Come lo cucino?! Conosci e impara a preparare le Puntarelle

foto 1Finalmente sono arrivate le puntarelle, ortaggio poco conosciuto al Nord, gode di massima fama nel Centro e Sud Italia, in particolare nella cultura gastronomica romana, di cui sono uno dei piatti simbolo.
Proviamo, dunque, a imparare a conoscere questo ortaggio che altro non è che i germogli della catalogna.

Caratteristiche
Fa parte di una famiglia, quella della cicoria, davvero complessa e articolata, con forme, colori, consistenze, stagionalità molto diversificate.
Le puntarelle presentano un aspetto davvero curioso, con tante cimette che crescono intorno a un torsolo centrale, di colore verde chiaro alla base del cespo e sempre più intenso verso la punta delle foglie.
In generale si caratterizzano per il lieve gusto amarognolo, di consistenza tenera ma croccante.
Contengono fosforo, calcio e vitamina A, hanno proprietà di stimolare le funzioni digestive e diuretiche. Le sue caratteristiche la rendono particolarmente adatta per depurarsi e contrastare gli effetti negativi degli eccessi alimentari.
Per poter godere in pieno di tutti i benefici delle puntarelle è preferibile consumarle crude; con la cottura, infatti, perdono gran parte dei loro nutrienti.
Le sostanze amare che contiene aiutano la digestione e contribuiscono a stimolare la circolazione sanguigna.

Stagionalità
Le puntarelle si consumano per lo più nei mesi che vanno da febbraio a maggio.
Occhio, in generale, all’aspetto: per essere sicuri che il prodotto sia fresco, accertatevi che le foglie siano intere e di colore verde intenso e controllate anche il fusto che deve essere chiuso e turgido.

Conservazione
Le puntarelle possono conservarsi per qualche giorno, ma il nostro consiglio è quello di consumarle subito, fresche, in modo tale da riuscire a gustarle ancora croccanti

foto 3

In cucina
Le puntarelle sono ottime in insalata, cotte saltate in padella, come base per torte salate.

La ricetta classica prevede che, dopo averle fatte a fettine sottilissime, le puntarelle vengano gustate crude, in insalata, condite con aglio, qualche acciuga e un filo di buon olio extravergine d’oliva. Esistono varianti: alcuni aggiungono nell’emulsione anche aceto, sale e pepe.

Tutti, però, sono concordi nell’affermare che l’importante è “sfilettare” bene le puntarelle. Per farlo occorre procedere prendendo le singole cimette, eliminando le foglie esterne verdi e tagliando i germogli centrali prima a metà per il lungo e poi, pazientemente, sfilettandoli a striscioline longitudinali e sottili.
Per fare arricciare bene le puntarelle, si possono mettere in una ciotola di acqua fredda e lasciarle a bagno per circa un’ora.
Il condimento, invece, si prepara pestando l’aglio con le acciughe ben dissalate e diliscate, a cui si andrà ad aggiungere l’olio, poco aceto e un pizzico di sale.

Le puntarelle si prestano, però, anche ad essere consumate cotte, in particolare le foglie più esterne. In questo caso potete semplicemente ripassarle in padella con aglio e acciughe.
Così preparate sono un ottimo ingrediente anche per le torte salate, magari mischiate ad altri ortaggi come spinaci e coste. Oppure, dopo averle saltate in padella, le puntarelle possono essere utilizzate per la preparazione di squisiti risotti, in particolare, l’amaro delle puntarelle si sposa perfettamente con la cremosa dolcezza di un risotto alla zucca. Provate!

Agrumi di Sicilia BIO… come riprendersi dopo le abbuffate

Gli agrumi sono il simbolo dell’inverno… un tocco di vivacità e freschezza che contribuisce a colorare il freddo di questa stagione, oltre che a prevenire raffreddori e malanni.
Quest’anno il network di Cortilia si è arricchito degli agrumi dell’azienda Bioinvio, di Vittoria, in provincia di Ragusa.
Questa volta vogliamo parlarvi di stagionalità delle arance… è curioso sapere che il frutto per eccellenza dell’inverno, icona della sicilianità più profonda, non è sempre uguale, ma varia durante la stagione.

