Vitamina C!!!

Ecco alcune brillanti idee per rimettersi in forma…

Kit Vitamina C BIO

Un condensato di poteri vitaminici per tenersi in gloriosa forma. Ecco l’essenza della purezza – arance, clementine, limoni – direttamente dalla Sicilia, senza intermediazioni senza compromessi. 100% BIO.

box vitamina c BIO---

Arance, clementini e limoni si gustano così, tout court… spremute o semplicemente sbucciate le arance sono una vera bomba vitaminica. Usatele anche per una squisita torta alle arance.

Non sprecate poi le bucce dei limoni. Si adattano per un ottimo “canarino“, il digestivo naturale per eccellenza. O meglio ancora per aromatizzare insalate, pesce o sughi per la pasta.

Ecco a voi la ricetta della marmellata di arance, da fare in casa, fornita dalla nostra amica foodblogger Chiara (architettandoincucina):

marmellata

Marmellata di arance

Per prima cosa ho lavato la frutta in acqua e bicarbonato, una volta asciutta ho staccato la scorzetta arancio a tutti i frutti eccetto tre arance, queste ultime le ho tagliate a fette spesse mezzo cm (con anche la buccia), le scorzette le ho tagliate a striscioline. Successivamente ho pelato a vivo la frutta (raccogliendo il succo che fuoriusciva in una pentola), tagliato a pezzettini la polpa e ho lasciato macerare per qualche ora il tutto in un pentolone con 500g di zucchero per 1 kg di frutta. Passato questo lasso di tempo ho unito al composto una bustina di Fruttapec 2:1, ho aggiunto le scorze e le fette di arancia precedentemente tagliate e ho mescolato per bene. Come da istruzioni riportate sulla confezione, ho portato a bollore il tutto e ho mescolato per 3 minuti dal momento dell’ebollizione. Terminato questo tempo ho tolto dal fuoco e con l’apposito imbuto per confetture ho invasettato in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati, prima di versare la marmellata ho inserito in ogni barattolo 3 o 4 fette di arancia.

Approfitta anche degli altri special box rigeneranti… Solo per pochi giorni

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Non fare il pollo: conosci le tue galline!

Ostini_20120906_C014Le festività di Pasqua sono vicine e non a caso anche noi abbiamo deciso di parlarvi delle uova, cibo dal forte valore simbolico sul quale in queste settimane si sprecheranno parole su miti, virtù, leggende, aneddotti, usi tra i fornelli, impieghi cosmetici, proprietà nutrizionali, terrorismo colesterolemico e tanto altro… il tutto senza considerare, come spesso capita, lo straordinario lavoro delle galline, animali che, oltre all’indifferenza, sono costretti a sopportare l’etichetta di animali di scarsa intelligenza.

Parlare delle uova e delle sue proprietà vuol dire prima di tutto dare il giusto valore a chi che le fa: le tanto amate galline (non si offendano anatre, tacchine, quaglie e struzzi… parleremo anche di loro presto). Ecco perché vogliamo ancora una volta porre attenzione e sensibilizzare sulle abituali e controverse condizioni di vita a cui il genere umano è solito sottoporle.
L’etichetta delle uova che acquistiamo può darci importanti informazioni a riguardo: si possono ottenere ragguagli precisi sulla filiera produttiva, a cominciare da come sono state allevate le galline. Sugli imballaggi è obbligatoria l’indicazione del sistema di allevamento e anche sul guscio la legge impone il codice alfanumerico composto da 11 cifre.

