Agrumi di Sicilia BIO… come riprendersi dopo le abbuffate

Gli agrumi sono il simbolo dell’inverno… un tocco di vivacità e freschezza che contribuisce a colorare il freddo di questa stagione, oltre che a prevenire raffreddori e malanni.
Quest’anno il network di Cortilia si è arricchito degli agrumi dell’azienda Bioinvio, di Vittoria, in provincia di Ragusa.
Questa volta vogliamo parlarvi di stagionalità delle arance… è curioso sapere che il frutto per eccellenza dell’inverno, icona della sicilianità più profonda, non è sempre uguale, ma varia durante la stagione.

AranceEcco le principali varietà…

Navel
Questo gruppo di arance (Navelina, Washington Navel e Navelate) è caratterizzato dalla buccia uniformemente colorata e dalla forma regolarmente sferica. Le arance Navel sono disponibili sul mercato da novembre a tutto maggio.
È un gruppo varietale molto diffuso e apprezzato dal mercato, per la squisitezza della polpa e la dolcezza del succo, di colore biondo.

Moro
L’arancia Moro, varietà tipicamente italiana, è disponibile sul mercato dalla prima decade di dicembre a tutto febbraio. La presenza nella polpa di particolari pigmenti, gli antociani, conferisce al succo del Moro un caratteristico color rosso intenso.

Tarocco
L’arancia Tarocco è disponibile sul mercato da metà dicembre a tutto maggio. Il profumo e la dolcezza della polpa, oltre che la ricchezza di succo, ne fanno una delle varietà più richieste tra gli estimatori delle “arance pigmentate”.

Sanguinello
L’arancia Sanguinello è di forma globosa o obovata, pezzatura media, presenta una buccia di colore arancio con sfumature rosse, e una polpa di colore arancio con screziature rosse. Contiene pochi semi. L’epoca di maturazione è medio-tardiva: ha inizio in febbraio, mentre il grosso della raccolta viene a cadere tra marzo e aprile, mesi in cui i frutti raggiungono le migliori caratteristiche organolettiche. I frutti, raggiunta la maturazione, hanno breve persistenza sulla pianta.

“Abbiamo mangiato il panettone e continueremo a farlo”

panettone (1)

Si sa, è tempo di Panettone, il dolce delle feste per eccellenza.

Simbolo del Natale, del dono e del controdono, il Panettone si condivide con amici e parenti, in ufficio tra colleghi per scambiarsi gli auguri..

Ma vediamo da vicino qualche aneddoto curioso per capire da vicino cosa c’è dietro a questo straordinario prodotto, icona della Milanesità più profonda.

Qualche leggenda

Ci sono varie leggende legate all’alchimia del panettone. Una prima ambientata a fine ‘400, narra di Ughetto figlio del condottiero Giacometto degli Atellani, che si innamorò della bella e giovane Adalgisa. Per star vicino alla sua amata egli s’improvvisò pasticcere come il padre di lei, tal Toni, creando un pane ricco, aggiungendo alla farina e al lievito, burro, uova, zucchero, cedro e aranci canditi.

Erano i tempi di Ludovico il Moro, e la moglie duchessa Beatrice vista questa grande passione del giovane, aiutata dei padri Domenicani e da Leonardo da Vinci, si impegnò a convincere Giacometto degli Atellani a far sposare il figlio con la popolana. Il dolce frutto di tale amore divenne un successo senza precedenti, e la gente venne da ogni contrada per comprare e gustare il “Pan del Ton”.

Narra una seconda leggenda che per la vigilia di Natale, alla corte del duca Ludovico, era stata predisposta la preparazione di un dolce particolare. Purtroppo durante la cottura questo pane a cupola contenente acini d’uva si bruciò, gettando il cuoco nella disperazione. Fra imprecazioni e urla, si levò la voce di uno sguattero, che si chiamava Toni, il quale consigliò di servire lo stesso il dolce, giustificandolo come una specialità con la crosta. Quando la ricetta inconsueta venne presentata agli invitati fu accolta da fragorosi applausi, e dopo l’assaggio un coro di lodi si levò da tutta la tavolata; era nato il “pan del Toni”. Fonte saleepepe

La storia moderna

Uno degli artefici del panettone moderno è stato Paolo Biffi, che curò un enorme dolce per Pio IX al quale lo spedì con una carrozza speciale nel 1847.

La Nascita e sviluppo della forma e della confezione attuale del panettone sono databili alla prima metà del ‘900, ad opera dell’ingegno di Angelo Motta, fondatore del noto marchio del panettone italiano (oggi è un marchio della Nestlé, recentemente acquisito dalla Bauli) che propose il cupolone e il “pirottino” di carta da forno, quasi a celebrare la crescita e l’importanza del preparato.