AranceEcco le principali varietà…

Navel
Questo gruppo di arance (Navelina, Washington Navel e Navelate) è caratterizzato dalla buccia uniformemente colorata e dalla forma regolarmente sferica. Le arance Navel sono disponibili sul mercato da novembre a tutto maggio.
È un gruppo varietale molto diffuso e apprezzato dal mercato, per la squisitezza della polpa e la dolcezza del succo, di colore biondo.

Moro
L’arancia Moro, varietà tipicamente italiana, è disponibile sul mercato dalla prima decade di dicembre a tutto febbraio. La presenza nella polpa di particolari pigmenti, gli antociani, conferisce al succo del Moro un caratteristico color rosso intenso.

Tarocco
L’arancia Tarocco è disponibile sul mercato da metà dicembre a tutto maggio. Il profumo e la dolcezza della polpa, oltre che la ricchezza di succo, ne fanno una delle varietà più richieste tra gli estimatori delle “arance pigmentate”.

Sanguinello
L’arancia Sanguinello è di forma globosa o obovata, pezzatura media, presenta una buccia di colore arancio con sfumature rosse, e una polpa di colore arancio con screziature rosse. Contiene pochi semi. L’epoca di maturazione è medio-tardiva: ha inizio in febbraio, mentre il grosso della raccolta viene a cadere tra marzo e aprile, mesi in cui i frutti raggiungono le migliori caratteristiche organolettiche. I frutti, raggiunta la maturazione, hanno breve persistenza sulla pianta.

Per un cenone di Capodanno senza sprechi

Passata la prima tranche di pranzi, cene e cenoni, di avanzi di cibo non sappiamo che farne?

Attenzione: evitiamo gli sprechi, in ogni sua forma… tutte le ricette pregustate nei giorni appena trascorsi possono essere valorizzate in mille squisitezze creative… È sufficiente un po’ di ingegno culinario e il gioco è fatto.

I salumi ormai affettati possono essere tagliuzzati, mescolati con della scamorza a dadini e impastati con pasta da pane…. Un’ottima ciambella da degustare come aperitivo.

IMG_0776

Arrosti, brasati e bolliti diventano entusiasmanti polpettine, ottime arricchite con zenzero grattugiato e salsa di soia.

IMG_0100

Anche il panettone aperto, già tagliato e avanzato può trasformarsi in originali torte… Ecco a voi un paio di ricette.

TORTA MORBIDA DI PANETTONE

torta_margherita8-612x266

Ingredienti:

  • Panettone, 250 gr
  • Farina, 200 gr
  • Fecola di patate, 100 gr
  • Zucchero, 150 gr
  • Burro, 150 gr
  • Latte, 150 gr
  • Uova, 3
  • Lievito in polvere, 1 bustina
  • Limoni buccia,2

Procedimento:

Nessuno si accorgerà che questo dolce nasce per riutilizzare gli avanzi di panettone. Stupirete amici, parenti e commensali con una torta morbida da guinness. Tritate il panettone. Intanto montate il burro con le uova e lo zucchero. Aggiungere a poco a poco la fecola e la farina setacciate, il lievito, il panettone tritato, la buccia del limone e il latte. Il tutto in una tortiera per 40 minuti.

DOLCE ROTOLO

lalberodellacarambola.blogspot.it

Ingredienti:

  • Pasta filo, 4 fogli
  • Panettone, 2 fette
  • Burro
  • Zucchero di canna
  • Cioccolato fondente, 1/2 tavoletta
  • Zucchero a velo

Procedimento:

Stendete due fogli di pasta fillo e spennellate la superficie con il burro, cospargete di zucchero di canna e cannella. Adagiate altre due fogli di pasta fillo e spennellate con il burro, spezzettate il panettone e il cioccolato fondende. Arrotolate il tutto e mettete il rotolo in forno su placca rivestita da carta forno lasciate per 40 minuti circa a 180°. Spolverate con zucchero a velo e tagliate a fette. Accompagnate il tutto con gelato alla crema.

E  quando proprio non ne potrete più dei peccati di gola, strascico delle feste appena passate, ecco una calda vellutata che vi aiuterà a rigenerarvi.

