Il Social Network dei sapori locali!

I sapori locali si stanno conquistando sempre più spazio. Il mangiare a km0, ora, ha anche un Social network tutto suo: NewGusto.

Da tempo ormai si sente parlare del couchsurfing, pratica molto in uso per viaggiare low cost e conoscere gente nuova in tutto il mondo. “Perché non applicare lo stesso meccanismo anche al cibo?” si è chiesto qualcuno.

L’idea si è tradotta in NewGusto, la community riservata a chi ama girare il mondo e venire in contatto, in qualsiasi angolo del globo, con la cultura, le usanze e le tipicità gastronomiche locali. Lo scopo dell’iniziativa è proprio quello di consentire agli appassionati del cibo di condividere le loro esperienze allo slogan di “Share your Kitchen”, magari anche in viaggio.

Come funziona la community del cibo a km0? Molto semplice: registrandosi si può decidere di condividere la propria cucina con gli altri iscritti al sito. Al contempo, ovunque vi troviate, potrete vedere quale sia lo “chef” iscritto a NewGusto più vicino a voi e consultare le sue proposte. Potrete, dunque, decidere se accettare il suo invito e accordarvi per trovarvi tutti intorno a un’unica tavola. In questo modo sarà facile conoscere nuovi cibi o socializzare con le persone del luogo…magari proprio nella loro cucina! Potrete così scoprire piatti e sapori tipici di tutto il mondo direttamente a casa di chi li prepara.

Su NewGusto qualità e convenienza sono garantiti dai feedback dati direttamente dagli utenti.

E tu di che natale sei? Cosa si mangia a natale nel mondo?

Natale spesso è sinonimo di festa tradizionale e in molte famiglie non si può nemmeno immaginare di toccarne il menù! Pensate al cenone della vigilia o al pranzo del 25, nei giorni che precedono la festa chi di noi non inizia a pregustarne quello che sa essere il menù di sempre, invariato da anni? Ogni casa ha il suo menù speciale: specchio della tradizione, ma anche frutto di rielaborazioni che si tramandano poi con il passare degli anni. Ognuno ha i suoi segreti in cucina per contribuire alla riuscita della mangiata più impegnativa dell’anno.
In Italia, ogni regione ha le sue tradizioni natalizie e le sue specialità locali. Ma se proviamo a curiosare fuori dall’Italia, che usanze culinarie troviamo?
In Francia, soprattutto nelle regioni settentrionali,  si usa portare in tavola il fressure de porc, ovvero un misto di carne e interiora di maiale; ma la ricetta tradizionale per eccellenza è la galette des rois, un dolce a base di pastafrolla con un ripieno di crema alla mandorla: al suo interno si usa nascondere una statuina e il fortunato che  la trova viene incoronato “re della festa”.
La Spagna, Paese dove il natale non è meno importante che in Italia, il menù è spesso così composto: escudella i carn d’olla, una zuppa di verdura e carne, etacchino con frutta glassata al forno. Immancabili poi, sulle tavole degli spagnoli, i dolci, come il tipico torrone spagnolo e il polvorones, preparato con limone, cocco e caffè.
In Germania, invece, non c’è natale senza la sostanziosa torta stollen, a base di burro e ricca di frutta secca e canditi.
E nel Regno Unito? Il piatto principale della tavola natalizia britannica è il tacchino arrosto ripieno.
Spostandosi al nord, gli svedesi preparano per la vigilia un banchetto particolarmente sontuoso, composto da piatti a base di pesce secco, polpettine al prosciutto e riso al latte. Latte, riso e mandorle sono i semplici ingredienti alla base del ris a l’amande, saporito semifreddo natalizio danese.
Guardando invece a est, sulle tavole per Natale troviamo pesce. Come in Russia dove si pranza a base di aringa, salmone affumicato e tartine con caviale. I dolci tradizionali sono i piroski, torte farcite con ricotta, uvetta, mele e frutti di bosco.
Stati UnitiCanada e Oceania non si discostano molto dalle tradizioni tipiche della Gran Bretagna. Ecco dunque che sulle tavole si consumano tacchini arrosto, magari condito con salsa di mirtilli.
E voi? Siete fedeli alle tradizioni o disposti a sperimentare? Siete amanti dei menù esotici oppure scegliete solo ingredienti a filiera corta?

