News dagli agricoltori – Cascina Santa Brera

Vi parliamo questa volta dell’azienda di Irene Di Carpegna, un’agricoltrice vera, titolare di Cascina Santa Brera. Una realtà che vi invitiamo ad andare a visitare, approfittando non solo dell’agriturismo e dell’ottimo cibo che potrete gustare, ma anche dello straordinario spirito di accoglienza.

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Irene conduce la cascina – un’isola felice e di tranquillità, a pochi minuti da Milano – in totale armonia con il territorio proponendo un modello agricolo basato sulla sostenibilità e il rispetto della cultura agricola locale.

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Le produzioni principali sono le uova, da galline felici allevate nel pieno rispetto del loro benessere, ma anche conserve, ortaggi e frutta BIO e occasionalmente la carne.

Sulla carne avremo modo di parlarvi nei prossimi giorni, ma vi anticipiamo che per un periodo limitato (dal 31 gennaio all’11 febbraio), sarà possibile acquistare un Box misto di Carne Varzese BIO, un’eccellenza rara, una delle straordinarie testimonianze del patrimonio bovino italiano, da animali allevati con cura e alimentati solamente con erba e fieno (modello grass-fed).

L’agriturismo di Santa Brera è dotato di un laboratorio funzionale alla trasformazione dell’ortofrutta BIO. Favolose sono le conserve, dai sottoli alle confetture extra (con percentuali di frutta altissimi): un’occasione per riscoprire alcuni frutti perduti, ormai in disuso, quali nespole, azzeruoli, cotogne, more di gelso e sambuco.

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E infine un cenno doveroso sul ruolo educativo e didattico dell’azienda: Irene, oltre a seguire le misure dell’agricoltura biologica, ha scelto di adottare un progetto di permacoltura, ovvero un sistema di agricoltura integrato, ecosostenibile che tiene in considerazione le relazioni tra ambiente, uomo, animali, paesaggio, biodiversità, estetica. Cascina Santa Brera è per questo un centro di divulgazione di pratiche agricole sostenibili, a servizio di agricoltori, cittadini e appassionati.

Agrumi di Sicilia BIO… come riprendersi dopo le abbuffate

Gli agrumi sono il simbolo dell’inverno… un tocco di vivacità e freschezza che contribuisce a colorare il freddo di questa stagione, oltre che a prevenire raffreddori e malanni.
Quest’anno il network di Cortilia si è arricchito degli agrumi dell’azienda Bioinvio, di Vittoria, in provincia di Ragusa.
Questa volta vogliamo parlarvi di stagionalità delle arance… è curioso sapere che il frutto per eccellenza dell’inverno, icona della sicilianità più profonda, non è sempre uguale, ma varia durante la stagione.

AranceEcco le principali varietà…

Navel
Questo gruppo di arance (Navelina, Washington Navel e Navelate) è caratterizzato dalla buccia uniformemente colorata e dalla forma regolarmente sferica. Le arance Navel sono disponibili sul mercato da novembre a tutto maggio.
È un gruppo varietale molto diffuso e apprezzato dal mercato, per la squisitezza della polpa e la dolcezza del succo, di colore biondo.

Moro
L’arancia Moro, varietà tipicamente italiana, è disponibile sul mercato dalla prima decade di dicembre a tutto febbraio. La presenza nella polpa di particolari pigmenti, gli antociani, conferisce al succo del Moro un caratteristico color rosso intenso.

Tarocco
L’arancia Tarocco è disponibile sul mercato da metà dicembre a tutto maggio. Il profumo e la dolcezza della polpa, oltre che la ricchezza di succo, ne fanno una delle varietà più richieste tra gli estimatori delle “arance pigmentate”.

Sanguinello
L’arancia Sanguinello è di forma globosa o obovata, pezzatura media, presenta una buccia di colore arancio con sfumature rosse, e una polpa di colore arancio con screziature rosse. Contiene pochi semi. L’epoca di maturazione è medio-tardiva: ha inizio in febbraio, mentre il grosso della raccolta viene a cadere tra marzo e aprile, mesi in cui i frutti raggiungono le migliori caratteristiche organolettiche. I frutti, raggiunta la maturazione, hanno breve persistenza sulla pianta.

Eccellenze italiane…. Piemontese e Chianina

Il patrimonio zootecnico italiano è ricchissimo di biodiversità. Conoscerlo è importante e un valido contributo per valorizzare razze antiche e promuovere la cultura locale.

In questi giorni l’offerta degli agricoltori di Cortilia si è arricchita di due straordinarie testimonianze di carne.

