo e l’olio. Frullate velocemente fino a ottenere una salsina da mescolare con la ricotta di capra. Il condimento per gli spaghetti è pronto.

4) COSTINE G-LOCALI – Cascina Cassinetta

Un’alternativa al fuoco vivo della griglia; un modo curioso di contaminazione culturare tra i fornelli. Ecco come assaporare le costine:

– 500 gr Costine di maiale – Cascina Cassinetta
– 4 cucchiai di salsa di soia
– 2 cucchiai di aceto
– 3 spicchi d’aglio
– peperoncino
– semi di sesamo
– zenzero grattugiato

Preparate la marinatura con salsa di soia, qualche cucchiaio di aceto, uno spicchio d’aglio, peperoncino, zenzero grattugiato, semi di sesamo. Qualche ora (anche una notte) a bagno quindi scolate la carne e cuocetela in forno caldo per almeno un’ora. Da leccarsi i baffi!

5) MILK SHAKE DI PESCHE – Cascina Caiella

A colazione, a merenda, dopo cena. Ogni momento è buono per godere di questo straordinario frutto dell’estate. Ecco il milk shake secondo Cortilia:

– 500 gr Pesche – Cascina Caiella
– 3 cucchiai di latte
– 2 cucchiai di zucchero di canna
– un briciolo di cannella in polvere
– un chiodo di garofano in polvere
– 5 cubetti di ghiaccio.

Il procedimento è semplice, anzi semplicissimo. Tutto in un frullatore per pochi secondi e il milk shake è pronto.

Zucchine, quando arrivano arrivano… e tante!

basket-of-zucchiniAiutiamo gli agricoltori a smaltire le tante, tantissime zucchine che stanno inondando le nostre campagne. Le zucchine sono meravigliose. Versatili, appaganti, sono la rappresentazione dell’ortaggio facile, pratico e trasformabile con semplicità in squisite ricette. Basta un po’ di caldo di fine primavera ed ecco che dalla loro fase latente spuntano come dei razzi….non si sa più cosa farne!

Frittate, pasta, pastelle, torte salate, ripiene, in padella, gratinate, bollite, grigliate, zuppe, minestre… a migliaia i modi per cucinarle e apprezzarle fresche… ma non limitiamoci a fagocitarle solo in questo periodo.

Esistono tanti modi per conservarle e gustarle con calma durante l’anno.

Eccone due:

SOTT’OLIO
Intere, tagliate a tocchetti, noi le abbiamo tagliate con la mandolina. Fatele spurgare per un po’ di ore, affinché perdano l’acqua, poi sbollentatele per 2 minuti in acqua, aceto, sale bollenti. Fate asciugare benissimo!!! Mettete nel vaso con uno spicchio d’aglio, timo, alloro, le erbe che preferite. Coprite con olio extravergine d’oliva e sterilizzate.

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INVOLTINI
Tagliate sottili per il lungo, grigliate quindi scottate velocemente nella solita acqua, sale e aceto. Fate asciugare benissimo, quindi riempite ogni fetta con un cappero, acciuga, prezzemolo, menta e una fettina d’aglio. Coprire con olio extravergine d’oliva e sterilizzate.

zucchini-sott-olio

E se la vostra creatività in cucina non ha limiti, datele sfogo acquistando una Cassetta di zucchine direttamente dagli agricoltori locali su Cortilia

http://www.cortilia.it/spesaonline/prodotti-della-settimana/cassetta-di-zucchine-FSCO011P0613

Golosi fatevi avanti: sono arrivate le marmellate!

MarmellataBenvenuti in estate! La pazza primavera è archiviata. Ora spazio al caldo tropicale, all’afa e soprattutto alla produttività delle campagne. La frutta, la poco sopravvissuta alle “gelate” di maggio, sta arrivando… e tanta!!!

Subito una precisazione un po’ puntigliosa: quelle che abitualmente chiamiamo marmellate sono in realtà confetture. Le marmellate sono il risultato della cottura degli agrumi con zucchero (ad esempio, limoni, arance, mandarini, ecc.). Tutto il resto che abitualmente riempie di profumi le nostre cucine estive si chiama confettura, non marmellata!

Lessico a parte, guardiamo subito alla sostanza!

Per preparare un’ottima confettura bisogna partire dalla frutta! Sembra banale dirlo, ma così non è…. frutta freschissima, appena raccolta e ben matura. Nessun frutto dell’estate è escluso, tutti si prestano a diventare delle squisite confetture.

Vediamo subito qualche trucco:

1) Scegliete frutta ben matura, maturata in pianta, non in cella frigorifera. Acquistare frutta locale è una garanzia di freschezza, giusta maturazione e gusto.

2) Lo zucchero è un alleato indispensabile per la riuscita della confettura. Siate parsimoniosi, ma neanche troppo. Lo zucchero conserva, stabilizza, dà consistenza e gusto. La quantità dipende dal tipo di frutta. Un riferimento generale potrebbe essere 300-400 gr per chilo di frutta.

3) La questione pectina. Questo ingrediente che compare nella confetture industriali, ma usato anche a livello domestico, è semplicemente un gelificante, utilizzato allo scopo di portare il prodotto alla giusta consistenza più velocemente. Senza di questa c’è bisogno di una cottura più lunga.

La pectina non è indispensabile. Tutti i frutti ne contengono una parte naturale, in quantità variabili. Le mele e i limoni, ad esempio, ne contengono in abbondanza, motivo per cui è spesso consigliato di aggiungere qualche fettina di mela (con la buccia) e un limone spremuto durante la cottura.