Un box speciale della tradizione milanese

Se vi chiediamo di pensare al piatto tipico della cucina milanese, voi a cosa pensate? Insieme al classicissimo risotto alla milanese e alla scaloppina, non c’è alcun dubbio: è la cassoeula ad avere un posto d’onore nella cucina tradizionale meneghina.
La cassoeula, o per  meglio dire la casoeûla, per chi non la conoscesse, è un piatto povero composto da verze e da diversi tagli e parti di maiale.
Secondo la tradizione è proprio questo il periodo più adatto per la preparazione di questa pietanza: tardo autunno/inizio inverno, quando le verze, imbiancate dal primo gelo nei campi, richiedono tempi di cottura inferiori al solito.
Anche se esistono diverse varianti del piatto, gli ingredienti di base non si discutono:  verze, “verzini” (salsiccette dolci che ben si sposano con il sapore delle verze), costine di maiale e cotenne. Per i più temerari, che desiderano non scostarsi dalla ricetta originale, la tradizione vuole che vengano utilizzati anche piedino, orecchie e codino di maiale.
La preparazione della cassoeula richiede tempo e pazienza, ma il risultato è molto gustoso e non deluderà.
E per consentirvi di non perdere tempo nel reperire gli ingredienti, i produttori agricoli che vendono i loro prodotti su Geomercato hanno preparato per voi uno Special box con tutto il necessario per preparare questo piatto.
Che c’è infatti di meglio di poter preparare una ricetta tipica della tradizione con prodotti locali di stagione, a filiera corta (perché provenienti dal territorio vicino a casa)?
Fare la spesa online su Geomercato vi consentirà di acquistare ingredienti genuini provenienti dagli agricoltori locali, che vi verrannorecapitati direttamente a casa nella fascia oraria da voi segnalata.
Se siamo riusciti a solleticarvi l’appetito, non avete che da fare subito la vostra spesa online e seguire la ricetta che trovate sulla nostra pagina Facebook.

Natale è vicino e a chilometri zero

 

Il Natale? Quest’anno, in tavola, sarà in grandissima parte made in Italy. Addirittura il 73% degli italiani – secondo un’indagine di Deloitte, richiamata dalla Coldiretti – acquisterà prodotti alimentari provenienti dal nostro Paese, tanto per garantirsi un’elevata qualità, quanto per sostenere l’economia nostrana in un momento di crisi.

 

Se, da una parte, gli italiani acquistano cibi di produzione italiana nella consapevolezza di poter così contribuire alla ripresa economica; dall’altra, va detto che acquistare a chilometro zero consente un notevole risparmio: in tempi di carogasolio, a subire il maggior aggravio sono i prodotti importati che devono percorrere lunghe distanze prima di giungere a tavola.

 

Se si considera il costo della frutta e della verdura nel suo complesso e si cerca di scomporlo, si scoprirà che benzina, trasporti e logistica incidono per circa un terzo, assorbendo in media un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari.

 

Nel nostro Paese, il costo dei carburanti si rivela una variabile cruciale nella composizione dei prezzi dei prodotti. In Italia, infatti, l’86% dei trasporti commerciali avviene per strada: un rialzo dei prezzi al litro di benzina e gasolio, dunque, provoca nei supermercati un inevitabile aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande in vendita al pubblico.

 

Il peso del caro-carburante sul costo dei nostri pasti, poi, appare ancora più evidente se si considera che in Italia si stima che un pasto percorra in media quasi 2 mila chilometri prima di giungere sulle  tavole e che il 40% dei cibi arriva dall’estero, spesso all’insaputa dei consumatori a causa di un inadeguato sistema di etichettatura.

 

L’occasione per iniziare a cambiare le nostre abitudini alimentari potrebbero essere proprio le vicine feste, perché non iniziare ad acquistare prodotti locali provenienti dal territorio vicino a casa?


Anche a scuola i menù li scelgono i genitori

Il Comune di Milano ha da poco annunciato una piccola rivoluzione nelle mense scolastiche milanesi. Dopo un aperto confronto tra Milano Ristorazione e le commissioni mense formate dai genitori, i menù verranno riscritti, accogliendo alcune indicazioni genitoriali. In poche parole: le famiglie avranno voce in capitolo nella scelta di cosa i bambini mangeranno a scuola.

«Siamo orgogliosi, questo è un ottimo risultato, il primo passo di un lungo percorso fondato sulla partecipazione e la trasparenza. Crediamo che questo percorso di condivisione con i genitori sul tema dell’alimentazione sia molto importante, perché intendiamo la scuola come un luogo di educazione alla vita e alla quotidianità nel suo complesso», ha dichiarato il vicesindaco con delega all’Educazione Maria Grazia Guida.

In attesa di vedere quali saranno i nuovi menù delle scuole milanesi, si può già apprezzarne un aspetto: la rivoluzione meneghina parlerà anche «chilometro zero». La Coldiretti, infatti, ha annunciato che da domani tutta l’insalata servita nelle mense scolastiche proverrà da campi lombardi.

Una strada, quella del «chilometro zero», imboccata non solo dalla città di Milano, ma anche dalla capitale. L’assessore capitolino alla Scuola, Gianluigi De Palo, ha infatti più volte ribadito che il nuovo menù delle mense scolastiche si baserà sulla filosofia del «chilometro zero» per favorire le imprese del territorio e aumentare la qualità dei prodotti.

Così, nell’anno scolastico 2011-2012 saranno 1,5 milioni i bambini italiani che pranzeranno in mensa avendo sempre maggiori opportunità di gustare pasti preparati con cibi di stagione, locali e a chilometri zero.

Ma cosa s’intende per menu a chilometro zero? Si tratta di pasti allestiti con prodotti a filiera corta, provenienti dal territorio vicino al luogo in cui vengono consumati e basati su piatti cucinati utilizzando alimenti freschi di stagione e magari regionali.

Voi cosa ne pensate? Condividete questa tendenza? Pensate che i menù che i vostri bambini trovano a scuola siano stati pensati in modo sufficientemente attento, rispettando le loro esigenze?