Gli ingredienti sono di stagione (porri e broccoli), ma rivisti in una chiave molto originale grazie all’aggiunta di gram masale e latte di cocco. Provatela, vi sorprenderà!
La sua preparazione è molto semplice e veloce: mondate 2 porri e un broccolo di medie dimensioni, quindi tagliarli a pezzetti. Fare scaldare in una pentola l’olio dove farete insaporire un cucchiaio di garam masala (misto di spezie indiane). Quindi versateci le verdure e copritele di brodo vegetale. Lasciate sobbollire per circa 15 minuti, quindi aggiungetevi 165 ml di latte di cocco e fate cuocere ancora 15 minuti da quando riprenderà il bollore. A cottura ultimata, frullate il tutto e aggiustate di sale.

vellutata-di-broccoli-e-porri-speziata

                                       crumpetsandco.wordpress.com

Pranzo di Natale by Cortilia!

È tempo di mettersi all’opera per preparare il pranzo di Natale! Cortilia vi propone il suo menù con le Ricette di Stagione facili, gustose ed essenziali. In pochi passi realizzerete squisiti piatti, in cui gli ingredienti di qualità degli amici agricoltori verranno valorizzati al meglio. A Natale, fate assaporare il gusto del territorio ad amici e parenti con queste splendide portate.

Queste Ricette sono state realizzate in collaborazione con i nostri amici Foodblogger Simona, Sabrina, Daniela, Chiara, Sonia e Simona.

MUFFIN AI CARCIOFI E PANCETTA

Se il buongiorno si vede dal mattino, un buon pranzo si vede dall’antipasto, allora iniziamo con dei muffin salati per stuzzicare l’appetito, saranno il preludio di una serie di portate fantastiche. Serviteli leggermente caldi per far sprigionare tutto il profumo dei carciofi. Troppo simpatici! Piaceranno anche ai bambini.

Muffin

batuffolando.blogspot.it

Ingredienti:

Procedimento:

Affettare lo scalogno e farlo appassire sul fuoco molto dolce in poco olio in un padella antiaderente, aggiungere il carciofo mondato e privato delle foglie esterne dure, tagliato a fettine sottili. Salare, aggiungere poco alla volta un po’ d’acqua, mettere il coperchio e farli stufare finché diventano morbidi, unire poi la pancetta, alzare la fiamma e fare insaporire. Quando l’acqua si è completamente consumata, lasciare raffreddare.
Setacciare la farina con il lievito e tenere da parte.
In una terrina sbattere l’uovo con il latte, la panna, il pizzico di sale e unire anche  il parmigiano. Unire a pioggia la farina con il lievito ed amalgamare bene, quindi unire il composto di carciofi raffreddato.
Distribuire il composto nello stampo per muffin (volendo foderato con pirottini di carta) fino a 3/4 di capacità. Infornare in forno già caldo a 180° per circa 25/30 minuti.
Sfornare, attendere 5 minuti e servire i muffin tiepidi. Ottimi anche freddi!

PACCHETTINI DI CRÊPES

L’antipasto non va sottovalutato perché è il momento in cui c’è l’assalto a tartine, voulevant, bruschette, etc. che bloccano la fame, riempiono e non permettono di gustare i piatti successivi, allora non proponiamo troppi stuzzichini, ma concentriamoci su poche portate, ma curate. I pacchettini di crêpes sono un piatto molto scenografico che possono essere preparati anche il giorno prima, basterà ripassarli in forno poco prima di servirli. Un piatto che si presta anche ad essere un primo.

Pacchetto

architettandoincucina.blogspot.it

Ingredienti:

Procedimento:

Preparare le crêpes con il classico impasto e una volta cotte lasciare raffreddare. Preparare il ripieno cuocendo in una padella con dell’olio i funghi puliti e tagliati e l’aglio, lasciar raffreddare e passare al mixer.
Lavorare intanto il caprino con il prezzemolo tritato, il sale ed il pepe, aggiungere i funghi e conservare in frigo.
Preparare la salsa versando in un tegamino la panna ed il mascarpone e lavorando bene il tutto finché non diventa liscia e senza grumi, lasciar addensare e conservare.
Inserire ora una piccola noce di impasto al centro di ogni crêpes e piegare a pacchetto, legare il bordo con il porro sbollentato 2 minuti in acqua bollente salata per formare i pacchettini. Piegare un pezzetto di porro di circa 8 cm in 2 e girarci intorno un altro pezzettino di porro da 2 cm per creare il fiocco.
Scaldare la salsa e renderla fluida, se fosse difficile allungare con un po’ di latte e versarla ancora bollente a specchio sui piatti riscaldati.
Appoggiare sulla salsa 2 pacchettini e sistemare il fiocco all’incrocio del nastro di porro.
Guarnire con funghi lasciati interi, cotti semplicemente con olio, sale e pepe.