Gli ingredienti

Il panettone è un dolce da forno tutelato da una specifica normativa nazionale (D.M. 22/07/2005) secondo la quale:

La denominazione «panettone» è riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.”

Una legge che tutela il consumatore e che stabilisce che devono essere utilizzati ingredienti di alta qualità obbligatori come farina, burro, uova fresche, zucchero, uvetta, canditi, mentre non può essere definito “panettone” un prodotto che utilizza surrogati di basso costo come, ad esempio, la margarina in sostituzione del burro. In questo caso non è possibile vendere il dolce come “panettone”, ma come “dolce da forno”.

L’artigianalità

Il panettone è un prodotto molto complesso da realizzare. Questo tema giustifica la grande diffusione a livello industriale. Eppure permane, soprattutto a Milano, un’immensa cultura artigianale, condotta da pasticceri e panettieri. L’artigianalità del panettone (e di conseguenza il prezzo decisamente più alto rispetto alle referenze sottocosto che si trovano in questo periodo nei supermecati) va ricercata soprattutto nelle materie prime. Ecco cosa ricercare:

– i canditi devono essere profumati, carnosi e sapere di frutta

– l’uvetta deve essere altrettanto: carnosa, dolce al punto giusto e saporita

– il panettone deve profumare di burro, suadente e persistente. Diffidate dai profumi impattanti, conseguenza dell’uso di aromi artificiali.

– al palato deve diffondersi un gusto deciso e delicato, riconducibile alle materie prime essenziali (burro, uova, canditi e uvetta).

Buon Panettone a tutti

E’ quasi Natale: Idee Regalo a filiera corta!

Tutti gli anni con l’avvicinarsi del Natale cresce la frenesia legata alla scelta dei regali. Ogni anno ci si ripromette di partire per tempo per trovare il regalo giusto per tutti e non trovarsi all’ultimo minuto in giro per negozi. Eppure…tutti gli anni la scena si ripete.

Una soluzione, però, c’è: un regalo che va bene per tutti i gusti, è proprio il caso di dirlo!

I BUONI REGALO DI CORTILIA: A OGNUNO IL SUO!

RegaloBuono

Sono disponibili Buoni Regalo di variegati importi: scegliete il valore che volete donare e il destinatario sceglierà a suo piacimento cosa ordinare, una cassetta in abbonamento, oppure prodotti singoli in un’unica grande spesa occasionale o ancora potrà scegliere di fare più ordini, quando e come vuole!

Un altro vantaggio è che il buono non ha scadenza, per cui è possibile usufruirne anche dopo le Feste quando, si sa, si fa il pieno di cibo, quindi perché non utilizzarlo per ripartire alla grande, depurandosi dalle oziose mangiate, magari abbonandosi alle cassette frutta e verdura di Cortilia e iniziare una sana dieta disintossicante.

Cassetta Mista grande

Se invece, preferite andare sul classico e proporre un cesto regalo tradizionale, Cortilia ha pensato anche a questo e le alternative non mancano:

Cesto dell’Azienda Fiordilatte, un condensato di eccellenze

Un racconto in sintesi dello straordinario patrimonio pugliese. Un caciocavallo prodotto a regola d’arte secondo la sapienza artigiana locale, accompagnato da uno dei più autorevoli testimoni della cultura norcina dell’Alta Murgia: il Capocollo di Martina Franca Presidio Slow Food. Immancabile una confezione di taralli all’olio extravergine d’oliva.

Cesto

Cesto di Cascina Lassi per il Menù di Capodanno

L’azienda Cascina Lassi, in collaborazione con alcune aziende locali, propone una rassegna imperdibile di prodotti locali. Contiene: 1 Cotechino Cascina Lassi, 500 gr Lenticchie BIO Podere Monticelli (Lodi), 1 kg Riso carnaroli Cascina Lassi, 4 Cacciatorini di maiale Cascina Lassi. Il cesto è confezionato in una scatola di cartone, per meglio preservare l’integrità dei prodotti.