In contemporanea, in occasione delle feste, le aziende Cascina Cassinetta e Cascina Speziana offrono una sintesi del loro esaltante lavoro quotidiano di promozione delle due principali razze autoctone bovine.

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Parliamo, nel primo caso della razza Piemontese, in assoluto la regina della carne italiana. Nel secondo della Chianina, emblema della Toscanità più profonda.

Due razze molto simili tra loro che si sono distinte nel tempo per la loro naturale propensione alla triplice attitudine, ovvero animali valorizzati a 360 gradi sia per la forza lavoro, sia per la produzione di latte (in entrambi i casi la produzione è molto limitata), sia per la carne.

 

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La vicinanza delle due razze (anche genetica) si esprime in maniera evidente osservandole: entrambe hanno il mantello bianco e una potente massa muscolare. Animali rustici, molto resistenti, adatti anche al pascolo e a condizioni di allevamento all’aperto, ben lontani dalle metodiche industriali. Questo è il motivo per cui negli anni di ricorso all’iperproduttività, queste due razze, così come molte altre del patrimonio zootecnico tradizionale, sono state gradualmente abbandonate, fino ad arrivare a minacciarne l’esistenza (in particolare nella Chianina).

Oggi è ammirevole riconoscere il lavoro compiuto dai tanti allevatori che hanno creduto nella biodiversità contribuendo a riportare in auge queste due eccellenze.

Per dare continuità e valore a questo lavoro, è fondamentale che questi prodotti, in particolare frutto di allevamento e alimentazioni naturali e virtuose, possano avere un mercato florido. Cortilia dà il suo contributo, con queste eccezionali proposte.

Box di Carne Piemontese 3 Kg

Box di Carne Piemontese 6 Kg

Box di Carne Chianina 5 Kg

Da casa tua in campagna… in gita con Cortilia!

Trovare il tempo per andare in campagna a fare la spesa e conoscere gli agricoltori locali si sa che non è cosa facile. I ritmi frenetici della vita e i tanti impegni ostacolano il contatto diretto con i produttori agricoli, ovvero con coloro che custodiscono il territorio rurale vicino a noi e che ci permettono di godere di cibo fresco, locale e vivo (… non a caso esiste Cortilia…). Eppure una volta ogni tanto è bene ritagliarsi del tempo e vivere l’esperienza di una gita tra le splendide cascine locali e apprendere da vicino il senso di una spesa sostenibile, coscienziosa e responsabile.

Queste premesse sono il motivo che ci ha spinto ad organizzare la prima di una lunga serie di incontri in cascina, rivolti a giornalisti e clienti affezionati di Cortilia, al fine di mettere in mostra i volti, le storie e le eccellenze dei produttori che aderiscono alla nostra piattaforma.

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Mercoledì 27 Novembre ci siamo trovati presso la Cascina Ca’ Grande a Zibido San Giacomo, sede dell’Azienda Zipo, il progetto agricolo della famiglia Pozzi. Una realtà di rara bellezza che oltre a ospitare la produzione di formaggi e riso di qualità, raccoglie al suo interno tracce di una lunga storia di architettura rurale: dal Rinascimento con la casa di caccia quattrocentesca costruita dagli Sforza, all’Ottocento con la cascina e i porticati che raffigurano la classica Corte Lombarda. L’azienda è gestita da Marco Pozzi, con la moglie, e in particolare dalla giovane e dinamica figlia Elisa. Una famiglia che contribuisce a dare continuità alla vocazione agricola del territorio del Parco Sud di Milano, facendosi portavoce di un modello produttivo moderno e artigianale, fortemente orientato alla qualità.

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Hanno partecipato anche altre aziende, tutte gestite da giovani dinamici, ciascuna portavoce di una storia personale di riscatto sociale e di nuova progettualità agricola, degna di essere raccontata e divulgata, oltre che “assaggiata”. Mattia Zuffada della Cascina Lassi ha raccontato il progetto di conversione in chiave sostenibile dell’allevamento suinicolo di famiglia funzionale a produrre carne e salumi di qualità; Greta Pavan ha fatto altrettanto raccontando il progetto di valorizzazione della filiera artigianale di anatre e oche di Cascina Madonnina. Massimo Grazioli – il meno giovane del gruppo, ha precisato -, con oltre trent’anni di panificazione alle spalle, ha evidenziato come il lavoro di un panettiere possa rivelarsi per nulla monotono e pieno di stimoli, ad esempio producendo pani dal forte connotato identitario realizzati con farine selezionate dalla cascine locali. Alberto Cassani ha raccontato del suo essere un orticoltore biologico orientato all’agricoltura biodinamica: un esempio di imprenditore agricolo partito da zero che si è tuffato a capofitto nella valorizzazione del territorio. Curiosa la testimonianza offerta da Alessio Mogliani, che nel suo laboratorio di trasformazione del latte Fiordilatte situato in centro a Milano, si è posto l’ambizione di portare in città la cultura casearia pugliese (mozzarelle, burrate, ecc), partendo da latte proveniente da cascine milanesi. Altra prova è stata offerta da Filippo Ghidoni, giovane produttore di birra agricola in quel di Cascina Morosina: un progetto di divulgazione della cultura birraria artigianale realizzata con materie prime (orzo, frumento e luppolo) coltivate in azienda.