PACCHERI GRATINATI RIPIENI DI RICOTTA E SPINACI

Lasagne alla bolognese, al trevigiano, cannelloni al ragù… primi piatti buonissimi, tradizionali, ma già troppe volte riproposti nei nostri pranzi, allora stupiamo i commensali con dei paccheri farciti e irrorati di besciamella, gratiniamoli in forno per creare in superficie uno strato croccante. Create dei gruppi legandoli con una fascia di porro, per ottenere una presentazione raffinata.

Paccheri

architettandoincucina.blogspot.it

Ingredienti:

Procedimento:

Cuocere i paccheri e una volta cotti scolarli e distenderli su un canovaccio.
Tagliare un porro per lungo e ricavare delle strisce larghe 1 cm circa e scottare porro in acqua bollita fino a quando non si piega con facilità. Preparare la farcia montando la ricotta con una frusta e dell’olio a filo, fino ad ottenere una crema.
Dopo aver sbollentato gli spinaci, strizzarli, tritarli finemente ed amalgamarli con la crema di ricotta, quindi aggiungere il grana, sale, pepe e la noce moscata.
Farcire i paccheri e metterli in una cocottina monoporzione a gruppi di 4.
Legarli accuratamente con la striscia di porro e irrorarli con la besciamella.

Spolverare di Parmigiano grattugiato ed infornare a 200° per 15/20 minuti.
Servire caldi nella loro cocottina.

PAGNOTELLE DI ZUCCA E NOCI

Perché il pane non può mancare sulle nostre tavole, altrimenti come si fa a fare la scarpetta?! Invece dei classici panini al latte, mettiamoci all’opera e impastiamo queste piccole pagnotte alla zucca e noci, mi raccomando, lasciate lievitare per bene!

Panini

batuffolando.blogspot.it

Ingredienti:

  • Zucca BIO – Cassani Alberto, 500 gr
  • Zucchero, 75 gr
  • Noce moscata, 2 grattate
  • Burro – Santa Mart, 50 gr
  • Lievito di birra, 15 gr
  • Sale fino, 2,5 gr
  • Noci sgusciate – La Caiella, 75 gr
  • Farina manitoba, 500 gr
  • Uova – Cascina Pizzo, 3
  • Acqua q.b.

Procedimento:

Lessare la zucca per circa venti minuti, quando ben cotta lasciare raffreddare, scolarla bene e frullarla nel mixer. Disporre a fontana la farina, nel buco centrale unire il lievito, in un angolino il sale, in un altro lo zucchero, iniziare a dare una mescolata, rifare il buco centrale e aggiungere le uova sbattute ed il burro, continuando ad impastare leggermente, incorporate tutti gli altri ingredienti iniziando dalla zucca frullata. Aggiungere acqua tiepida per ottenere un impasto molto morbido quindi mettere a lievitare in un luogo caldo coperto con un canovaccio bagnato in acqua calda e ben strizzato, finché raddoppia di volume. Riprendere l’impasto e suddividerlo in pagnottine grandi quanto un’arancia. Rimettere a lievitare in luogo caldo (sempre coprendo il pane) per un’altra ora abbondante.
Scaldate il forno a 220°, aggiungere un pentolino d’acqua per creare umidità.
Infornare a forno ben caldo per 10 minuti
Poi, abbassare il forno a 180° per altri 35/40 minuti.

FILETTO DI MAIALE RIPIENO DI MELE E SPINACI

Quante cose da preparare per il pranzo di Natale, soprattutto perché non si vuole sfigurare davanti a parenti e amici pronti a bacchettare le eventuali “imperfezioni culinarie” e perché si vogliono proporre piatti particolari e originali. Un filetto di maiale ripieno sarà sicuramente apprezzato dagli amanti dei secondi di carne!