Lassi

Cesto dell’Azienda Agricola Cassani Alberto BIO

L’azienda Cassani Alberto, in collaborazione con alcune aziende locali, propone una rassegna imperdibile di prodotti locali. Contiene: 500 gr di Farro BIO Azienda Simone Lesca, 200 gr di Dado vegetale Cassani Alberto, 300 gr di Sugo pronto pomodoro e verdure Cassani Alberto, 200 gr di Pesto di pomodori secchi Cassani Alberto, 200 gr di Verdure in agrodolce Cassani Alberto, 200 gr di Cipolle rosse caramellate Cassani Alberto, 100 gr di Sale aromatizzato con finocchietto selvatico Cassani Alberto, 500 gr di Miele di acacia BIO Azienda Paietta Francesco. Il cesto è confezionato in una scatola di cartone, per meglio preservare l’integrità dei prodotti.

cesto cassani grande

Cesto di Cascina Santa Brera per i più golosi

Una piccola rassegna di prodotti artigianali realizzati dalla Cascina Santa Brera, con materie prime BIO di altissima qualità. Contiene: 1 Confettura di mele cotogne, 1 Succo di frutta di more da 500 ml, 1 pacchetto di Biscotti di mais da 250 gr.

cesto s.brera medio

Cesto di Cascina Madonnina per chi è pazzo dell’Oca

L’azienda Cascina Madonnina propone una rassegna imperdibile dei propri prodotti locali per festeggiare al meglio il Natale. Contiene: 1 confezione di Ravioli di carne d’oca, 1 confezione di Cannelloni di carne d’oca, 1 Salame puro d’oca, 1 Prosciutto d’oca, 1 Speck d’oca. Il cesto è confezionato in una scatola di cartone, per meglio preservare l’integrità dei prodotti.

Madonnina

Queste sono solo alcune delle molteplici proposte dei nostri agricoltori locali, consulta tutte le confezioni natalizie disponibili, e rendi felici parenti e amici regalando loro quella più adatta ai loro gusti e per gli incontentabili c’è il BUONO REGALO firmato Cortilia.

Buon Natale!

E’ tempo di cassoeula

cassoeulaLa cassouela è il piatto meneghino per eccellenza, che si prepara e si condivide in occasione delle prime nebbie d’autunno… Si tratta di un potaggio a base di verze e carne di maiale fresca, comprensivo – nella versione più autentica – anche delle parti del “quinto quarto”, ovvero cotiche, piedini, orecchie, musetto… Il tutto cotto lentamente e accompagnato dalla polenta.

Per pochi giorni, l’azienda Cascina Lassi propone un kit essenziale per realizzarla in casa, in maniera facile e “alleggerita”.

Ecco, passo per passo, la nostra ricetta.

1 kit per cassouela
1 cipolla
2 carote
1 bicchiere di vino bianco
sale, pepe
una foglia di alloro

Fate un soffritto con la cipolla, la carota e l’alloro. Aggiungete tutta la carne ridotta a pezzi, compresi i verzini interi. Lasciate rosolare a fuoco medio per almeno 20 minuti. Sfumate con vino, salate e pepate, quindi aggiungete le foglie di verza. Cuocete a fuoco coperto per un’ora. La cassoeula deve essere umida, ma non troppo brodosa. Ideale servirla con la polenta.

Ricette di Stagione – n.43

Facili, gustose, essenziali. Con le Ricette di Stagione proposte, è possibile, in pochi passi, realizzare squisiti piatti, valorizzare gli ingredienti di qualità degli amici agricoltori e assaporare il gusto del territorio.

FOCACCIA DI TARASSACO

Abbiamo provato a adattare questa “pizza di scarola” al gusto del territorio, valorizzando una delle materie prime che questa stagione ci regala: il tarassaco.

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Preparazione

In un recipiente ponete 125 gr di latte e 125 gr di acqua tiepida, quindi fatevi sciogliere 2 cucchiai di sale, un cucchiaino di zucchero e 2 cucchiaini di lievito di birra. Mescolate bene con un cucchiaio e tenete il tutto da parte. In una ciotola capiente mettete 500 gr di farina e 60 gr di burro ammorbidito a pezzi, aggiungete il composto a base di latte ottenuto precedentemente e 50 gr di olio extravergine di oliva. Impastate con le mani fino a quando gli ingredienti si saranno amalgamati, quindi trasferite l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata e continuate a lavorarlo con le mani fino ad ottenere un impasto morbido, omogeneo e liscio. Formate una palla, ponetela in una ciotola, copritela con la pellicola e lasciatela lievitare a temperatura. Preparate il ripieno: lavate 1 kg di tarassaco con acqua fresca corrente e asciugatelo bene. In una padella fate soffriggere, a fuoco dolce, l’aglio con poco olio e 6 filetti di acciughe; quando le acciughe si saranno sciolte, aggiungete il tarassaco spezzettandola con le mani. Salate, pepate e lasciate cuocere il tutto a fuoco medio per circa 15 minuti. Aggiungete 50 gr di capperi e 100 gr di olive. Quando l’impasto sarà lievitato, pesatelo e dividetelo in due panetti uguali. Con un mattarello spianate uno dei due panetti, ricavandone una sfoglia alta circa mezzo centimetro. Stendete la sfoglia nella teglia, avendo cura di ricoprirne con la pasta anche i bordi. Bucherellate il fondo della sfoglia con i rebbi di una forchetta, quindi aggiungete il ripieno, ormai freddo, e distribuitelo uniformemente. Con l’impasto rimasto, ricavate un’altra sfoglia e adagiatela sul ripieno, richiudete i bordi sigillandoli bene con una forchetta, quindi bucherellate la superficie della pizza. Spennellate la superficie della pizza con un uovo, sbattuto assieme ad un cucchiaio di latte, quindi cuocete in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.