La ricetta
Noi vi consigliamo questa:

Lasciate la frutta fuori dal frigo.
Non è necessario lavarla. Pulitela, snocciolatela (se necessario), non sbucciatela.
Mettetela in una tegame piuttosto largo, possibilmente con il fondo spesso.
Fate cuocere, o meglio  “sudare”, la frutta fino a quando inizia poco a poco ad addensarsi.
Aggiungete lo zucchero e cuocete rimestando continuamente per almeno un’ora.
Mettete la confettura bollente nei vasetti, ben lavati e asciugati. Chiudete ermeticamente quindi sterilizzate in un pentolone di acqua, fino all’ebolizione.

Mangiate a volontà durante l’anno!

Siamo Fritti!

frittura-622x413 (1)Facciamo pace con la frittura!

Nonostante sia ampiamente demonizzata e condannata dai miti e dai dettami dietetici, questa tecnica merita “rispetto” e la giusta considerazione. La tradizione culinaria regionale è ricca di ricette che fondono il proprio successo e risultato sul matrimonio riuscito tra fiamma, calore e grasso. Pensiamo alle frittelle, ai dolci di carnevale, agli arancini di riso, alle verdure in pastella, ma anche alle più semplici patatine.

Vediamo quindi come valorizzare al meglio questa cottura senza che diventi una minaccia salutistica per il nostro fegato.

Piccoli accorgimenti per una frittura ideale:

1. Le parole contano: la frittura è la cottura di un alimento in abbondante sostanza grassa (abbiamo detto “ABBONDANTE”). Non siate quindi parsimoniosi con il grasso impiegato. Il fatto di metterne poco è una falsa rassicurazione di diminuire l’impatto calorico del cibo. Meno grasso c’è più alto è il rischio che la frittura non si realizzi nel migliore dei modi (il cibo rimane molle) e soprattutto che l’alimento ne assorba in grande quanitità.

2. Usate una padella o pentola adeguata. Possibilmente alta e stretta.

3. La scelta del grasso è strategica. Diffidate totalmente da tutti i prodotti surrogati venduti come ideali per friggere. Sono miscele di grassi di basso livello qualitativo (in particolare olio di palma e cocco) che rilasciano oltretutto un cattivo gusto all’alimento.

Preferite per tutte le preparazioni salate l’olio extravergine d’oliva, il migliore in assoluto per un fritto gustoso e sano (ha grande stabilità alle alte temperature rispetto agli altri oli vegetali).

Beh, su questo punto verrebbe da dire: ma quanto mi costerebbe la frittura realizzata con un buon olio extravergine? Certo, non poco! Ma in questo caso è bene ricordare che friggere non deve essere un’abitudine culinaria, ma un’operazione saltuaria e occasionale. In sostanza vale la “legge del buon senso”: POCO MA BUONO… E SANO!

Per i dolci, chi non vuole azzardarsi a usare l’extravergine (provate comunque), può usare l’olio di arachide.

Il burro (si pensi alla fatidica cotoletta alla milanese) è adatto purché si proceda alla chiarifica: bisogna farlo sciogliere a bagno maria ed eliminare la parte schiumosa che si forma in superficie.

Bene, anche se in disuso, anche lo strutto.

4. I cibi da immergere devono essere ben asciutti. Evitate tracce di acqua che oltre a “scoppiare” nell’olio e a rendere pericolosa la cottura, alterano l’olio e lo deteriorano.

L’olio o il grasso devono essere ben caldi. Fate costantemente la prova prima di immergere totalmente il cibo.

5. Non immergete troppo cibo, ma solo uno strato, evitando quindi che si sovrapponga, cuocia male e bruci.

6. Non riusate l’olio.  L’operazione di scaldare e raffreddare in continuazione danneggia l’olio.


E ora, ecco una ricetta, molto primaverile, appetitosa e bella

La Tempura

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Fette di patate, rondelle di cipolle, piselli interi con baccello, bastoncini di carote, foglie di salvia, fiori di zucca e tutto ciò che volete.

Per la pastella:

1 uovo, 3 cucchiai di farina, 1 cucchiaio di fecola di patate, acqua frizzante molto fredda.

Immergere la verdura nella pastella e poi direttamente nell’olio extravergine bollente.

Servire ben caldo

 

 

Delle verdure non si butta via niente!

crostini_ricicloMolto spesso fretta e poche idee ci portano a buttare via parti consistenti di verdure, invece scarti di rapanelli, broccoli e rape possono diventare gli ingredienti principe di zuppe e minestre,  per non parlare di resti di carote e zucchine che lavorate con le patate forniscono un’alternativa al classico purè. Cipolle e scalogni possono essere triturati finemente e impiegati in aggiunta alle uova per cucinare frittate o dare una nota di sapore alle fondute.

Ecco due ricette anti crisi:

Dado Vegetale 100% Naturale

Per un dado sano con cui insaporire i tuoi piatti, fai stufare bucce di carote, foglie di sedano, basilico, prezzemolo, bucce di pomodoro, cipolle e sale grosso. Annacqua con del vino e dell’acqua, una volta evaporati, fai essiccare le verdure al forno a 100° per 3 ore, quindi frulla e conservalo in un vasetto.

Contorno di Crostini e bucce di Patate

Se oltre ad avere bucce di patate da riciclare, hai anche del pane raffermo del giorno prima questa è un’ottima ricetta: fai dorare il pane a cubetti in una padella, dove precedentemente è stato scaldato del’olio, in un’altra padella fai saltare le bucce di patate con dello scalogno, una volta divenute croccanti aggiungi il pane, sale e olio e il riciclo è avvenuto con successo!

Continuerai a riempire il secchio dell’umido adesso? Si?! Ecco altre tre valide ragioni per utilizzare gli scarti: per contribuire alla sostenibilità, per fare del bene al tuo corpo e …al tuo portafoglio!