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Ecco i pensieri che abbiamo raccolto da un paio di clienti di Cortilia che hanno partecipato all’evento in cascina.

Mariangela Sanna – “La campagna a casa tua. Così recita il claim sul sito di Cortilia ma stavolta sono io che sono andata in campagna. Appuntamento in Piazza San Babila. Sole splendente. Arrivo in bicicletta e ad attendermi i ragazzi di Cortilia. In venti minuti arriviamo. Il parco agricolo sud di Milano è proprio attaccato alla città ed è subito emozione. Ora capisco perchè qui le mucche sono felici! (http://www.zipo.it/) chi non lo sarebbe. Una cascina del quattrocento che annovera anche fra i suoi proprietari gli Sforza, i laboratori, le stalle. Qui c’è odore di vita, storia e lavoro. Ad accoglierci il padrone di casa Marco Pozzi con Elisa, sua figlia e Cesira il bulldog. Mi sento a casa. Ci racconta perchè la sua azienda sia passata dall’avere 2.500 mucche a 250. La scelta di puntare sulla qualità, sulla tradizione, sull’idea di nutrire non il mondo ma le persone dei dintorni. Quella che doveva essere una semplice visita in cascina inizia a diventare un’esperienza indimenticabile”

Cristina Nardari – “Un’accoglienza e un’ospitalità così sincera dove abbiamo avuto modo di conoscere giovani produttori entusiasti (tra questi anche Massimo Grazioli!!!). E’ stato divertente vedere in faccia i protagonisti della nostra spesa dicendo “da lui prendo il pane”, “da lui il riso”…. E’ stato molto efficace sentire la passione di questi giovani che mantenendo tradizioni antiche di nonni o zii sono riusciti a traghettare le loro aziende verso scelte difficili  e spesso in partenza perdenti contro i giganti ” mangia tutto” come le multinazionali o i grossi distributori, ma sicuramente vincenti per il gusto, la scelta accurata dei prodotti e la ricerca del benessere animale. Ho scelto Cortilia più di un anno fa e poter conoscere personalmente i “miei” produttori mi ha dato la certezza che stiamo percorrendo la stessa strada”

News dagli agricoltori – Cascina Cassinetta

Siamo andati in visita all’azienda di Luigi e Alberto Gilardi.
Abbiamo incontrato Luigi preso nell’attività di “difesa armata” dall’attacco dei calabroni nei confronti dei pochi fichi maturi.

Tra un fico e una fetta di salame, ci ha raccontato delle difficoltà agricole di questa stagione: in particolare il riso che risente degli effetti della “pazza primavera” e rischia di non arrivare a piena maturazione. Stiamo a vedere…

Alberto, il figlio, è oggi l’anima dell’azienda. Un giovane pieno di passione, un volto nuovo dell’agricoltura locale che mostra intraprendenza, voglia di fare e curiosità.

L’azienda merita davvero una visita: è un condensato di architettura contadina e di modernità, connubio inscindibile per fare qualità. La stalla, ad esempio, è pulita, funzionale, a misura d’uomo e del benessere animale. I maiali da una parte, i bovini di razza piemontese dall’altra, hanno i giusti spazi per muoversi, mangiare (solo cereali e fieno di produzione locale) e socializzare.

Lo stesso vale per i pollai dove polli e oche sono liberi di razzolare.

Il laboratorio di lavorazione della carne e di preparazione dei salumi è impeccabile, risultato di una recente ristrutturazione di una parte della cascina.

Una curiosità: la filosofia di Alberto e Luigi è di rendere l’azienda il più possibile autosufficiente. Di recente è stato attivato un impianto fotovoltaico da 19,7 kW con conseguente utilizzo dell’energia prodotta per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti di lavoro, nonché per la climatizzazione della stagionatura.