Auguri a tutti i papà!

Un appello a tutti i figli, più o meno grandi che siano (indirettamente anche a mogli, compagne o compagni): evitate cravatte, profumi, dopobarba, portafogli. Oggi è la nostra festa. Non ci serve nulla: ci basta un vostro sorriso, una telefonata se siete lontani, un pensiero che ci faccia sentire orgogliosi di essere papà.
Se proprio non riuscite a fare meno di un piccolo oggetto materiale, allora andate sul sicuro, con un qualcosa di piacevole possibilmente da condividere insieme.

Volete un consiglio?
TrisbirreUna buona birra artigianale. Un’occasione per approfondire questo straordinario mondo, fatto di piccoli produttori, ricerca, qualità, alchimia, segreti, tanto gusto e personalità.
Ecco le proposte che giungono da Cortilia.

Comitato dei Papà di Cortilia

 

http://www.cortilia.it/spesaonline/vino-birra-bevande/birra-agricola-ticinensis-bionda-MORO001P0313

http://www.cortilia.it/spesaonline/vino-birra-bevande/tris-di-birra-agricola-ticinensis-MORO004P0313


http://www.cortilia.it/spesaonline/vino-birra-bevande/birra-amber-cascinazza-SAMA010P0412


http://www.cortilia.it/spesaonline/vino-birra-bevande/birra-bruin-cascinazza-SAMA011P0412

I giardini di marzo

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Provate a visitare le campagne milanesi in questa stagione… cosa noterete? Un paesaggio ancora invernale che guarda con ottimismo al risveglio della primavera. Le semine sono ormai vicine, gli agricoltori sono pronti, le prime insalate sono già in arrivo, il palato si prepara alle primizie e a gusti freschi e rigeneranti. In parole povere: la disponibilità di frutta e verdura in questo mese è ridotta veramente all’osso… Non c’è mese più critico come questo: da una parte assistiamo alla fine delle scorte dell’autunno e dell’inverno (mele, pere, kiwi, patate), dall’altra alla fine del ciclo produttivo delle verdure invernali (verze, cavoli, broccoli, cavolfiori, radicchio, cicoria, ecc.). A questo si aggiunge anche un andamento stagionale non dei più facili. “L’inverno” – ci raccontano gli agricoltori – “è stato buono in termini di temperature medie, ma caratterizzato da poca luce che porterà a inevitabili ritardi sulle produzioni”.

E poi – senza alcuna vena polemica – bisogna anche ricordare che le campagne milanesi non sono mica le distese della piana di Agrigento o il Tavoliere delle Puglie….

Insomma, cosa fare?

1) Ci accontentiamo e attendiamo con ottimismo e sorriso alla primavera, rinunciando magari alle turgide forme che caratterizzano le verdure nel pieno della sua stagionalità?
– è il caso dei cavolfiori e dei broccoli che in questo momento dell’anno iniziano a perdere le grandi dimensioni.
– è il caso delle mele e delle pere locali che iniziano a perdere la loro croccantezza e polposità.

2) Accettiamo il compromesso e andiamo a ricercare le primizie che arrivano dal Centro-Sud Italia o dalle zone più calde e vocate, in attesa che la pianura padana si attivi?
– è il caso delle mele del Trentino o dell’Alto Agide che sebbene siano frutto del raccolto della scorsa estate, si presentano ancora fresche e ben conservate.
– è il caso delle sedano, delle carote e di altre verdure che arrivano dal Lazio o dalla Puglia.

3) Cediamo alle tentazioni peccaminose proposte dai mercati rionali o dai supermercati e ci arrendiamo all’invasione di fragole spagnole (per quelle degli agricoltori occorre aspettare ancora un paio di mesi), zucchine e melanzane da serre riscaldate della Sicilia o del Marocco, peperoni olandesi, asparagi del Perù.

Una risposta efficace? Affidiamoci al buon senso, e – non dimentichiamo – alla famigerata arma del gusto: una fragola o una ciliegia in questa stagione oltre che triste e risultato di una forzatura produttiva altamente inquinante, non può che essere povera di gusto… Forse vale la pena aspettare.
D’altra parte, non facciamoci prendere dagli integralismi più sfrenati del Chilometro Zero (in particolare di fronte ai limiti di questa stagione), magari accettando con positività la forza della rete diretta tra produttori che porta ad avere al nord – per fortuna – carciofi, arance e tanti altri straordinari esempi del patrimonio agricolo italiano.i

 

Nuovi abbonamenti quindicinali

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Vivi solo e una cassetta di prodotti freschi alla settimana per te è davvero troppa? Nonostante i ripetuti inviti agli amici per fare fuori le provviste, all’arrivo della nuova cassetta ti rimane sempre qualcosa in frigo della spesa precedente?

Da oggi puoi abbonarti ad una delle nostre cassette settimanali e richiedere la consegna con frequenza quindicinale in un click!

 

Cambiare la frequenza del tuo abbonamento su Cortilia è davvero semplice, ecco come devi fare:

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Conosci quello che mangi? Il salame

Non han mai fatto male due fette di salame… Sulle note di questo simpatico ritornello diciamo: Evviva il Salame! Questo straordinario prodotto alimentare è l’essenza della cultura contadina, simbolo della dispensa, della conservazione e dell’arte norcina, emblema dello storico detto popolare “del maiale non si butta via niente”. Un artefatto affidato alla sapienza di artigiani e trasformatori che mescolano pochi ed essenziali ingredienti e al tempo, alla pazienza di saper aspettare. Il salame è anche prodotto dell’industria, divenuto un accessorio alimentare dall’infinito confine merceologico proposto in forme, formati, gusti e qualità molto variegate.Lassi_20120731_C016

“Una cultura del salame” non può prescindere dal conoscere la filiera, indagare sul processo produttivo, sapere cosa c’è dietro e dentro a questi appaganti involucri ripieni.
Tutto parte dalla carne, o meglio dall’animale, sua maestà il maiale, da come è stato allevato, nutrito e ingrassato. Non ne vogliano gli amici vegetariani, ma solo animali felici, ben alimentati, senza forzature e curati dalla prima all’ultima fase del processo produttivo,
possono renderci omaggio di una grande materia prima. Segue poi il tempo, l’arte dell’attesa, il processo di trasformazione che ad opera di sale, spezie, muffe, batteri e microrganismi vari contribuisce alla rifinitura del capolavoro.

Da qui nasce la proposta di Cortilia, di raccogliere e raccontarvi solo salami artigianali realizzati con cura da protagonisti della gastronomia locale.
Un invito a testare, tra merende spezzafame, panini immortali, antipasti golosi e cene conviviali, la cultura norcina locale.

 

Zuppe rigeneranti

Perantoni_20120906_C028-500x205Eccesso di cibo, grassi, risotti, paste al forno, arrosti. Panettoni che ci escono dalle orecchie. Rigenerarsi si può! Senza rinunciare alla golosità, ai gusti autentici, al convivio e alla soddisfazione di godere di fronte a un buon piatto.
Il compromesso ideale sono le zuppe, infinita costellazione culinaria, panorama gastronomico che non pone limite a fantasia, colore, consistenze, ingredienti….

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