Una ricetta di stagione: pasta e fagioli.

Cosa c’è di più adatto, in questo inizio di autunno, di una pasta genuina fatta con ingredienti di stagione? Senza contare che la ricetta della pasta e fagioli è una delle più tradizionali della nostra penisola, diffusa ed apprezzata in molte zone d’Italia.

La versione che qui vi proponiamo è arricchita con la carne, ma nulla vi vieta, se non siete amanti di lardo e pancetta, di eliminare questi ingredienti: la pasta risulterà comunque molto saporita!

Gli ingredienti evidenziati sono tutti acquistabili sulla piattaforma Geomercato che consente ai produttori agricoli locali di vendere direttamente online i loro prodotti.


Ingredienti

2 spicchi d’aglio

½ litro di brodo (di carne o vegetale)

1 carota

1 cipolla

400 gr di fagioli borlotti (lessati)

70 gr di lardo

½ bicchiere di olio

100 gr di pancetta

320 gr di pasta corta (caserecce, ditalini, pipe, ecc…)

Pepe qb

100 gr di pomodori

1 gambo di sedano

Come prima cosa preparate ½ litro di brodo (di carne o vegetale) e, a parte, in un’altra pentola, fate lessare i fagioli: durante la cottura dei fagioli potete unire aromi e spezie ( che poi eliminerete) come per esempio, aglio, salvia, alloro.

(Se per la realizzazione di questa ricetta utilizzerete dei fagioli secchi, ricordatevi di metterli in ammollo almeno una sera prima per farli riprendere).

Nel frattempo tritate finemente il lardo e mettetelo a sciogliere in un tegame piuttosto capiente dove aggiungerete anche i ¾ dell’olio: quindi unitevi un trito finissimo di cipolla, aglio, sedano e carota. Fate soffriggere il tutto e quando le verdure saranno imbiondite aggiungetevi anche il pomodoro. Per facilitare meglio la cottura, aggiungete uno o due mestoli di brodo e lasciatelo evaporare completamente mescolando ogni tanto.

Mentre il soffritto finisce di cuocere, prendete un altro tegame dove metterete la pancetta tagliata a dadini o listarelle: fatela soffriggere (senza aggiungere olio) e quindi aggiungete i fagioli, precedentemente lessati, e lasciateli insaporire per qualche minuto; facilitate sempre la cottura unendo un paio di mestoli di brodo.

A questo punto aggiungete i fagioli e la pancetta alla pentola con il soffritto e continuate a cuocere gli ingredienti .

Ora mettete a lessare la pasta e, a metà cottura, unitela ai fagioli che avete precedentemente preparato. Ultimate la cottura aggiungendo, se necessario, qualche mestolo di brodo caldo.

Potete scegliere quanto fare brodosa la pasta a seconda dei vostri gusti. Se volete ottenere una pasta e fagioli particolarmente densa e cremosa, basta frullare in un mixer due o tre cucchiai di fagioli facendone una crema che poi aggiungerete alla pasta.

A fine cottura insaporite con una macinata di pepe nero e un cucchiaio abbondante di olio di oliva crudo.

Mescolate e lasciate insaporire. Servite la pasta ben calda

Si alza l'Iva, attenzione ai furbi!

La manovra economica approvata per tentare di rinsaldare la salute dei conti pubblici italiani ha già avuto i primi effetti: dalla settimana scorsa, l’imposta sul valore aggiunto è passata, per quanto riguarda molti prodotti, dal 20 al 21%. Una decisione che costringerà i consumatori a tenere alta l’attenzione nel fare la spesa, secondo Coldiretti, perché c’è il rischio che il provvedimento generi un aumento dei prezzi immotivato.

I coltivatori chiedono, tramite comunicato, un monitoraggio dei prezzi: “Occorre vigilare perché l’aumento dell’Iva non sia l’occasione per speculare con aumenti di prezzo ingiustificati su beni indispensabili per i cittadini e le imprese, dalla benzina ad alcuni tipi di alimenti e bevande”. Bisogna insomma evitare che l’aumento dell’Iva si riversi con un “effetto valanga” sui portafogli degli italiani, come conseguenza di un innalzamento del prezzo di moltissimi prodotti lungo l’intera filiera produttiva, a partire dalla benzina.