Filetto

danieladiocleziano.blogspot.it

Ingredienti:

Procedimento:

Condite il pane grattugiato con la buccia di limone grattugiata e un trito di alloro e rosmarino. Sbucciate le mele, tagliatele le mele a piccoli cubetti. In una padella rosolare in poco olio il salame tritato con lo spicchio d’aglio e una foglia di alloro, unite le mele, sfumate con la birra, dopo una decina di minuti aggiungete gli spinaci lessati e tritati e portate il tutto a cottura. Al termine, eliminare lo spicchio d’aglio e la foglia di alloro, regolare di sale e pepe e aggiungere un trito di prezzemolo. Al composto di mele ben asciutto incorporare il pane aromatizzato, stendere il composto su due fogli di pellicola trasparente, arrotolare gli estremi in modo da ottenere un salamino, che sarà il ripieno del filetto; porlo quindi a solidificare nel congelatore per almeno 45 minuti.
Aprite il filetto, battete la carne in modo da ottenere una fetta dallo spessore uniforme. Salate e pepate la carne dal lato interno, farcite con il composto di mele, legate il rotolo con dello spago da cucina, fatelo rosolare in una padella su una base di olio e erbe, poi aggiungete sale e pepe, sfumate con la birra e continuate la cottura a fuoco dolce per 15 minuti, terminate la cottura nel forno per altri 10 minuti a 120° . Lasciar riposare la carne per 15 minuti, poi tagliatela a fette.

CUBETTI DI PATATE E ZUCCA

Le patate come accompagnamento ai secondi di carne sono sempre le predilette, per variare un po’ il classico contorno, integriamo con dei cubetti di zucca, olio, sale e rosmarino ad insaporire il tutto. Facile, veloce e salutare, un piatto così colorato che porterà subito l’allegria in tavola.

Contorno

qb-quantobasta.blogspot.it

Ingredienti:

Procedimento:

Privare la zucca e le patate della buccia e tagliarle a quadratini. Ricoprite una teglia con della carta forno, versate le patate e la zucca tagliata, irrorate il tutto con olio, sale e rosmarino tritato grossolanamente. Infornate a forno già caldo e lasciar cuocere per circa 20 minuti a 200°. A metà cottura mescolate.

FRULLATO AL KIWI, MELA E SEMI DI LINO

Si sa, il pranzo di Natale è sempre un trionfo di piatti, cibi e calorie, senso di pienezza e gonfiore prendono sempre più il sopravvento, ma, poiché alla fetta di panettone non si può rinunciare, prepariamoci a gustarlo, purificandoci dai sapori dei piatti precedenti con un frullato al kiwi e mele, in sostituzione del classico sorbetto al limone.

Frullato

chiharubatolecrostate.com

Ingredienti:

  • Kiwi, – La Caiella, 3
  • Mela – Cascina Pizzo, 1
  • Bacca di vaniglia, 1
  • Semi di lino, 1 cucchiaio
  • Acqua

Procedimento:

Pulire la frutta e tagliarla a pezzetti. Raschiare i semini della bacca di vaniglia.
Nella brocca del frullatore unire la frutta, la vaniglia e mezzo bicchiere di acqua (o latte), azionare e frullare. Se il composto risultasse troppo solido aggiungere altri liquidi, in base alla consistenza desiderata. Infine aggiungere i semi di lino schiacciati.

SEMIFREDDO DI RICOTTA E PANETTONE

Non è Natale se non si mangia il panettone, ma se volete proporlo in una forma rielaborata, potete realizzare un semifreddo con salsa di cioccolato, che potrete preparare anche qualche ora prima, godendovi per intero il pranzo senza passare tutto il tempo tra i fornelli.

Panettone
Ingredienti:
  • Ricotta vaccina – Fiordilatte, 200 gr
  • Zucchero integrale BIO, 500 gr
  • Uova tuorli – Cascina Pizzo, 2
  • Latte, 100 ml
  • Panna fresca, 100 ml
  • Panettone classico – Panificio Grazioli, 100 gr
  • Colla di pesce, 2 fogli
  • Marsala, 2 cucchiai
  • Cioccolato fondente, 50 gr
  • Panna fresca, 30 ml

Procedimento:

Bagnare il panettone con il latte. Montare la panna. Sbattere con le fruste elettriche i tuorli con lo zucchero, aggiungere la ricotta, il panettone e mescolare bene sempre. Aggiungere al composto la gelatina ammorbidita in acqua fredda, strizzata e fatta sciogliere in un pentolino con il Marsala, aggiungere anche la panna montata, incorporandola delicatamente con una spatola. Mettere negli stampini di silicone e far raffreddare in freezer per un paio d’ore. Tirarli fuori dal freezer una ventina di minuti prima di servirli completandoli con una salsina al cioccolato preparata facendo sciogliere il cioccolato fondente con la panna fresca.

