Idee Regalo tutte da mangiare!

Natale è vicinissimo, aria di Festa, voglia di casa e regali in vista.
Regalare qualcosa fatto con le proprie mani, indubbiamente, ha tutto un altro valore, se poi il dono oltre ad essere una splendida decorazione, è anche buono da mangiare, ancora di più!

Guardate un po’ qualche idea.

BISCOTTI DI VETRO

BiscuitsVetroBlog

architettandoincucina.blogspot.it – pandiramerino.blogspot.it – chiharubatolecrostate.com

Ingredienti:

  • Farina 00, 280 gr
  • Sale, un quarto di cucchiaino
  • Lievito, mezzo cucchiaino
  • Burro – Santa Marta, 115 gr
  • Zucchero, 200 gr
  • Uovo – Santa Brera, 1
  • Vanillina, una bustina
  • Caramelle dure colorate, q.b.

Preparazione:

Setacciate in una ciotola la farina con lievito, vanillina e sale. Nel frattempo sbattete il burro morbido a pezzetti con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungeteci l’uovo, sbattete ancora bene e poi la farina. Mescolate bene il tutto, fate una palla e ricopritela con la pellicola. Fate riposare in frigorifero per un’ora almeno. Trascorso questo tempo, stendete la pasta per circa 5 mm di spessore, ritagliate con i taglia biscotti grandi, e con quelli piccoli tagliate al centro, in modo da ottenere un biscotto bucato (cercate di tenere almeno 3 mm di bordo). Se volete appenderli, praticate un foro in alto con l’aiuto di una cannuccia. Disponete i biscotti su di una placca ricoperta di carta forno e infornatela a 160° per circa 6 minuti (tenete presente che dovrete fare più infornate). Estraete la teglia dal forno e posizionate in ogni finestrella le caramelle tritate grossolanamente! Infornate nuovamente per 5 minuti circa, fino a che le caramelle non saranno sciolte e i biscotti dorati. Una volta cotti, lasciateli raffreddare un po’ e staccateli con delicatezza. Quando saranno ormai freddi potete inserire dei nastri nei fori e regalarli ad amici e parenti che potranno appenderli all’albero e … quando scatta la fame, mangiarli!

ALBERELLI DI PASTA FROLLA AL CACAO E CIOCCOLATO BIANCO

AlberiBlog

architettandoincucina.blogspot.it

Ingredienti:

  • Farina 00, 250 gr
  • Cacao amaro, 50 gr
  • Burro, 125 gr
  • Zucchero, 125 gr
  • Uovo – Santa Brera, 1
  • Sale, 1 pizzico
  • Acqua ghiacciata, 3 cucchiai
  • Cioccolato bianco, 100 gr
  • Panna fresca, 50 ml

Procedimento:

In una ciotola inserire farina e cacao setacciati, il burro a pezzetti e impastare bene con le dita fino ad ottenere un composto sabbioso, quindi aggiungere lo zucchero e mescolare. Aggiungere l’uovo ed il sale e se c’è bisogno l’acqua, impastando velocemente fino a formare una palla. Ricoprire la palla con la pellicola e lasciarla in frigo per almeno mezz’ora. Trascorso questo tempo, togliere la palla dal frigo, accendere il forno a 180° e stendere la pasta frolla con il mattarello.
Con gli stampini da biscotti ritagliare:
  • Alberelli di frolla al cacao con cuore di cioccolato bianco. Ritagliare con uno stampino grande una serie di alberelli. All’interno della metà di questi ritagliare con uno stampino più piccolo un altro alberello, creando una cornice.
  • Mini alberelli di frolla al cacao. Sono formati dagli alberelli piccoli interni ritagliati da quelli grandi.
  • Alberelli di frolla al cacao con palline di cioccolato bianco. Ritagliare con uno stampino grande una serie di alberelli.
Adesso infornare tutti gli alberelli per 10 minuti, poi sfornarli e farli raffreddare.
In una bastardella a bagno maria, fondere il cioccolato bianco e la panna.
  • Alberelli di frolla al cacao con cuore di cioccolato bianco. Sopra ad un alberello spalmare un cucchiaino di cioccolato e ricoprire con una cornicetta ad albero. Lasciar rapprendere la cioccolata ed i biscotti sono pronti.
  • Mini alberelli di frolla al cacao. Pronti così.
  • Alberelli di frolla al cacao con palline di cioccolato bianco. Decorare i biscotti con tante palline di cioccolato. Lasciar rapprendere la cioccolata ed i biscotti sono pronti.