L’allarme lanciato da Coldiretti è comprensibile: in Italia, mediamente, un pasto percorre circa 2 mila chilometri prima di giungere a tavola, viaggiando nell’86% dei casi su gomma; il rischio di aumenti è forte.

Come porsi al riparo dalle possibili slavine? Con la filiera corta, che consente di ridurre al minimo gli spostamenti delle merci e dunque contenere i prezzi.

Anche a scuola i menù li scelgono i genitori

Il Comune di Milano ha da poco annunciato una piccola rivoluzione nelle mense scolastiche milanesi. Dopo un aperto confronto tra Milano Ristorazione e le commissioni mense formate dai genitori, i menù verranno riscritti, accogliendo alcune indicazioni genitoriali. In poche parole: le famiglie avranno voce in capitolo nella scelta di cosa i bambini mangeranno a scuola.

«Siamo orgogliosi, questo è un ottimo risultato, il primo passo di un lungo percorso fondato sulla partecipazione e la trasparenza. Crediamo che questo percorso di condivisione con i genitori sul tema dell’alimentazione sia molto importante, perché intendiamo la scuola come un luogo di educazione alla vita e alla quotidianità nel suo complesso», ha dichiarato il vicesindaco con delega all’Educazione Maria Grazia Guida.

In attesa di vedere quali saranno i nuovi menù delle scuole milanesi, si può già apprezzarne un aspetto: la rivoluzione meneghina parlerà anche «chilometro zero». La Coldiretti, infatti, ha annunciato che da domani tutta l’insalata servita nelle mense scolastiche proverrà da campi lombardi.

Una strada, quella del «chilometro zero», imboccata non solo dalla città di Milano, ma anche dalla capitale. L’assessore capitolino alla Scuola, Gianluigi De Palo, ha infatti più volte ribadito che il nuovo menù delle mense scolastiche si baserà sulla filosofia del «chilometro zero» per favorire le imprese del territorio e aumentare la qualità dei prodotti.

Così, nell’anno scolastico 2011-2012 saranno 1,5 milioni i bambini italiani che pranzeranno in mensa avendo sempre maggiori opportunità di gustare pasti preparati con cibi di stagione, locali e a chilometri zero.

Ma cosa s’intende per menu a chilometro zero? Si tratta di pasti allestiti con prodotti a filiera corta, provenienti dal territorio vicino al luogo in cui vengono consumati e basati su piatti cucinati utilizzando alimenti freschi di stagione e magari regionali.

Voi cosa ne pensate? Condividete questa tendenza? Pensate che i menù che i vostri bambini trovano a scuola siano stati pensati in modo sufficientemente attento, rispettando le loro esigenze?

In tempi di manovra, gli italiani mangiano a chilometri 0

Voi di che tavola siete? Irrinunciabili affezionati alle grandi marche che vi danno sicurezza oppure tra quelli cui piace soppesare ogni scelta, indagando le varie possibilità? Fedeli ai sapori ormai standardizzati o esploratori del gusto genuino?

A quanto pare se fate parte della seconda categoria e le vostre scelte vanno nella direzione di una riscoperta dei sapori tipici, locali e genuini, siete in buona compagnia.

Secondo i dati diffusi dalla Coldiretti, infatti, l’andamento del mercato conferma l’attenzione degli italiani per i prodotti tipici locali e a chilometro zero. Ma non solo, gli acquisti di prodotti biologici fanno la parte del leone registrando un balzo in avanti del 12%.

D’altra parte questa tendenza è coerente con il dato che vede l’Italia in testa alla classifica europea dei produttori di alimenti biologici per ettari di superficie coltivata e per numero di operatori certificati.

Pare proprio che a fronte della crisi strisciante, gli italiani stiano ricominciando ad apprezzare i prodotti provenienti dal loro territorio, virando i proprio comportamenti di consumo verso sistemi di produzione maggiormente sostenibili.