La prima cifra identifica i sistemi di allevamento, così codificati:
0 biologico:
gli animali sono in grado di razzolare liberamente all’aperto in spazi predefiniti, con possibilità di ricovero in ambienti adeguati e sono alimentati con mangimi e foraggi provenienti da agricoltura biologica
1allevamento all’aperto:
hanno accesso all’esterno per razzolare, con uno spazio di almeno 2,5 metri quadri per ovaiola e dotato di nidi, trespoli e lettiere. Quando sono all’interno la densità massima è di 12 per metro quadro (9 dal 2012). Sono le galline “allevate all’aperto” (o “free range” in inglese)
2allevamento a terra:
le galline non stanno in gabbia ma libere a terra. Sono allevate in capannoni chiusi senza accesso all’esterno. La densità massima di galline è di 9 per metro quadro.
3allevamento in gabbia:
identifica il sistema industriale ovvero il più diffuso, in cui le galline sono chiuse in gabbie multipiano costantemente stimolate da luce, cibo e acqua. È bene precisare che qualche passo avanti per migliorare le condizioni di vita degli animali è stato fatto. Da quest’anno è obbligatorio a livello comunitario l’adeguamento delle modalità di allevamento in gabbia in gabbie modificate, che prevede che le galline ovaiole possano vivere in un ambiente un po’ più dignitoso: almeno 750 cm2 di superficie per ovaiola, di cui 600 cm2 di superficie utilizzabile, di un nido, una lettiera, posatoi appropriati (almeno 15 cm di spazio per ovaiola), una mangiatoia, un sistema di abbeveraggio appropriato.

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Ricordiamo che l’etichetta delle uova dà altre informazioni utili:
origine: il codice alfanumerico riporta la sigla della stato e della provincia di produzione. Premesso che difficilmente si vendono in Italia uova di provenienza estera, è bene soffermarsi sulla provincia ed evitare di mangiare uova che arrivano da centinaia di chilometri di distanza.
classificazione per categorie di peso (XL grandissime, oltre i 73 g; L grandi, da 63 a 73 g; M medie, da 53 a 63 g; S piccole, meno di 53 g);
classificazione della freschezza: (“extra fresche” fino al settimo giorno dall’imballaggio o al nono giorno dalla deposizione; “A”, che significa “fresche”, una volto trascorso tale periodo; “B”, non commercializzabili, destinate alla trasformazione industriale previa pastorizzazione).

Chi ha paura delle contraffazioni a tavola?

Se pensate che la cosa che spaventa di più gli italiani siano le frodi fiscali e gli scandali finanziari, vi sbagliate di grosso. Nonostante i tempi che corrono, a preoccupare gli abitanti del Belpaese sono soprattutto le frodi a tavola, perché possono avere ripercussioni sulla salute. Questo quanto emerge da una ricerca di Coldiretti/Swg, secondo cui ben 6 italiani su 10 hanno paura delle contraffazioni alimentari. Il tema, purtroppo, è tornato alle attenzioni della cronaca proprio in questi giorni, quando è stata data la notizia dell’importante operazione che ha portato la Guardia di Finanza a sequestrare prodotti provenienti da Paesi  terzi, come la Romania, perché distribuiti con l’etichetta “biologico” quando invece sarebbero frutto di coltivazioni normali.
Quale soluzione per non incorrere in tali truffe? Secondo la Coldiretti la soluzione sta nell’introdurre al più presto un marchio per il biologico italiano. Altra soluzione potrebbe essere quella di accorciare il più possibile la filiera produttiva. I rischi dovuti alla poca trasparenza sulla provenienza dei prodotti, infatti, crescono con l’allungarsi della filiera e con l’aumento degli intermediari che si frappongono tra produttore e consumatore. Spazio dunque alla vendita diretta dal produttore al consumatore. Solo attraverso la vendita diretta i produttori possono garantire in prima persona sulla qualità dei loro prodotti, stabilendone anche i prezzi in maniera autonoma, senza intermediari, migliorando anche il rapporto qualità/prezzo.

Confezione regalo a filiera corta: il regalo è giusto.