Una volta tutti pronti si possono confezionare in un sacchetto trasparente, un bel fiocco, un bigliettino d’auguri e il Regalo è fatto!

BIGLIETTI D’AUGURI

AuguriBlog

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Ingredienti:

  • Uova albume– Cascina Pizzo, 1
  • Zucchero a velo, 100/120 gr
  • Limone – La Caiella, qualche goccia

Preparazione:

Setacciare con un colino a maglie fini 2/3 dello zucchero a velo e disporlo in una ciotolina. Praticare un incavo nel suo interno e mettervi l’albume precedentemente “rotto” con una forchetta e amalgamato al limone. Formare una pastella e aggiungervi il rimanente zucchero, sempre setacciandolo. Con la forchetta impastare sino ad ottenere una pastella bianca e molto densa, aggiungete altro zucchero nel caso non bastasse. Una volta ottenuta la consistenza desiderata coprire con della pellicola e lasciar riposare la ghiaccia un paio di ore in frigo. Con la sac a poche decorate i biscotti.

GELÈE AL SUCCO DI CLEMENTINE E MIELE

CaramelleBefana

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Ingredienti:

  • Clementine – Agricola Bioinvio, 200 gr
  • Mela succo, 50 ml
  • Miele di Acaia – Santa Marta, 1 cucchiaio
  • Agar agar (addensate naturale), 2 cucchiaini
  • Zucchero di canna

Preparazione:

Mettere la metà delle clementine frullate in un pentolino  e portare a bollore, nel frattempo diluire l’agar agar in poco succo di mela freddo. Quando il composto di clementine bolle aggiungere l’agar agar sciolto e mescolare per bene facendo bollire per 3-4 minuti. Aggiungere il restante succo di mela, i 100 gr di clementine frullate avanzate ed il miele.
Riportare velocemente a bollore senza smettere di mescolare e spegnere il fuoco.
Colare il composto ottenuto in stampini di silicone e fate raffreddare a temperatura ambiente. Prima di servirle rotolatele nello zucchero di canna.

News dagli agricoltori – Cascina Lassi

Vi raccontiamo la storia di Mattia Zuffada, braccio e mente dell’azienda Cascina Lassi.

Parliamo di un giovane che armato di passione e coraggio ha deciso, ormai da alcuni anni, di dare una svolta concreta all’azienda di famiglia, diventando a pieno titolo, uno dei volti nuovi dell’agricoltura prossima alla città di Milano.

Mattia, affiancato dal socio e amico Marco – da non dimenticare il contributo del papà Tiziano – ha convertito l’azienda storicamente indirizzata all’allevamento di suini, in un’azienda biologica (è in corso di conversione) e multifunzionale.

L’allevamento dei suini è oggi portato avanti secondo un approccio di rispetto del benessere animale, lasciando loro il giusto spazio all’aperto per muoversi. L’alimentazione è basata su cereali di produzione propria.

Suini

L’azienda associa alla produzione di carne di maiale e salumi, anche la coltivazione del riso (arborio e carnaroli), di mais di antiche varietà, oltre alla presenza di un orto.

Cascina Lassi è anche un riferimento per diverse aziende locali, da cui seleziona diversi prodotti di qualità, è il caso dei formaggi dell’azienda Carena.

Aiutaci a sostenere l’Ambiente: NO agli Sprechi!

sprechi_menseIn questi giorni si è celebrata la GIORNATA DELL’AMBIENTE, dedicata al tema scottante e paradossale degli sprechi alimentari. Giornali, tv, media di vario genere hanno sollevato l’attenzione sulle tonnellate di cibo edibile che ogni giorno vengono buttate letteralmente nell’immondizia…. un dramma!!!