TORTA ROVESCIATA DI CAROTE E CIPOLLE

Avete presente la tarte tatin? Ecco una versione che premia queste due straordinarie verdure: carote e cipolle.

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Preparazione

Affettate sottilmente 50 gr di Cipolle, versatele quindi in padella con dell’olio e lasciatele appassire, quindi aggiungete un cucchiaio generoso di zucchero integrale. Intanto lavate e pulite 1 kg di Carote e poi tagliatele in tronchetti di 3 cm circa. Subito dopo mettetele a bollire per 20 minuti in abbondante acqua e quando queste saranno cotte salate e pepate. A questo punto procuratevi uno stampo rotondo e spennellatelo con dell’olio per poi spolverizzarlo con lo zucchero integrale. Disponete i tronchetti di carote in piedi e vicini l’uno con l’altro, ma lasciando un po’ di spazio tra le carote e il bordo dello stampo. Una volta terminato l’assemblamento delle carote sullo stampo, ricopritele con le cipolle avendo cura di riempire anche lo spazio tra il bordo dello stampo e le carote. Ricoprite il tutto con la pasta brisé infilandone l’estremità all’interno dello stampo e spennellandone la superficie con dell’olio. Cuocete quindi in forno gia caldo a 180° fino a che la superficie non sarà bene dorata. Una volta intiepidita, prendete la torta di carote e rovesciatela con un movimento deciso su di un piatto.

SFORMATO DI BROCCOLI CON SALSA AL CAPRINO

Ecco uno sfizioso antipasto vegetariano. Al centro una delle verdure simbolo del periodo invernale: i broccoli. Ad accompagnarli una straordinaria salsa al caprino dell’azienda I Silos.

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Preparazione

Per preparare gli sformati di broccoli iniziate pulendo i broccoli: separate le cimette dal loro fusto, quindi lavatele e tenetele da parte. Sbucciate i fusti dei broccoli e tagliateli a pezzi. Lessate quindi i broccoli in abbondante acqua bollente, quindi scolate la verdura e lasciatela in un colapasta, in modo che tutta l’acqua in eccesso scompaia. Passate i broccoletti al passaverdure (tranne qualche cimetta che terrete da parte per decorare i piatti), raccogliendo la purea in una ciotola. Nel frattempo preparate la besciamella sciogliendo il burro in un tegame, aggiungendo la farina, che lascerete dorare a fuoco moderato per qualche istante; aggiungete a questo punto il latte e mescolate a fuoco dolce fino all’addensamento della salsa, poi aggiungete il sale e la noce moscata grattugiata, quindi spegnete il fuoco. Aggiungete alla purea di broccoletti la besciamella.

PLUMCAKE AL MIYAGAWA

Di nuovo una variante adattata ai prodotti di Cortilia: il myagawa, una sorta di mapo che anticipa la stagione degli agrumi e che si rende un ingrediente perfetto per questa gustosa torta morbida… Provate per credere.

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Preparazione

Per preparare il plumcake al miyagawa, per prima cosa lavate bene 4 miyagawa all’esterno, strofinandoli con un canovaccio per eliminare le impurità e grattugiate la scorza, che terrete da parte. Dividete i miyagawa a metà e spremeteli, filtrando il succo ottenuto con un colino e tenete da parte anche questo. Setacciate 220 gr di farina, e una bustina di lievito insieme in una ciotola capiente. In una ciotola di una planetaria munita di frusta (oppure con uno sbattitore elettrico), montate 3 uova con 150 gr di zucchero fino a farle diventare gonfie e spumose. Nel frattempo sciogliete 150 gr di burro a bagnomaria (o nel microonde) e aggiungetelo al composto di uova e zucchero, sempre mescolando. Aggiungete, sempre mescolando il succo dei mandarini filtrato. A questo punto unite le polveri setacciate in un paio di riprese, mescolate e per ultimo unite la scorza grattugiata dei mandarini. Imburrate uno stampo da plumcake e rivestitelo con la carta forno, versatevi all’interno il composto e infornate in forno già caldo a 180° per 45 minuti. Una volta cotto, fate raffreddare il vostro plumcake su di una gratella e servite! Se gradite, potete spolverizzarlo con dello zucchero a velo!