Il natale è alle porte. Lo mostrano le città: si vestono di luci e di decorazioni; nelle strade si inizia a sentire a parlare di acquisti e regali per amici e parenti. Cosa finirà sotto l’albero? Se non avete idee, perché non pensare di donare qualche leccornia? Una cosa diversa, ma non strana, visto che ogni anno – come rivela una ricerca di Coldiretti – sono sempre di più gli italiani che lo fanno.

Analizzando i dati raccolti nella ricerca Xmas Survey 2011 di Deloitte, Coldiretti ha osservato che nel Belpaese questo natale sarà all’insegna della gastronomia: alimenti e bevande di qualità non finiranno solo sulle tavole italiane per cene e pranzi di festa, ma anche dentro i pacchetti dei regali.

Sarà un natale di crisi e, in queste condizioni, torna di moda il “regalo utile”; e nulla può essere altrettanto utile che un alimento. Come sottolinea la Coldiretti “la spinta verso regali utili premia l’enogastronomia anche per l’affermarsi di uno stile di vita attento a ridurre gli sprechi che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio.”

Perché allora non far cadere la propria scelta sui prodotti a filiera corta, venduti direttamente dai produttori agricoli, senza intermediari, che garantiscono in qualità, tracciabilità dell’origine e convenienza.

Regalare confezioni natalizie di prodotti tipici del nostro territorio potrebbe rivelarsi una scelta quanto mai originale che verrà sicuramente apprezzata.

Presto anche sulla piattaforma di Geomercato saranno disponibili prodotti e confezioni regalo.

La spesa online, inoltre, vi consentirà di evitare le lunghe file che caratterizzano il momento clou dello shopping natalizio.

Geomercato: vedere la filiera corta

Geomercato è un sito internet bastato su una piattaforma tecnologica innovativa che gestisce e condivide dinamicamente l’informazione di domanda e offerta di prodotti locali della nostra campagna. Il consumatore indica quello che vuole, il produttore quello che ha e la piattaforma pensa al resto.

Geomercato stimola l’aggregazione geografica della domanda in una sorta di gruppo d’acquisto virtuale al fine di gestire la raccolta e la consegna a domicilio il trasporto dei prodotti in modo efficiente e al costo minimo a tutto vantaggio del consumatore e dell’ambiente

Geomercato vi stimola a partecipare in modo attivo in puro stile social network ai processi di raccolta e distribuzione .

Tramite semplici mappe e strumenti e di localizzazione potrete individuare e tracciare sul territorio i produttori e i percorsi dei veicoli per la consegna.

La tracciabilità non sarà solo visibile sull’etichetta dei prodotti ma sarà visibile direttamente sul monitor dei vostri computer

Se sei interessato a partecipare come produttore agricolo o come cliente contattaci qui!

Cosa è il geomercato?

Stiamo per lanciare geomercato la prima piattaforma per la vendita diretta di prodotti agricoli a chilometro zero che mette in contatto direttamente produttore e consumatore tramite Internet.
Con un’innovativa tecnologia di ottimizzazione geomercato mette in contatto domanda e offerta e gestisce le consegne a domicilio lungo percorsi ad emissione di C02 minima tra Produttore e Cliente

Il valore per il consumatore:
1. Prodotti freschi
2. Filiera corta: costo più basso!
3. Tracciabilità geografica
4. Consegna a domicilio

Il valore per il produttore
1. Filiera Corta: nessuna intermediazione!
2. Volumi di vendita
3. Relazione diretta con il consumatore


Se sei interessato a partecipare come produttore agricolo o come cliente contattaci qui!

Fliera corta e internet

…una piattaforma informatica che aggrega la domanda e l’offerta di prodotti agricoli locali con l’obiettivo di:

• consegnati entro 24ore dalla raccolta,
• offrire prodotti più genuini di quelli offerti dalla GDO,
• maturati in campo,
• ad un prezzo più basso di quello della GDO,
• 100% tracciabili, così sai che i tuoi soldi sostengono lo sviluppo
• ad emissioni minime,
• venduti da piccoli produttori locali
• coltivati con processi non intensivi.