La Fao stima che ogni anno nel mondo vengano buttate via 1,3 miliardi di tonnellate di avanzi, l’equivalente di un terzo di tutto il cibo prodotto. É il quadruplo di quanto servirebbe a nutrire gli 868 milioni di persone che nel mondo soffrono la fame.
Cosa fare? è semplice…. ecco le 4 parole chiave di Cortilia per ridurre gli sprechi alimentari:
1) Essenziale
Marco Mengoni a parte, questa parola è l’antitesi al consumismo e all’inutilità della spesa fatta con impulso.
Fare una lista della spesa, acquistare solo quello di cui avete effettivamente bisogno sono i primi passi per evitare che dispense e frigoriferi si riempano del superfluo.
2) Territorio
Preferire il cibo locale, coltivato vicino a voi, compatibilmente con ciò che il territorio può ed è in grado di offrire. In questo modo si sostiene l’agricoltura locale, il lavoro degli agricoltori, si valorizza la stagionalità e i ritmi della natura. Un modo concreto di custodire la terra, premiare chi la valorizza e non chi la distrugge.
3) Agricoltura
Il cibo è il prodotto dell’agricoltura. Evitare i cibi troppo manipolati, risultato di processi industriali che generano grande inquinamento, sprechi di energia e valori nutrizionali scadenti. Questi cibi sono i primi a finire nell’immondizia, insieme a tonnellate di materiale di confezionamento.
4) Cucina
Valorizzare le vostre capacità ai fornelli. Gli sprechi si riducono anche con un’adeguata cultura alimentare. L’immenso bagaglio di ricette della tradizione gastronomica, ma anche la creatività di foodblog e la rete, offrono opportunità per cucinare e dare un risvolto gastronomico a tanti ingredienti, compresi i più insoliti, valorizzando le parti meno nobili e gli avanzi.

Anche a scuola i menù li scelgono i genitori

Il Comune di Milano ha da poco annunciato una piccola rivoluzione nelle mense scolastiche milanesi. Dopo un aperto confronto tra Milano Ristorazione e le commissioni mense formate dai genitori, i menù verranno riscritti, accogliendo alcune indicazioni genitoriali. In poche parole: le famiglie avranno voce in capitolo nella scelta di cosa i bambini mangeranno a scuola.

«Siamo orgogliosi, questo è un ottimo risultato, il primo passo di un lungo percorso fondato sulla partecipazione e la trasparenza. Crediamo che questo percorso di condivisione con i genitori sul tema dell’alimentazione sia molto importante, perché intendiamo la scuola come un luogo di educazione alla vita e alla quotidianità nel suo complesso», ha dichiarato il vicesindaco con delega all’Educazione Maria Grazia Guida.

In attesa di vedere quali saranno i nuovi menù delle scuole milanesi, si può già apprezzarne un aspetto: la rivoluzione meneghina parlerà anche «chilometro zero». La Coldiretti, infatti, ha annunciato che da domani tutta l’insalata servita nelle mense scolastiche proverrà da campi lombardi.

Una strada, quella del «chilometro zero», imboccata non solo dalla città di Milano, ma anche dalla capitale. L’assessore capitolino alla Scuola, Gianluigi De Palo, ha infatti più volte ribadito che il nuovo menù delle mense scolastiche si baserà sulla filosofia del «chilometro zero» per favorire le imprese del territorio e aumentare la qualità dei prodotti.

Così, nell’anno scolastico 2011-2012 saranno 1,5 milioni i bambini italiani che pranzeranno in mensa avendo sempre maggiori opportunità di gustare pasti preparati con cibi di stagione, locali e a chilometri zero.

Ma cosa s’intende per menu a chilometro zero? Si tratta di pasti allestiti con prodotti a filiera corta, provenienti dal territorio vicino al luogo in cui vengono consumati e basati su piatti cucinati utilizzando alimenti freschi di stagione e magari regionali.

Voi cosa ne pensate? Condividete questa tendenza? Pensate che i menù che i vostri bambini trovano a scuola siano stati pensati in modo sufficientemente attento, rispettando le loro esigenze?

La miglior arma contro i batteri? L'attenzione nella scelta del cibo. La filiera corta è l'avanguardia

In questi giorni si sono susseguite notizie allarmanti sul nuovo batterio E.coli, che si anniderebbe tra la frutta e la verdura. Se la cautela è un bene, sembra invece inutile lasciarsi prendere da allarmismi esagerati.

Quello che serve, in momenti come questo, è piuttosto condurre una seria riflessione su quanto scegliamo di portare sulla nostra tavola. Spesso infatti, facendo la spesa di fretta tra i banchi del supermercato, ci dimentichiamo di porre attenzione alla provenienza delle verdure. Abitudine quantomeno strana, visto che il nostro Paese produce frutta e verdura di ottima qualità e in quantità sufficiente a rendere inutile importare ortaggi dall’estero. La strada per evitare il ripetersi di casi come quello che stiamo vivendo passa anche per un consumo più attento? Non è certo, ma probabile. Il Made in Italy è la soluzione di ogni male? Certamente non è una panacea, ma consumare prodotti di stagione e non sottoposti a lunghi viaggi e trasporti riduce la possibilità di trovarsi di fronte ad alimenti adulterati o mal conservati.