“Abbiamo mangiato il panettone e continueremo a farlo”

panettone (1)

Si sa, è tempo di Panettone, il dolce delle feste per eccellenza.

Simbolo del Natale, del dono e del controdono, il Panettone si condivide con amici e parenti, in ufficio tra colleghi per scambiarsi gli auguri..

Ma vediamo da vicino qualche aneddoto curioso per capire da vicino cosa c’è dietro a questo straordinario prodotto, icona della Milanesità più profonda.

Qualche leggenda

Ci sono varie leggende legate all’alchimia del panettone. Una prima ambientata a fine ‘400, narra di Ughetto figlio del condottiero Giacometto degli Atellani, che si innamorò della bella e giovane Adalgisa. Per star vicino alla sua amata egli s’improvvisò pasticcere come il padre di lei, tal Toni, creando un pane ricco, aggiungendo alla farina e al lievito, burro, uova, zucchero, cedro e aranci canditi.

Erano i tempi di Ludovico il Moro, e la moglie duchessa Beatrice vista questa grande passione del giovane, aiutata dei padri Domenicani e da Leonardo da Vinci, si impegnò a convincere Giacometto degli Atellani a far sposare il figlio con la popolana. Il dolce frutto di tale amore divenne un successo senza precedenti, e la gente venne da ogni contrada per comprare e gustare il “Pan del Ton”.

Narra una seconda leggenda che per la vigilia di Natale, alla corte del duca Ludovico, era stata predisposta la preparazione di un dolce particolare. Purtroppo durante la cottura questo pane a cupola contenente acini d’uva si bruciò, gettando il cuoco nella disperazione. Fra imprecazioni e urla, si levò la voce di uno sguattero, che si chiamava Toni, il quale consigliò di servire lo stesso il dolce, giustificandolo come una specialità con la crosta. Quando la ricetta inconsueta venne presentata agli invitati fu accolta da fragorosi applausi, e dopo l’assaggio un coro di lodi si levò da tutta la tavolata; era nato il “pan del Toni”. Fonte saleepepe

La storia moderna

Uno degli artefici del panettone moderno è stato Paolo Biffi, che curò un enorme dolce per Pio IX al quale lo spedì con una carrozza speciale nel 1847.

La Nascita e sviluppo della forma e della confezione attuale del panettone sono databili alla prima metà del ‘900, ad opera dell’ingegno di Angelo Motta, fondatore del noto marchio del panettone italiano (oggi è un marchio della Nestlé, recentemente acquisito dalla Bauli) che propose il cupolone e il “pirottino” di carta da forno, quasi a celebrare la crescita e l’importanza del preparato.

Gli ingredienti

Il panettone è un dolce da forno tutelato da una specifica normativa nazionale (D.M. 22/07/2005) secondo la quale:

La denominazione «panettone» è riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.”

Una legge che tutela il consumatore e che stabilisce che devono essere utilizzati ingredienti di alta qualità obbligatori come farina, burro, uova fresche, zucchero, uvetta, canditi, mentre non può essere definito “panettone” un prodotto che utilizza surrogati di basso costo come, ad esempio, la margarina in sostituzione del burro. In questo caso non è possibile vendere il dolce come “panettone”, ma come “dolce da forno”.

L’artigianalità

Il panettone è un prodotto molto complesso da realizzare. Questo tema giustifica la grande diffusione a livello industriale. Eppure permane, soprattutto a Milano, un’immensa cultura artigianale, condotta da pasticceri e panettieri. L’artigianalità del panettone (e di conseguenza il prezzo decisamente più alto rispetto alle referenze sottocosto che si trovano in questo periodo nei supermecati) va ricercata soprattutto nelle materie prime. Ecco cosa ricercare:

– i canditi devono essere profumati, carnosi e sapere di frutta

– l’uvetta deve essere altrettanto: carnosa, dolce al punto giusto e saporita

– il panettone deve profumare di burro, suadente e persistente. Diffidate dai profumi impattanti, conseguenza dell’uso di aromi artificiali.

– al palato deve diffondersi un gusto deciso e delicato, riconducibile alle materie prime essenziali (burro, uova, canditi e uvetta).

Buon Panettone a tutti