Come aumentare la sicurezza dei pasti? Prestando maggiore attenzione alla tracciabilità dei prodotti che si scelgono, prendendo coscienza del percorso che compiono dal produttore alla tavola. In questo senso, gli alimenti a chilometro zero rappresentano un’avanguardia (provengono dal territorio vicino), mentre la filiera corta consente di portare sulla tavola alimenti di stagione, freschi e genuini.

Il rispetto dei cicli naturali garantisce la qualità del prodotto, che arriverà freschissimo sulle vostre tavole, senza subire alterazioni dovute ai chilometri percorsi nel passaggio dalla terra alla tavola.

Geomercato, mettendo a disposizione una piattaforma internet su cui acquistare direttamente online dai produttori locali, consente di avvicinare la campagna alla città, i produttori ai consumatori finali, riducendo i canali di distribuzione e puntando sulla creazione di percorsi sostenibili che riducono al minimo le emissioni di gas nell’ambiente.

Imbandire tavola a chilometri zero

Uno dei grandi timori legati al chilometro zero è che non offra una grande varietà di scelta. Ma siete sicuri sia proprio così? Anche acquistando solamente prodotti di stagione messi direttamente in vendita dai produttori locali del proprio territorio, la spesa può essere molto varia. Se non ci credete, date un’occhiata a tutti i prodotti disponibili questo mese sulla piattaforma Geomercato!

Sicuramente non manca la scelta tra frutta e verdura. Troverete infatti asparagi, carote, catalogna, cetrioli, cipolle, cipollotti, coste, erbette da taglio, fagiolini baby, fave, insalata gentile, insalata iceberg, insalata lollo, lattuga canasta, melanzane, patate, piselli, pomodori insalatari, porri, prezzemolo, ravanelli, rucola selvatica, sedano, soncino, spinacini, spinaci, zucchine scure e, non ultimo, fragole e mele golden.

Ampio anche l’assortimento di carni. Potrete infatti scegliere tra braciole di suino, cacciatori di suino, coppa, coppa per arrosto, costine di maiale, filetto di maiale, lardo, lonza, pancetta, pasta di salame, prosciutto crudo di Parma, salame cotto, salame di suino, salamelle, salsiccia.

E che ne dite della varietà dei formaggi? Non solo gusti tradizionali come crescenza, formaggio grana, ricotta e taleggio, ma anche sapori particolari che certo non si trovano sui banchi del supermercato, come il formaggio pannerone e il formaggio raspadura.

Ma se ancora la varietà della scelta non vi soddisfa, date un’occhiata all’offerta degli altri prodotti come il riso carnaroli venduto in confezioni da 1, 2 o 5 kg e la farina bianca.

E poi ancora troverete uova e yogurt, sempre provenienti rigorosamente da produttori locali.

Per i più golosi è presente anche un’ampia gamma di mieli: di acacia, di castagno, di melata, di tiglio, millefiori.

E se il caldo proprio non vi dà tregua, dissetatevi con le birre artigianali messe in vendita sulla piattaforma di Geomercato.

Dieta ecosostenibile, ricetta per vivere bene

Si è appena concluso a Milano il 23esimo Congresso nazionale dell’Associazione nazionale dietisti, dove a tenere banco è stato il tema della dieta ecosostenibile.

Tranquilli, non vi stiamo proponendo di mettervi a dieta in vista della stagione estiva, piuttosto di porre maggiore attenzione al cibo che si porta in tavola e alla nutrizione intesa, in senso lato, come attenzione per il benessere della persona e il vivere sano.

Questa “dieta” ha tra i suoi promotori un sostenitore di eccezione: il WWF, che, in collaborazione con l’istituto britannico Rowett Institute dell’Università di Aberdeen, sostiene la filosofia alimentare del livewell.

Ma che significa, in sostanza, prendersi cura del proprio organismo attraverso questo regime alimentare? Mangiare cibi sani, prodotti di stagione, coltivati nelle dirette prossimità del luogo di acquisto, quindi alimenti a km zero. Questo stile di vita va a tutto vantaggio dell’ambiente che ci circonda, della tutela dell’ecosistema naturale, fermando l’inquinamento, gli sprechi e l’impoverimento dei territori.

I capisaldi del livewell, della dieta ecosostenibile sono chiari: “Il km 0 è un principio base della sostenibilità alimentare, un baluardo del mangiare bio e del vivere secondo natura, infatti, le piccole colture sono quelle a basso costo, le meglio gestibili secondo i dettami della produzione agricola tradizionale, le meno meccanizzate e con buona probabilità anche le meno inquinate e inquinanti.”